Archivi del giorno: marzo 31, 2022

UNIFIL: caschi blu italiani formano alimentaristi del Libano del Sud

I Caschi Blu Italiani hanno tenuto un corso in scienze alimentari per 27 donne dell’Associazione Martire

Tiro, 31 marzo 2022 – I Caschi Blu Italiani hanno organizzato nei giorni scorsi, presso la sede della Croce Rossa Internazionale di Tiro, un corso di formazione per alimentaristi in favore di 27 donne dell’Associazione Martire tenente colonnello Sobhi Al Akoury.

Il corso è stato condotto dall’ufficiale medico veterinario del contingente italiano, con l’obbiettivo di fornire un quadro generale di tutti i principali rischi di contaminazione degli alimenti e di realizzare una formazione concreta sulle norme igienico sanitarie.

Ogni partecipante ha conseguito la formazione professionale che le consentirà di operare nel campo alimentare. Nel corso sono statti trattati argomenti inerenti: la manipolazione degli alimenti, le metodologie di conservazione, tempi di cottura, principali batteri e virus pericolosi nel campo alimentare e relativi metodi da utilizzare per controllarne lo sviluppo, nonché l’aggiornamento relativo alla normativa per la prevenzione del Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Il comandante del Settore Ovest di UNIFIL e del contingente italiano, generale di brigata Massimiliano Stecca, ha voluto personalmente dare l’avvio ai lavori, sottolineando come questo tipo di iniziative siano fondamentali nel fornire strumenti e conoscenze utili alle partecipanti per sviluppi professionali e aggiornamento nello specifico settore.

L’evento, organizzato dalla consulente di genere del comandante del Settore Ovest, rientra tra i progetti della più ampia campagna orientata all’integrazione della prospettiva di genere delle Nazioni Unite, finalizzata all’abbattimento delle differenze e all’uguaglianza di genere.

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La missione Italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, e ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale, anche attraverso numerosi corsi di formazione a favore delle realtà pubbliche e associazionistiche del Libano del Sud.

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Fonte e immagini:
Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West
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L’Aja, forze di polizia di 21 paesi al secondo incontro del Law Enforcement Forum (LEF) sul Next Generation EU

L’Aja (Olanda), 31 marzo 2022 – Si è svolto oggi, 31 marzo 2022, a L’Aja in Olanda il secondo incontro del Law Enforcement Forum (LEF) sul Next Generation EU, tenutosi per la prima volta a Roma il 21 e 22 settembre scorso, che nasce da un’iniziativa della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, condivisa da Europol, con l’obiettivo di prevenire il rischio d’infiltrazione della criminalità organizzata nei fondi dei Recovery and Resilience Plans.

La minaccia e il punto di partenza dell’incontro è la metamorfosi della criminalità organizzata che investe fiumi di denaro sporco non soltanto in attività illecite (come il narcotraffico) ma che diventa essa stessa impresa, strozzando l’economia legale e i mercati finanziari.

Alla riunione hanno partecipatole le forze di polizia di 21 Paesi europei e diverse agenzie e istituzioni europee (DG HOME, DG ECFIN, EPPO, EUROJUST, OLAF, CEPOL, ENAA), con apertura e conclusione dei lavori a cura del vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Vittorio Rizzi e del direttore esecutivo di Europol, Catherine De Bolle.

L’incontro è stato caratterizzato da un approccio operativo basato su una preventiva analisi dei rischi per ciascun Paese beneficiario in relazione alle aree d’intervento previste dai Piani e ai presidi offerti dalle singole normative nazionali a protezione dell’economia legale.

L’idea è quella di intercettare la minaccia senza aspettare che l’infiltrazione della criminalità organizzata emerga da risultanze investigative: se queste evidenziassero già la commissione di reati la prevenzione non avrebbe funzionato e la mafia sarebbe già entrata nel circuito dell’economia legale, inquinando i mercati.

L’obiettivo è quello di giungere ad un action plan europeo, articolato e trasversale in grado di arginare il rischio di infiltrazione e preservare il benessere finanziario EU, perché le vulnerabilità di un Paese non si estendano con un effetto domino agli altri Stati e ciascuno possa, invece, beneficiare delle best practice esistenti, come patrimonio condiviso del law enforcement europeo.

La posizione italiana, espressa da rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, si è focalizzata sulla necessità di un’efficiente scambio di dati di intelligence, ovvero d’informazioni a carattere preventivo e non necessariamente collegate ad indagini penali; sulla condivisione di best practices e indicatori per prevenire l’infiltrazione della criminalità organizzata con particolare focus connesso ai settori che riceveranno maggiori fondi dal Next Generation EU, come la green economy, e sulla promozione di banche dati strutturate sul modello italiano della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici e della Banca Dati Unica per la Documentazione Antimafia, che consentono una visione integrata della spesa nazionale, il monitoraggio e il controllo dell’intero ciclo di vita degli appalti pubblici.

A margine del LEF si è svolto un incontro bilaterale tra il prefetto Rizzi e il direttore di Europol Catherine De Bolle: piattaforme criptate, crimini dell’odio, cyber attacchi, ricadute sulla sicurezza interna del conflitto russo-ucraino sono stati gli argomenti affrontati al fine di garantire una maggiore integrazione operativa in ambito europeo.

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Fonte e immagini: Ministero dell’Interno / Polizia di Stato
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