Archivi del mese: ottobre 2022

Qatar, il comandante del COVI in visita ai militari dell’operazione “ORICE”

Incontro del generale Figliuolo con i militari del contingente italiano in supporto alle Forze Armate qatariote per la sicurezza del torneo mondiale di calcio

Il comandante del COVI parla ai militari del contingente italiano

Al Qaqaa (Qatar), 27 ottobre 2022 – “I Mondiali di calcio sono un evento internazionale, una vetrina sotto gli occhi del mondo, in cui ognuno di voi diventa ambasciatore dell’Italia, del saper fare bene, spesso anche in situazioni critiche. Guidati dalla professionalità, dall’esempio e da una provata affidabilità che gli uomini e le donne della brigata “Sassari” sanno esprimere nei diversi contesti operativi, sono certo che insieme alle altre nazioni partner saprete interpretare al meglio la missione a supporto delle Forze Armate del Qatar”.

Queste sono state le parole del Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ai militari italiani schierati nella base di Al Qaqaa, quartier generale dell’operazione “Orice”, la missione bilaterale di supporto alle Forze Armate del Qatar per garantire la sicurezza dei Mondiali di calcio, i primi a essere ospitati da un Paese del Medio Oriente, che si disputeranno nell’emirato del Golfo tra il 20 novembre e il 18 dicembre prossimi.

Il generale Figliuolo dopo essere atterrato è stato accolto dal comandante del contingente interforze, a guida Brigata “Sassari”, generale di brigata Giuseppe Bossa.

Il comandante del COVI ha poi preso parte a una riunione informativa sui compiti e sulle finalità della missione, in cui circa 560 militari delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, con 46 mezzi terrestri, una nave e due aeromobili, saranno chiamati a fornire supporto alle Forze Armate qatariote per l’implementazione del sistema di difesa e sicurezza dell’evento sportivo.

L’operatività delle Forze Armate italiane, che contibuirà alla sicurezza durante i mondiali di calcio, sarà cosi suddivisa:

  • ESERCITO:
    impiego di assetti specialistici EOD (Explosive Ordonance Disposal), per la difesa CBRN (da minaccia chimica, biologica, radiologica e nucleare) e unità cinofile per garantire una pronta ed efficace capacità di risposta al verificarsi di ipotetiche situazioni di emergenza caratterizzate dalla presenza di ordigni esplosivi a ridosso di infrastrutture critiche (stadi, porti, aeroporti, complessi industriali, centri commerciali) e luoghi affollati.
  • MARINA MILITARE:
    sicurezza delle acque internazionali al largo di Doha con il Pattugliatore Polivalente d’Altura “Paolo Thaon di Revel” e, in prossimità della costa, mediante il veicolo subacqueo a guida autonoma “REMUS 100”, alla scansione dei fondali per identificare la presenza di oggetti pericolosi presenti sul fondo del mare.
Marina Militare – Veicolo subacqueo a guida autonoma REMUS 100
  • AERONAUTICA MILITARE:
    controllo dello spazio aereo per contrastare l’eventuale impiego non autorizzato di mini e micro droni, mediante un Counter-Unmanned Aerial Anti-drone System (C-UAS) costituito da dispositivi jammer portatili e dal sistema anti-drone stanziale ACUS (AMI Counter UAS).
  • ARMA DEI CARABINIERI:
    attività di consulenza alle forze di sicurezza (Gendarmeria, Guardia dell’Emiro, Polizia Militare) e delle forze speciali del Qatar, con un dispositivo composto da 14 unità, e avrà compiti di polizia militare per garantire l’ordine e la sicurezza del nostro contingente.
Carabiniere del Weapons Intelligence Team

Nel corso del briefing il generale Bossa ha ricordato che il dispositivo nazionale interforze, che opera sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal COVI, avrà anche il compito di fornire consulenza e assistere le Forze Armate qatariote per il funzionamento della «Combined Joint Task Force Qatar», il comando interforze e multinazionale responsabile del coordinamento delle attività operative che, per tutta la durata della FIFA World Cup 2022, su richiesta delle autorità locali, uniche responsabili della designazione e dell’ingaggio dei target per l’eventuale impiego degli assetti, vigilerà sul regolare svolgimento della storica manifestazione.

L’incontro è proseguito con un attività dimostrativa finalizzata a illustrare le capacità esprimibili dal contingente italiano in termini di materiali, equipaggiamenti, mezzi e sistemi in dotazione alle unità specialistiche delle tre Task Forces del contingente (TF LAND, TF REMUS e TF C-UAS).

Dopo il saluto ai militari italiani, il Generale Figliuolo ha incontrato, insieme all’Ambasciatore d’Italia a Doha, Paolo Toschi, il Major General Saeed Hussain Muhammad Al-Khayarin, Comandante delle Qatari Emiri Land Forces, e il Major General Mohammed Abdullatif Al-Mannai, Military and Security Advisor to the Deputy Prime Minister e Minister of State for Defence Affairs Chairman of MOD’s Executive Committee for World Cup 2022.

Lo stesso generale Al-Mannai, lo scorso 25 agosto, aveva siglato presso il Comando Operativo di Vertice Interforze, il Technical Arrangement (TA) tra il Ministero della Difesa italiano e quello del Qatar, relativo al supporto che le Forze Armate italiane forniranno alle autorità di Doha per garantire la sicurezza della FIFA WORLD CUP 2022.

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Fonte e immagini: Comando Operativo di Vertice Interforze


Libano, il contingente italiano dona computer e ausili didattici all’istituto scolastico delle Sorelle Antoniane di Rumaysh

Donato materiale informatico all’Istituto delle Sorelle Antoniane di Nostra Signora di Rumaysh in Libano del Sud

Shama, 27 ottobre 2022 – I Caschi Blu italiani del Settore Ovest di UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) hanno donato materiali informatici, quali personal computer portatili, videoproiettori e ausili didattici, all’Istituto scolastico delle Sorelle Antoniane di Rumaysh, municipalità all’estremo sud dell’area di operazioni del Contingente italiano in Libano.

Alla cerimonia di donazione, che si è svolta nell’Istituto scolastico, sono intervenuti il generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del Settore Ovest e del Contingente nazionale in Libano, il sindaco di Rumaysh Mr. Milad Al-Alam, il governatore distrettuale di Bint Jubail Mr. Charbel Al-Alam, sotto la cui responsabilità ricade la località sede dell’evento, e la direttrice dell’Istituto scolastico suor Rita Eid.

La direttrice nel suo intervento ha espresso parole di stima e gratitudine verso UNIFIL e il Contingente Italiano: “Grazie di essere qui e grazie per questa donazione che, oltre all’aiuto materiale che essa rappresenta, ha fatto sorridere e resi felici i nostri bambini e rappresenta un valido supporto per le nostre attività quotidiane”.

Il generale Bertoncello ha sottolineato che supportare la scuola e la cultura ad ampio spettro “è un investimento per il futuro delle nuove generazioni, nelle cui mani sono riposte tutte le speranze di un mondo che cerca di costruire la pace, come stiamo facendo tutti assieme in Libano”.

Il progetto, coordinato dagli specialisti del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza (TV), si inquadra nell’ambito di intervento per il supporto essenziale all’ambiente civile, nel settore autorità locali e istruzione.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Il contingente italiano in Libano e l’Istituto Ricerche Studi Informazioni Difesa approfondiscono la gestione della crisi in caso di eventi naturali calamitosi

L’Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa (IStRID) e il Contingente italiano in Libano hanno organizzato un seminario sulla gestione delle emergenze causate da catastrofi naturali, tenuto a favore degli operatori di protezione civile della Terra dei Cedri.

Libano: seminario per gestire le crisi a supporto della popolazione

Shama, 27 ottobre 2022 – Nei giorni scorsi, il contingente italiano in Libano ha ospitato nella propria base di Shama un workshop incentrato sulla gestione della crisi e sulla ricerca dei dispersi in aree urbane a seguito di eventi naturali calamitosi.

Il seminario, sviluppato e tenuto in collaborazione con l’Istituto Ricerche Studi Informazioni Difesa (ISTRID), ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle principali organizzazioni che operano in caso di catastrofi ed emergenze a favore della popolazione del sud del Libano.

Durante la fase teorica sono state trattate le tematiche relative all’Urban Search and Rescue, la ricerca e soccorso in ambiente urbano, per definire l’insieme delle pratiche da adottare per le operazioni di ricerca e soccorso di persone sepolte sotto le macerie di edifici o strutture crollate, di dispersi dopo esplosioni o eventi sismici, con lo scopo di valutare i gap capacitivi nella struttura di protezione civile, migliorandone la resa.

Questo corso, il primo a svolgersi sull’argomento dalla fine della fase acuta della pandemia da Covid19 e il quarto organizzato nella Terra dei Cedri dall’ISTRID dal 2010 ad oggi, in collaborazione con i Caschi Blu italiani, nasce dalla tragica esperienza dell’esplosione dei silos al porto di Beirut del 4 agosto del 2020 che ha messo a dura prova la macchina dei soccorsi libanesi. Da quell’evento è scaturita la necessità di un coordinamento centrale dei soccorsi, per garantire una più efficiente ed efficace gestione dei soccorsi e delle risorse da mettere in campo in caso di eventi tragici.

A margine del workshop, il generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del contingente nazionale e del Settore Ovest della missione ONU assieme al responsabile area cooperazione civile e militare dell’ISTRID, dott. Roberto Faccani, ha consegnato ai rappresentanti degli organi di protezione civile presenti (Disaster Risk Reduction Unit, Civil Defence, Caritas, Red Cross, Al-Resala, Islamic Association for Health) apparecchiature elettroniche per la ricerca dei dispersi e dispositivi di protezione individuale.

Inoltre, la trattazione delle casistiche del corso ha focalizzato l’attenzione anche sulle cosiddette “tematiche di genere”, per dare risposte concrete alle esigenze femminili, dei disabili e delle persone anziane, consentendo loro il superamento dell’emergenza in tempi ragionevolmente rapidi. Per questo, l’ISTRID ha voluto donare alla direttrice di una Scuola per bambini diversamente abili di una municipalità libanese, macchinari per la manipolazione dell’argilla che facilitano il recupero della funzionalità manuale.

Tale iniziativa, pertanto, ha avuto l’ambizione di fornire un’altra forma di collaborazione strategica tra gli operatori libanesi del settore e i peacekeeper italiani che operano in Libano per conto delle NazioniUnite. Difatti, i militari italiani continuano nella loro incessante opera di sostegno alla popolazione locale con progetti, come questo, coordinati dagli specialisti del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza (TV), sempre in contatto con le autorità locali per la pianificazione di interventi incentrati sui reali fabbisogni e sulle concrete necessità di tutte le municipalità dell’area di responsabilità.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Aeronautica, esercitazione Heavy alloy 22, voli addestrativi Italia-Belgio per trasporto militare

Celivoli C-130 – © Aeronautica Militare

Pisa, 21 ottobre 2022 – L’esercitazione “Heavy alloy 22“, che vede in campo l’Aeronautica Militare italiana e la Belgian Air Force, è in svolgimento presso la 46ª brigata Aerea di Pisa e proseguirà  fino al prossimo 28 ottobre. Lo scopo dell’esercitazione è quello di verificare ed incrementare l’interoperabilità nel campo del trasporto aereo militare tra le due Nazioni, aderenti entrambe all’European Air Transport Command (Eatc – Comando europeo per il Trasporto Aereo), standardizzando le operazioni di trasporto aereo e condividendo tecniche e tattiche di volo.

Durante l’esercitazione verranno effettuati voli addestrativi, diurni e notturni, con velivoli singoli ed in formazione, atterraggi tattici su piste corte ed aviolanci di materiali e di personale. Le zone di lancio saranno nei pressi di Lucca,  Siena e altre località italiane. Ieri e oggi l’aeroporto G. Moscardini di Frosinone, sede del 72° stormo dell’Aeronautica Militare è stato interessato all’attività mettendo a disposizione la pista in erba lunga 1427 metri.

All’evento addestrativo partecipano gli equipaggi della 46/a Brigata Aerea con velivoli C-130J e C-27J e gli equipaggi della Belgian Air Force con tre velivoli Airbus A-400M.

All’esercitazione collabora anche  personale dell’Esercito Italiano.

​​​​Il velivolo C-27J Spartan da trasporto tattico – © Aeronautica Militare

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Fonte: 72° stormo Frosinone AM – Immagini: dl sito dell’Aeronautica Militare


Libano, il contingente italiano si addestra con le Forze Armate Libanesi

Soldati libanesi e dell’Onu si addestrano periodicamente insieme, per affinare le procedure di coordinamento e per avere un’azione congiunta più efficiente ed efficace.

Team fucileri in posizione di sicurezza

Shama, 21 ottobre 2022 – I Caschi Blu italiani della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), a poche settimane della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ne legittima la presenza in Libano, continuano senza sosta ad assicurare il controllo della vasta area di responsabilità assieme alle LAF (Lebanese Armed Forces), il cui supporto è uno dei pilastri su cui si fonda il mandato ONU nella Terra dei Cedri.

L’ultimo modulo addestrativo appena concluso, sviluppato congiuntamente con la 5^ brigata delle LAF, ha avuto per scenario l’approccio operativo nei centri abitati, con lo scopo di armonizzare le rispettive procedure tecnico-tattiche. In particolare, la progressione addestrativa ha visto, nella sua fase iniziale, approfondire le tecniche di movimento congiunto e le formazioni di una pattuglia mista, per poi focalizzare l’attenzione sulla bonifica ambientale di singoli edifici di varia conformazione e natura.

Durante tutte le fasi, sono stati simulati il ferimento di membri dei team, la loro stabilizzazione da parte di soccorritori militari e la successiva esfiltrazione su mezzi tattici. Per innalzare il livello di corrispondenza alla realtà dell’addestramento, è stato inoltre utilizzato munizionamento da simulazione ad ogiva marcante.

Cooperazione, interoperabilità e coordinamento sono i parametri fondamentali sui quali si basa la costante attività addestrativa condotta quotidianamente dai militari del battaglione di manovra italiano che opera nel settore occidentale dell’area di operazioni di UNIFIL, affidato al comando del generale di brigata Giuseppe Bertoncello, che ricopre anche il ruolo di comandante del contingente nazionale.

Il comando a guida italiana del Settore Occidentale di UNIFIL, per l’addestramento congiunto con le Forze Armate libanesi, mette periodicamente in campo ufficiali esperti nel campo della pianificazione operativa e addestrativa, organizzando con istruttori del 5° reggimento Fanteria Aosta di Messina e del reggimento Lancieri di Aosta (6°) di Palermo intense attività addestrative nel comprensorio del poligono di Chewakeer, nei pressi dell’antica città fenicia di Tiro.

Questo ha consentito nel tempo una vera e propria amalgama tra peacekeeper di UNIFIL e LAF, garantendo così un accrescimento del reciproco supporto, una maggiore conoscenza, una migliore cooperazione e coordinazione, ai fini di un più efficiente ed efficace impiego delle rispettive risorse e dello strumento operativo.

Team fucilieri italiani e LAF in addestramento congiunto

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La missione italiana in Libano a guida brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo. 

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano: gara podistica di solidarietà per il contingente italiano

I Caschi Blu del Contingente italiano in Libano promuovono mensilmente un evento sportivo per supportare la popolazione libanese

Shama (Libano), 19 ottobre 2022 – Oltre 500 CaschiBlu della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), che operano nella base di Shama, dove ha sede il comando del Settore Ovest della missione delle Nazioni Unite in Libano, hanno partecipato alla gara podistica di solidarietà denominata Sector West Monthly Run. L’attività, promossa dal comandante del contingente nazionale e comandante del Settore Ovest generale di brigata Giuseppe Bertoncello, ha suggellato ancora una volta il forte legame che lega i peacekeeper italiani e di altre nazioni alla Terra dei Cedri.

Questa manifestazione, non agonistica, ha visto la partecipazione dei militari di diverse nazionalità per suggellare un momento di solidarietà a favore delle fasce sociali più bisognose. Infatti, grazie a questa iniziativa, sono stati donati kit scolastici ad alcune scuole elementari di tre villaggi delle zone più disagiate dell’area di responsabilità a guida italiana.

Le donazioni di questa attività, coordinate dagli specialisti del Multinational Cimic Groupdi Motta di Livenza (TV), si inquadrano nell’ambito dei progetti ad impatto immediato, attività svolte a favore della popolazione locale per soddisfare tempestivamente esigenze che vengono palesate dalle autorità del posto, ovvero analizzate dagli specialisti della cooperazione civile-militare.

Il loro obiettivo è quello di colmare gap capacitivi, sociali o di genere al fine di supportare le fasce della popolazione che ne hanno maggiore bisogno e, contestualmente, per avere un riscontro positivo in termini di gradimento della presenza degli operatori di pace sul territorio.

Nei prossimi mesi, con analoghe attività sportive e il coinvolgimento di tutti gli altri battaglioni multinazionali, si supporteranno altre esigenze prospettate dai sindaci delle municipalità del Libano del Sud, nel corso dei numerosi incontri con il comandante del contingente.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


CULTURA: APERTA A ROMA LA MOSTRA “ALI DI CARTA, L’AERONAUTICA MILITARE E IL VOLO ATTRAVERSO I MANIFESTI E  LA CINEMATOGRAFIA”

La mostra, ospitata nelle Sale Storiche del Palazzo dell’Aeronautica, sarà aperta al pubblico – con ingresso gratuito e previa prenotazione on-line, nei giorni festivi e nei fine settimana fino al 19 febbraio 2023

Roma, 15 ottobre 2022 – Da domani, sabato 15 ottobre 2022, e fino al 19 febbraio 2023, la mostra sarà aperta al pubblico e vedrà esposte all’interno delle sale storiche del Palazzo AM oltre 240 opere – tra manifesti, fotobuste, cartelloni e bozzetti – a rappresentare le specialità aeree che nel corso del tempo, dai primordi del volo dei fratelli Wright fino ai giorni nostri, hanno contribuito a scolpire nell’immaginario collettivo momenti ed eventi epici.

Raccontare la storia dell’Aeronautica Militare, evocando il sogno del volo  attraverso le straordinarie immagini di manifesti, locandine, cartelloni pubblicitari e riviste che hanno segnato un’epoca nel cinema, nella pubblicità, nelle arti visive e divulgative in genere: questo il tema  della mostra “Ali di Carta – l’Aeronautica Militare e il volo attraverso i manifesti e la cinematografia”, inaugurata ufficialmente oggi a Palazzo Aeronautica, a Roma, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di squadra aerea Luca Goretti, e di numerose autorità ed ospiti.

Un titolo – Ali di carta – che riporta alla leggerezza e alla bellezza del sogno di volare, in assonanza alla leggerezza della carta dei manifesti cinematografici e delle illustrazioni grafiche dei primi del ‘900, opere che la Forza Armata ha in alcuni casi anche contributo a restaurare e consolidare e che saranno per la prima volta riunite ed esposte al pubblico nell’ambito delle iniziative legate al Centenario dell’Aeronautica Militare, che ricorrerà il 28 marzo del 2023.

Ma è anche il cinema che si racconta in questa  mostra, pensata ed ideata grazie al supporto di tanti soggetti istituzionali e non: i manifesti ed i bozzetti, molti dei quali mai esposti prima al pubblico, provengono infatti da importanti archivi cinematografici e diverse collezioni pubbliche e private. Fondamentale, in tal senso, il supporto del Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, del Museo Nazionale del Cinema di Torino e la sinergia con la Fondazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, che ha fornito consulenza scientifica alla curatrice dell’esposizione, la Dottoressa Maria Grazia Bella dell’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare, ed ha reso disponibili macchine da presa e altre attrezzature di particolare pregio e rilievo.

Questa mostra, che segna l’inizio ufficiale delle celebrazioni del Centenario dell’Aeronautica Militare, rappresenta un’occasione unica per unire tante eccellenze del Paese e valorizzare un patrimonio incredibile di tradizioni, arte e cultura nazionali”, ha dichiarato il Generale Goretti nell’indirizzo di saluto che ha preceduto il taglio del nastro della mostra. “Un Centenario che nasce esattamente con lo spirito ed il senso incarnato nel titolo di questa mostra, Ali di carta, che riporta tutti noi alla leggerezza dell’essere bambini, al richiamo di una passione e alla realizzazione dei nostri sogni, come in modo perfetto è sintetizzato nel manifesto della mostra che il Maestro Renato Casaro ha voluto gentilmente dedicarci”.

La mostra, organizzata in 13 sezioni che ripercorrono l’evoluzione storica e tecnologica del volo dai primordi fino alla conquista dello Spazio, sarà aperta al pubblico ad ingresso gratuito, nei giorni festivi e nelle giornate di sabato e domenica dal 15 ottobre al 15 dicembre 2022 e dal 15 gennaio al 19 febbraio 2023, previa prenotazione  dal sito https://alidicarta.aeronautica.difesa.it/.

Un filo sottile che unisce oltre cento anni di storia del volo, dal “più leggero dell’aria” all’aeroplano, per raccontare l’evoluzione dell’Aeronautica Militare che da quei primi voli e durante i decenni successivi ha prodotto imprese aviatorie che spaziano dalle grandi crociere con i trasvolatori atlantici ai conflitti mondiali, rinnovandosi ogni volta con tecnologie avanzate sempre più performanti.

Evoluzione tecnologica ma anche ingegno, capacità e coraggio: la mostra copre tutti gli aspetti di questo mosaico di imprese ed attività che hanno fatto la storia dell’Aeronautica Militare, con opere che raccontano della partecipazione alle operazioni belliche, delle gesta degli sperimentatori dei velivoli che primeggiando nei trofei di velocità o di altezza hanno contribuito a migliorare le qualità dei mezzi e a portare alto in tutto il mondo il nome dell’Italia, senza dimenticare i manifesti e le locandine per le campagne di reclutamento o la pubblicità di eventi quali le crociere aeree, fino ad arrivare alle più recenti conquiste della dimensione spaziale che attraverso le fantasiose creazioni della fantascienza permettono al visitatore di viaggiare verso le stelle con le navicelle spaziali che compaiono in molte pellicole di genere.

La mostra sarà aperta al pubblico – con ingresso gratuito e previa prenotazione on-line,
nei giorni festivi e nei fine settimana,

dal 15 ottobre al 15 dicembre 2022 e dal 15 gennaio al 19 febbraio 2023

https://alidicarta.aeronautica.difesa.it/.

Accademia Militare, il 183° corso “Lealtà” celebra i 20 anni dall’ingresso in Accademia Militare

Un ventennale denso di emozioni che gli ufficiali hanno condiviso con i cadetti del 203° corso, nel ricordo della Medaglia d’Oro Giuseppe La Rosa

Modena, 14 ottobre 2022 – Questa mattina, nel Cortile d’Onore del Palazzo Ducale di Modena, alla presenza del comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Carlo Lamanna e del comandante dell’Accademia Militare, generale di divisione Davide Scalabrin, ha avuto luogo la cerimonia militare per le celebrazioni del ventesimo anniversario dall’ingresso in Istituto del 183° corso “Lealtà”, del quale fa anche parte il Maggiore dell’Esercito Giuseppe La Rosa, ultimo italiano insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Inquadrati come un’unica schiera, come il motto “UNA ACIES” dell’Accademia Militare, gli ufficiali del 183° corso “Lealtà” e i cadetti dell’omonimo 203° corso, gli uni di fronte agli altri hanno suggellato, con il tradizionale “gemellaggio”, il profondo vincolo di fratellanza che lega tra loro le diverse generazioni di Allievi che, tra le mura austere del più antico tra gli istituti di formazione militare del mondo, trascorrono i primi anni di formazione per la nomina a Ufficiali dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri.

La cerimonia ha visto il Reggimento Allievi ed i propri gemelli radunisti, in cortile d’Onore sotto gli sguardi curiosi dei propri familiari, uniti nella deposizione di una corona in memoria dei caduti presso il lapidario dell’Accademia Militare e infine nel tipico canto all’unisono dell’inno “Una Acies”.

Il generale Lamanna, nel salutare gli ufficiali dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri con un “Bentornati nella Casa Madre” ha sottolineato l’importanza simbolica del raduno, che lega le diverse generazioni di ufficiali “Voi Ufficiali del 183° corso “Lealtà” sapete che oggi più che in passato rappresenterete l’Esempio che i vostri giovanissimi gemelli dovranno seguire durante il loro percorso accademico e professionale. Gesti come quello del vostro collega di corso, il Magg. Giuseppe La Rosa, che ha sacrificato la propria vita con altissimo senso del dovere per salvaguardare quella dei propri uomini, rappresentano la linfa e la guida certa dalla quale i nostri giovani Allievi si faranno continuamente accompagnare verso le future sfide che le Forze Armate dovranno affrontare al mutare dello scenario di riferimento”.

Il tenente colonnello Martella, capo corso del 183° corso “Lealtà”, nel rivolgersi ai cadetti del 203° corso, ha voluto ricordare la persona straordinaria di Giuseppe La Rosa: “Quando quella mattina dell’8 giugno del 2013 ci veniva data la terribile notizia che Giuseppe era caduto nel deserto dell’Afghanistan, noi tutti del 183° corso siamo andati con i ricordi a quel settembre del 2001, quando abbiamo fatto ingresso per la prima volta in Accademia. Abbiamo ripensato alla frase che è scolpita nell’arco dell’ingresso di questo Istituto: “PREPARO ALLE GLORIE D’ITALIA I NUOVI EROI. Idealmente, abbiamo tutti voluto immaginare che quella frase l’avessero scolpita nel marmo chissà quanti anni prima proprio per il nostro Giuseppe. Solo che lui non lo sapeva. Nessuno poteva sapere cosa saremmo diventati e quante “lacrime in silenzio” avremmo dovuto divorare“. 

Il 183° corso “Lealtà” ha fatto ingresso in Accademia Militare nel settembre 2001. Oggi gli Ufficiali che lo compongono, di grado Maggiore e Tenente Colonnello, sono impiegati in tutti i reparti ed enti dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri, oltre che presso organismi di vertice delle rispettive Forze Armate e comandi multinazionali o di contingenza con sede sia in Italia sia all’estero.

L’Accademia Militare, istituita il 1° gennaio del 1678 con il nome di Reale Accademia, è oggi l’Istituto di formazione militare a carattere universitario responsabile della formazione iniziale dei futuri Ufficiali del ruolo normale dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, in un percorso di studi che porta al conseguimento della laurea in scienze Strategiche, Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e Giurisprudenza.

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Fonte e immagini: COVI


Milite Ignoto, il “Treno della memoria” fa tappa a L’Aquila sabato 15 ottobre

Un itinerario di 17 tappe che toccherà 730 stazioni e vedrà coinvolti 270 ferrovieri. Lo storico convoglio ferroviario partito il 6 ottobre da Trieste per giungere a Roma il 4 novembre

L’Aquila, 12 ottobre 2022

Era il 28 ottobre 1921 quando la madre di Antonio Bergamas scelse la salma tra le undici che rappresentavano i diversi fronti su cui l’Italia aveva combattuto il primo conflitto mondiale. Antonio era un sottotenente del Regio Esercito, originario di Gradisca d’Isonzo, suddito austro-ungarico, che sotto mentite spoglie era passato a combattere con gli italiani cadendo sul campo di battaglia. Nel 2021 l’Italia ha celebrato quel giorno e quel treno partito da Aquileia, in movimento lungo una linea ferroviaria che toccò Venezia, Bologna, Firenze e Roma. Un treno che a velocità moderatissima passava di stazione in stazione dando l’opportunità alla popolazione di onorare il caduto simbolo.

Quest’anno, nell’ambito delle attività correlate alle commemorazioni del Centenario della traslazione del Milite Ignoto il Treno della Memoria attraverserà l’intera penisola, con un percorso di oltre 5 mila chilometri attraverso tutti i capoluoghi di regione e le maggiori città italiane non coinvolte nel percorso del 1921 e toccate lo scorso anno in occasione delle celebrazioni per il centenario del Milite Ignoto.

Un progetto, quello del Treno della Memoria, promosso dallo Stato Maggiore della Difesa in collaborazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il supporto della Fondazione FS e la Struttura di Missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni.

L’obiettivo è quello di non dimenticare il viaggio di un treno speciale che nel 1921 trasportò la salma del soldato ignoto scelta da Maria Bergamas tra quelle di 11 caduti italiani non identificati, da Aquilea a Roma.

LA STORIA

Era il 28 ottobre 1921 quando la madre di Antonio Bergamas scelse la salma tra le undici che rappresentavano i diversi fronti su cui l’Italia aveva combattuto il primo conflitto mondiale. Antonio era un sottotenente del Regio Esercito, originario di Gradisca d’Isonzo, suddito austro-ungarico, che sotto mentite spoglie era passato a combattere con gli italiani cadendo sul campo di battaglia. Nel 2021 l’Italia ha celebrato quel giorno e quel treno partito da Aquileia, in movimento lungo una linea ferroviaria che toccò Venezia, Bologna, Firenze e Roma. Un treno che a velocità moderatissima passava di stazione in stazione dando l’opportunità alla popolazione di onorare il caduto simbolo.

Una storia da far riscoprire soprattutto ai giovani per mantenere vivo il ricordo di tutti i caduti che, con il loro sacrificio, hanno contribuito a costruire l’Unità Nazionale e il concetto di Patria.

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Il Milite Ignoto è uno dei simboli più puri e più attuali su cui poggia il nostro concetto di Unità Nazionale, alimentarne il culto della memoria, tenere vivo il ricordo di tutti i Caduti è una missione di altissimo valore etico e morale. Il viaggio del treno intende unire idealmente tutta l’Italia e tutti gli italiani, coinvolgendo le diverse generazioni non per celebrare il mito della guerra ma per ricordare il sacrificio di chi oggi, come allora, ha donato la propria vita per il Paese.

Il convoglio ferroviario è stato allestito da Fondazione FS Italiane e dal Reggimento Genio Ferrovieri ed è composto da:

  • una locomotiva a vapore Gr. 740,
  • un bagagliaio 1926,
  • un carro K,
  • due carrozze “Centoporte”,
  • una carrozza “Centoporte a salone”,
  • un carro “Carnera”,
  • una carrozza prima classe Az 10.000,
  • una carrozza “Grillo”,
  • una carrozza cuccette tipo “1957 T”,
  • una locomotiva diesel.

In ogni tappa sarà allestita anche una mostra commemorativa.

La prima tappa del convoglio è stata quella del 6 ottobre.
Poi il “Treno della Memoria” è giunto a Trento il 7, a Milano Porta Garibaldi l’8, a Torino Porta Nuova il 9; ad Aosta il 10; a Genova Piazza Principe l’11.

Le tappe successive di ottobre saranno a:

  • Ancona il 13,
  • Perugia il 14,
  • L’Aquila sabato 15 ottobre dalle ore 09.00 alle 18.00,
  • Campobasso il 17,
  • Bari Centrale il 19,
  • Potenza Centrale il 20,
  • Catanzaro Lido il 22,
  • Cagliari il 26,
  • Palermo Centrale il 31 ottobre.

A novembre il treno fermerà a:

  • Napoli Centrale il 3,
  • Roma Termini il 4,
  • Roma San Pietro il 5 novembre.

Durante la sosta nelle stazioni ferroviarie sarà possibile, per tutti, salire a bordo per visitare il Treno della Memoria e il museo allestito a bordo, museo allestito in modo tradizionale e multimediale.

Sarà possibile visitare il Treno della Memoria il 15 ottobre dalle ore 09:00 alle ore 18:00 presso il binario 1 della Stazione FF.SS. dell’Aquila.

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Fonte e immagine: Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise”


Libano: i Caschi Blu italiani sostengono la Croce Rossa libanese con attrezzature ospedaliere

Consegnate attrezzature ospedaliere acquistate con il contributo di donatori italiani e visitati da medici militari italiani pazienti libanesi

Donazione alla Croce Rossa libanese

Tiro, 12 ottobre 2022 – Il contingente italiano in Libano ancora una volta contribuisce, con la sua attività, al supporto sanitario che porta avanti da tempo a favore della popolazione locale.

La Croce Rossa Italiana, l’Associazione per l’Assistenza Spirituale alle Forze Armate e l’Unione Nazionale Sottufficiali d’Italia – grazie al contributo di alcuni donatori nazionali – hanno consegnato alla Croce Rossa libanese della sede di Tiro letti da ospedale, carrozzine ad auto spinta e da transito, oltre ad un ingente quantitativo di dispositivi sanitari di protezione individuale.

Queste donazioni sono state coordinate dagli specialisti del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza (TV) e si inquadrano nell’ambito di intervento per il supporto essenziale all’ambiente civile nel settore salute, costituendo un ulteriore aiuto per il contrasto alla pandemia da Covid-19 che da tempo l’Italia e UNIFIL (la United Nation Interim Force in Lebanon) conducono per arginare il Coronavirus. 

Nel corso della cerimonia di consegna, presente anche il sindaco di Tiro Hassan Dbouk, la direttrice del presidio sanitario Aousayan Siklawi Ajami ha indirizzato parole di ringraziamento e di profonda amicizia al generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del contingente Italiano e del Settore Ovest della missione UNIFIL.

___________________

I rapporti tra Caschi Blu italiani e Croce Rossa libanese sono consolidati ormai da molto tempo e costituiscono uno dei pilastri del proprio mandato stabiliti dalla risoluzione n. 1701/2006 del Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite, a supporto della popolazione libanese. 

Tra le attività più richieste, condotte in collaborazione con la Croce Rossa di Tiro, vi è il prelievo di sacche di sangue donate dai militari che consente, periodicamente, di far fronte alle richieste per mantenere inalterate e reintegrare le riserve delle banche del sangue degli ospedali locali.

La missione italiana in Libano a guida Brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo. 

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


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