Archivi del giorno: novembre 22, 2019

Esercito: successo per l’esercitazione “TORO 2019”, impegnati circa 400 militari della brigata “Pinerolo”

TORO 2019: I FANTI DEL TORINO IN ATTIVITA A FUOCO CONGIUNTA CON LO SPIKE TERRESTRE

Saragozza (Spagna), 22 novembre 2019 – Si è conclusa l’esercitazione “Toro 2019” che ha visto impiegata la Brigata “Pinerolo” nell’area addestrativa di “San Gregorio” in Saragozza. Ad essere schierati in terra spagnola, assetti della brigata “Pinerolo” su base 82° reggimento fanteria “Torino”, rinforzato con unità del 21° reggimento artiglieria “Trieste”, specialisti dell’11° reggimento genio guastatori e del 232° reggimento trasmissioni, al fianco dei colleghi della brigata “Aragon I” dell’esercito spagnolo.

Scopo dell’esercitazione è stato quello di testare l’interoperabilità dei sistemi di comando e controllo e le procedure d’impiego delle unità dei due Paesi impegnate in molteplici attività addestrative.

La “Toro 2019” ha visto l’impiego di vari sistemi d’arma italiani tra cui il VBM “Freccia” (in versione combat, Spikee porta mortaio da 120 mm), VTLM “LINCE”, VTMM “ORSO”, OBICI FH70, oltre ad assetti di Force Protection e sorveglianza del campo di battaglia, impegnati in modo combinato con quelli in dotazione alle unità spagnole.

L’esercitazione, iniziata nei primi giorni di novembre sulla base di accordi bilaterali ed un’intensa attività di cooperazione e di amicizia tra i due Paesi, è terminata con una continuativa condotta a livello brigata con l’impiego di una Task Force nazionale pluriarma e relativo Posto Comando che hanno operato in uno scenario di tipo war-fighting a partiti contrapposti.

La “Toro 2019”, le cui operazioni di redeployment termineranno nei primi giorni di dicembre con lo sbarco dei mezzi e materiali ed il rientro del personale in Italia, ha visto impegnati sul terreno circa 6000 militari spagnoli della divisione Castillejo e della brigata “Aragon I” e 400 militari dell’Esercito Italiano che hanno operato in un clima di stretta collaborazione e grande sinergia evidenziando una consolidata affiliazione tra le due unità a livello Brigata.

TORO 2019: MILITARE ITALIANO IN ADDESTRAMENTO NOTTURNO

L’importante evento addestrativo ha rappresentato un’occasione unica per incrementare la capacità di operare a livello internazionale. Le numerose attività svolte si sono dimostrate tutte estremamente premianti sia in termini di motivazione che per l’accrescimento professionale del personale che ha dato prova, anche in un contesto climatico, definito dai colleghi spagnoli, “avverso” caratterizzato da basse temperature, delle qualità del Soldato Italiano che ha dimostrato ancora una volta  professionalità e competenza.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa
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Aeronautica Militare, attività di volo su acqua, i piloti del 72° Stormo si addestrano sul lago di Bracciano (video)

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Bracciano, 22 novembre 2019 – Due elicotteri TH-500B, un team di istruttori e personale del 72° Stormo hanno svolto nei giorni scorsi una serie di missioni addestrative presso l’aeroporto di Vigna di Valle, sede del Museo Storico dell’Aeronautica Militare. All’esercitazione hanno preso parte anche gli Aerosoccorritori dell’85° Centro CSAR (Combat Search And Rescue) di Pratica di Mare e il personale dell’Aeroporto di Vigna di Valle.

Per l’occasione, gli elicotteri dello Stormo sono stati allestiti con appositi galleggianti, montati al di sotto dei pattini, per consentire agli aeromobili di atterrare e muoversi sugli specchi d’acqua.

Obiettivo dell’attività è stato quello di elevare le capacità tecnico-professionali del personale pilota, quelle peculiari delle componenti di supporto e quelle gestionali del Reparto, promuovendo la standardizzazione, l’efficienza e la reattività nelle operazioni di volo su acqua.

Questi eventi addestrativi scaturiscono da una duplice esigenza, quella di ottimizzare le procedure e le modalità d’intervento in caso di necessità e quella di implementare il bagaglio esperienziale nelle operazioni congiunte, il tutto finalizzato a rendere sempre più tempestivo ed efficace il concorso alla salvaguardia della vita umana ed il soccorso alla popolazione.

Il 72° Stormo, unica scuola nel settore dell’ala rotante in Italia, è il reparto dipendente dal Comando Scuole Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea di Bari, che forma i piloti di elicottero dell’Arma Azzurra, delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, nonché frequentatori stranieri.

La sinergia collaborativa sviluppata nel campo dell’addestramento presso la Scuola elicotteri di Frosinone, si inserisce nell’ottica di continuo miglioramento della formazione e contestuale ottimizzazione delle risorse. Lo Stormo sarà protagonista, nel prossimo futuro, del progetto interforze per la costituzione di una Scuola di addestramento elicotteri a connotazione interforze, che vedrà l’Aeronautica Militare in posizione di lead service, secondo quanto previsto dalla lettera d’intenti firmata tra i Capi di Stato Maggiore dell’Aeronautica e dell’Esercito.

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Carabinieri e “Soroptimist international d’Italia” uniti nel sostegno alle donne vittime di violenza

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Roma, 22 novembre 2019 – Il comandante generale gen. c.a. Giovanni Nistri e la presidente del “Soroptimist International d’Italia” dott.ssa Mariolina Coppola questa mattina hanno sottoscritto presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri  un protocollo d’intesa finalizzato a disciplinare l’attività di collaborazione nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé” a sostegno alle donne vittime di violenza. 

Un’iniziativa nata nel 2015 che ha consentito l’allestimento, all’interno di oltre 100 caserme dell’Arma, di locali protetti, accoglienti e tecnologicamente attrezzati, per sostenere la donna e altre vittime vulnerabili nel delicato momento della denuncia di violenza.

Con la sottoscrizione dell’odierno protocollo l’Arma e Soroptimist si impegnano a estendere la denominazione “Una stanza tutta per sé” a tutti i locali che in futuro verranno allestiti presso le caserme Carabinieri, individuando idonei arredi e dotazioni, che saranno selezionati nel rispetto di alcuni standard stabiliti all’interno di linee guida condivise e allegate all’accordo.

In prossimità dell’ingresso di tutte le stanze dedicate all’ascolto protetto verrà apposta una targa del Soroptimist International d’Italia quale ente patrocinante dell’iniziativa.

L’importante accordo prevede inoltre che l’Arma dei Carabinieri e “Soroptimist International d’Italia” si impegnino a promuovere iniziative didattiche e formative per favorire la condivisione delle esperienze e lo scambio di best practices nella tutela delle donne vittime di violenza.

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Polizia postale contro il cybercrime, operazione People1 arrestato un italiano, a rischio banche dati di pubbliche amministrazioni e cittadini

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Roma 22 novembre 2019 – La Polizia di Stato, sotto la direzione della Procura di Roma, ha portato a termine una della più articolate attività di indagine nel settore del cybercrime, l’operazione PEOPLE 1.

Centinaia di credenziali di accesso a dati sensibili, migliaia di informazioni private contenute in archivi informatici della pubblica amministrazione, relativi a posizioni anagrafiche, contributive, di previdenza sociale e dati amministrativi appartenenti a centinaia di cittadini e imprese del nostro Paese: è quanto è stato scoperto dagli investigatori specializzati del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, che hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere e proceduto ad eseguire 6 decreti di perquisizione sul territorio nazionale; destinatarie anche diverse agenzie investigative.

Il principale sospettato, R.G., cittadino italiano di anni 66 originario della provincia di Torino, residente in Sanremo con un know how informatico di altissimo livello e numerosi precedenti penali e di polizia, è stato posto in arresto su provvedimento del GIP presso il Tribunale di Roma.

I numerosi indizi raccolti durante le indagini indicano il soggetto come il principale responsabile di ripetuti attacchi ai sistemi informatici di numerose amministrazioni centrali e periferiche italiane, attraverso i quali sarebbe riuscito ad intercettare illecitamente centinaia di credenziali di autenticazione (userID e password).

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Foto di Pete Linforth

Dapprima attaccando i sistemi informatici di alcuni Comuni italiani, il sospettato è riuscito ad introdursi in banche dati di rilievo istituzionale, appartenenti ad Agenzia delle Entrate, INPS, ACI ed Infocamere, veri obiettivi finali dell’attività delittuosa, da questi esfiltrando preziosi dati personali di ignari cittadini ed imprese italiane.

Denunciati a piede libero, per le medesime violazioni, 6 complici dell’arrestato, tutti a vario titolo impiegati all’interno di note agenzie investigative e di recupero crediti operanti in varie città d’Italia.

Questi, in particolare, commissionavano a R.G. gli accessi abusivi ed il furto delle preziose credenziali, per poi farne uso nelle rispettive attività professionali di investigazione privata, in tal modo riuscendo a profilare illecitamente, a loro insaputa, centinaia di cittadini e imprese.

L’attività investigativa condotta dagli uomini del CNAIPIC ha permesso di ricostruire come R.G., nel corso degli anni, avesse ingegnerizzato un vero e proprio sistema di servizi, tra cui il portale illecito “PEOPLE1”, commercializzato clandestinamente ed offerto alle agenzie interessate, le quali, pagando una sorta di canone, potevano istallare il software con una semplice pen-drive USB, e riuscire così a connettersi clandestinamente alle banche dati istituzionali e fare interrogazioni dirette.

Per ottenere l’accesso clandestino a tali banche dati, il gruppo criminale utilizzava sofisticati virus informatici, con i quali infettava i sistemi degli Uffici pubblici riuscendo ad ottenere le credenziali di login degli impiegati.

La tecnica utilizzata a tal proposito prevedeva, anzitutto, il confezionamento di messaggi di posta elettronica (phishing), apparentemente provenienti da istituzioni pubbliche, ma in realtà contenenti in allegato pericolosi malware. I messaggi arrivavano a migliaia di dipendenti di Amministrazioni centrali e periferiche, in particolare a quelli dei piccoli Comuni e dei patronati, che venivano, con l’inganno, portati a cliccare sull’allegato malevolo aprendo così la porta al sofisticato virus informatico che, in poco tempo, consentiva agli hacker di assumere il controllo dei computer.

A questo punto il gruppo criminale, potendo contare su una rete vastissima di computer infettati, li metteva in rete sommandone le potenze di calcolo, costruendo quella che, tecnicamente, è definita una BOTNET, controllata da remoto dall’indagato R.G. grazie ad una centrale (cosiddetta Command and Control) che egli aveva installato su server all’estero.

La potente rete di computer infetti veniva quindi utilizzata dall’indagato per sferrare gli attacchi informatici massivi, compromettere i database delle Amministrazioni pubbliche ed esfiltrare i dati personali dei cittadini.

La persistenza delle attività illecite era in particolare assicurata dallo stesso malware, che arrivava a modificare le chiavi di registro in modo da eseguire automaticamente, all’avvio della macchina infettata, specifici programmi in grado di autoinstallarsi sul computer della vittima e registrare, tra l’altro, i caratteri digitati sulla tastiera (keylogging) tra i quali, appunto, le credenziali di autenticazione alle banche dati centralizzate.

I dati venivano poi inviati su una serie di server all’estero, principalmente in Canada, Russia, Ucraina ed Estonia, direttamente gestiti, come dimostrato nel corso di complesse attività di intercettazione telematica e telefonica, da R.G., e quindi utilizzati per accedere abusivamente alle banche dati di interesse pubblico ed eseguire la profilazione di imprese e privati cittadini.

Tale stabile infrastruttura informatica rappresenta il core della complessa piattaforma realizzata dal sodalizio criminale, che consentiva migliaia di illeciti accessi nelle banche dati istituzionali, detentrici di informazioni sensibili.

Target finale dell’attacco erano, ovviamente, i cittadini e le Pubbliche amministrazioni,  le cui banche dati istituzionali, il cui accesso deve essere strettamente riservato a funzionari autorizzati, rappresentano uno strumento indispensabile per il corretto funzionamento dei servizi resi alla collettività grazie ai moderni sistemi di  e-government.

Il destinatario della misura cautelare si è avvalso nel corso della sua attività criminale anche della “consulenza” di hacker freelance stranieri ingaggiati all’interno del Darkweb, allo stato in fase di identificazione.

Gli hacker, dietro pagamento, sviluppavano righe di comando attraverso le quali la piattaforma veniva implementata proprio per aggirare le misure di sicurezza delle piattaforme obiettivo dell’attività criminale.

Le articolate e complesse indagini sono iniziate nel mese di maggio 2017, a seguito di una segnalazione della società di sicurezza informatica TS-WAY (che per prima ha individuato la minaccia sul territorio nazionale) nella quale veniva evidenziata una campagna di spear-phishing volta a diffondere codici malevoli ed avente quale primo obiettivo i sistemi informatici di numerose infrastrutture critiche italiane.

Su delega della Procura della Repubblica di Roma, il CNAIPIC, grazie ad un’articolata attività di indagine sulla tipologia ed il funzionamento di tale virus e sulla provenienza delle suddette e-mail di spear phishing, resa possibile da servizi di intercettazione telematica attiva delle comunicazioni tra i componenti del sodalizio criminale, è riuscito infine a chiarire l’esatta portata e dinamica dei fatti, accertando le responsabilità penali della complessa infrastruttura informatica illegale scoperta.

I cyber-investigatori della Postale, in tal modo, sono stati in grado di ricostruire e studiare il funzionamento della piattaforma utilizzata dagli indagati, i legami tra di essi, le metodologie di attacco ai sistemi informatici ed alle banche dati, le risorse ed i canali telematici attraverso i quali venivano gestiti e trasferiti i dati personali illecitamente acquisiti,  nonché gli ingenti flussi finanziari ottenuti grazie a tali condotte delittuose.

Le attività di indagine hanno reso inoltre necessario l’avvio di attività di cooperazione internazionale con numerosi Paesi esteri, in particolare con la polizia del Canada, il cui apporto indispensabile ha consentito di congelare e preservare il core della struttura informatica principale, sul quale si poggia la piattaforma illegale.

L’attività, ancora in corso, ha consentito l’acquisizione degli elementi di prova informatica detenuti dalle società estere coinvolte nella fornitura dei servizi informatici al sodalizio criminale.

Non si escludono, a questo punto, ulteriori sviluppi circa la completa ricostruzione della vasta rete di clienti del sodalizio criminoso (società di investigazione privata e di riscossione dei crediti).

Ingenti i proventi dell’attività criminale, se si pensa alle decine di migliaia di interrogazioni illecite su commissione già accertate e  che una singola interrogazione delle banche dati istituzionali veniva venduta  a partire da 1 euro “a dato”, anche attraverso sistemi di pagamento evoluto e attraverso l’acquisto in modalità prepagata di “pacchetti di dati sensibili”.

Per l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi e di perquisizione, oltre che per l’espletamento della preliminare attività informativa, il CNAIPIC si è avvalso della collaborazione del personale dei Compartimenti di Polizia Postale di Roma, Milano, Napoli, Venezia, Genova e della Sezione di Imperia. 

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