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Archivi del giorno: marzo 13, 2019

La commissione europea assegna un riconoscimento all’Aeronautica Militare

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Madrid, 13 marzo 2019 – La commissione europea ha assegnato un riconoscimento all’Aeronautica Militare e ad ENAV (la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia) per un progetto congiunto sulla sicurezza nella gestione del traffico aereo nazionale. La speciale menzione, nell’ambito del concorso “Single European Sky (SES) Awards 2019”, è in occasione del World ATM Congress 2019 di Madrid, il maggiore evento dell’anno nel campo della gestione del traffico aereo a cui partecipano le industrie mondiali leader del settore, esperti, stakeholders e fornitori dei servizi alla navigazione aerea.

Il progetto ha portato all’ammodernamento tecnologico dei sistemi impiegati dai Servizi di Coordinamento e Controllo AM (SCCAM), co-ubicati nei Centri di Controllo d’Area (ACC) di ENAV, per la gestione del traffico aereo nello spazio aereo di competenza della Forza Armata. L’iniziativa, che rientra tra gli obiettivi fissati da SESAR (Single European Sky ATM Research) e che ha ottenuto il co-finanziamento della Commissione europea nella misura del 43%, consente ai controllori militari di disporre di informazioni aggiuntive sui voli, preservando l’interoperabilità con la controparte civile e aumentando la qualità dei servizi forniti, nell’ottica della necessaria sinergia civile-militare e di una accresciuta sicurezza nella gestione del traffico aereo. 

La candidatura dell’Aeronautica Militare al concorso europeo è stata presentata dall’Agenzia Europea per la Difesa (EDA – European Defence Agency), agenzia europea istituita dal Consiglio UE che ha lo scopo di supportare gli stati membri ed il Consiglio per migliorare le capacità difensive europee nel campo della gestione delle crisi e sostenere la politica di sicurezza e di difesa comune.

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A ritirare il riconoscimento, in rappresentanza della Forza Armata e di ENAV, responsabili della fornitura dei servizi alla navigazione aerea nello spazio aereo italiano, il capo dell’ufficio generale per la circolazione aerea militare dello Stato Maggiore Aeronautica, generale brigata aerea Fabio Sardone, e il chief operating officer di ENAV, Maurizio Paggetti.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Conclusa l’esercitazione “Drone Action 2019” del comando artiglieria controaerei al centro di eccellenza antidrone al COMACA

3_Autorità intervenute alla dimostrazione antidrone

Sabaudia (LT), 13 marzo 2019 – Si è conclusa il 27 febbraio, l’esercitazione “Drone Action 2019” del Comando Artiglieria Controaerei, che si è svolta nella caserma Santa Barbara di Sabaudia (LT).

Gli artiglieri controaerei alla guida del comandante, generale di brigata Antonello Messenio Zanitti, hanno realizzato un evento dimostrativo con lo scopo di divulgare la nascita del Centro di Eccellenza e i progressi raggiunti nello sviluppo di capacità atte a contrastare, con sistemi di difesa aerea a corto raggio, la minaccia proveniente dall’impiego ostile di mini e micro Aeromobili a Pilotaggio Remoto (C-M/M-APR), i cosiddetti droni.

La dimostrazione si è tenuta alla presenza del comandante delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito, generale di corpo d’armata Federico Bonato, del comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, del prefetto di Latina, dottoressa Maria Rosa Trio,

Il centro di eccellenza, quale polo nazionale a valenza interforze, si pone l’obiettivo di integrare funzionalità di studio, ricerca, sviluppo concettuale, tecnico, dottrinale, formativo e operativo, per contrastare, nella maniera più efficace possibile, la nuova minaccia.

Il Nucleo Iniziale di Formazione (NIF), costituito dal personale del COMACA con specifica expertise, è già da tempo impegnato nel testare i materiali C-M/M-APR messi a disposizione dall’industria e sta implementando il business plan concertato con gli organi di vertice per garantire, al più presto, un’iniziale funzionalità del Centro di Eccellenza anche in termini di formazione. Infatti, nel mese di febbraio sono stati attivati corsi di formazione per il personale che sarà prontamente impiegabile avendo acquisito la capacità di operare in autonomia, a livello nucleo/sezione, con il sistema d’arma reso disponibile dalla Forza Armata.

Nel corso dell’esercitazione è stata svolta la verifica operativa dell’assetto anti-drone in diversi scenari operativi, ed è stato possibile apprezzare le capacità finora acquisite.

L’impiego di strumenti efficaci ad elevato contenuto tecnologico e di personale dedicato opportunamente addestrato, consente all’Esercito Italiano ed alla Difesa di dotarsi di unità specializzate per contrastare questa emergente minaccia, ibrida e asimmetrica, proveniente dalla 3^ dimensione e di garantire la necessaria cornice di sicurezza, sia alle forze impegnate nei teatri operativi sia per specifiche necessità di sicurezza in operazioni di homeland security.

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Fonte e immagini: COMFOTER di Supporto
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Il Comando di Reazione Rapida della NATO termina l’esercitazione Eagle Light III

Un soldato impegnato nella Eagle Light III.jpg

Roma, 13 marzo 2019 – Il Comando di Reazione Rapida della NATO ha terminato l’impegnativa e complessa esercitazione, denominata Eagle Light III.

L’attività, condotta nell’arco delle ultime due settimane, ha visto coinvolti militari del comando NATO, della brigata di Supporto, della divisione Friuli, della brigata Informazioni Tattiche con lo scopo di testare l’intero sistema di comando e controllo del corpo d’armata nell’ambito di un contesto warfighting (articolo 5) contro un peer + enemy in un ambiente operativo in progressivo degrado. 

Un momento della Eagle Light III

Al fine di creare uno scenario esercitativo il più vicino possibile alla realtà operativa supposta, l’attività addestrativa ha visto la partecipazione di aliquote dei succitati comando divisione “Friuli” e brigata Informazioni Tattiche, nonché la presenza di un significativo numero di personale, proveniente da diversi comandi in Italia ed in concorso alle differenti branches.

L’esercitazione Eagle Light III non è da considerarsi la fine di un ciclo addestrativo, ma fa parte di un più ampio percorso evolutivo. Durante il corso dell’attività sono emersi significativi ammaestramenti che devono essere recepiti ed implementati a tutti i livelli, per poter affrontare con successo la prossima esercitazione Eagle Meteor, prevista in autunno. 

Un CH47 utilizzato nella Eagle Light III

© All rights reserved
Fonte e immagini: Nato Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA)
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Missione in Libano: effettuati 12000 movimenti logistici in cinque mesi

UNIFIL_Afflusso e deflusso mezzi blindati da e per la madrepatria(2)

Libano, 13 marzo 2019 – Dopo quasi cinque mesi dall’assunzione di comando nella “Terra dei Cedri”, sono stati circa 12000 i movimenti logistici effettuati nell’area di responsabilità dalla Joint Task Force Lebanon (JTF-L) – Sector West, su base Brigata Bersaglieri “Garibaldi”, di cui oltre 5500 quelli compiuti dai Caschi Blu italiani, ovvero quasi il 46% dei totali.

I risultati conseguiti viaggiano di pari passo con il contestuale incremento sia delle operazioni congiunte condotte sul terreno con le Forze Armate Libanesi (LAF), che dal 12% iniziale sono passate al 23%, sia del pattugliamento della Blue Line e sono in linea con gli standard prefissati dal contingente nazionale.

I Caschi Blu della Leonte XXV, inquadrati nella Missione in Libano, operano in un teatro operativo molto articolato dove le Nazioni Unite, per l’espletamento del mandato, impiegano componenti civili e militari; le relazioni tra queste componenti e ancora di più quelle con la popolazione locale e le Forze di Sicurezza libanesi, risultano assolutamente complesse.

Inoltre, la JTF-L, fornisce il supporto logistico “integrato” (nazionale e UNIFIL) a tutte le componenti del contingente italiano, nonché quello “partecipato” dal comando della Missione ai contingenti che operano nell’ambito del Settore (Armenia, Brunei, Croazia, Ghana, Irlanda, Repubblica di Macedonia, Malesia, Malta, Repubblica di Corea, Serbia, Slovenia e Tanzania), così come previsto dagli accordi siglati dall’Italia.

Il compito viene assolto mediante una struttura logistica capace di garantire il supporto alle unità nazionali e internazionali assicurando, altresì, il collegamento continuo, attraverso l’Area Logistica di Transito (ALT), tra la madrepatria e il porto/aeroporto di Beirut.

A riguardo, per soddisfare le esigenze che ne derivano, l’individuazione delle risorse, nonché la creazione delle capacità di distribuzione ed il mantenimento ed impiego delle stesse, la JTF-L si avvale di un efficiente impianto logistico, inteso a razionalizzare il sostengo necessario all’attività operativa in modo da poterne minimizzare i rischi ed i costi d’implementazione e massimizzarne l’efficacia e l’efficienza.

In particolare: 

  • il Combat Service Support Battalion (CSS-BN) garantisce il supporto attraverso le proprie componenti trasporti, rifornimenti e mantenimento, gli assetti sanitari e i nuclei di disinfezione; 
  • il Combat Support Battalion (CS-BN) assicura la funzionalità giornaliera dell’unità con l’impiego, ad esempio, di una Compagnia trasmissioni, con assetti specialistici dedicati come quelli Chemical Biological Radiological Nuclear (CBRN) ed Electronic Warfare (EW) italiani ed Explosive Ordnance Disposal (EOD) – Improvised Explosive Device Disposal (IEDD) croati; 
  • l’Infrastructure Management Centre (IMC), svolge invece le attività di supporto tecnico e manutentivo delle basi, attraverso l’elaborazione di pratiche tecnico-amministrative e l’esecuzione di attività manutentive, nonché di ammodernamento, rinnovamento e nuove costruzioni; 
  • inoltre, la Joint Multimodal Operation Unit (JMOU), assetto nazionale alle dipendenze dirette del National Contingent Commander italiano del comando UNIFIL di Naqoura, si occupa, nell’ambito della missione in Libano, della gestione dei transiti in entrata e in uscita di uomini, mezzi e materiali. Il trasferimento può avvenire singolarmente o attraverso la combinazione di diverse modalità di trasporto: su strada, in modo flessibile e rapido; su ferro, tendenzialmente economico; via mare, estremamente economico e via aerea, in modo estremamente veloce.

Dal 19 ottobre dello scorso anno ad oggi, sono oltre 800 mila i chilometri percorsi su strada dal Settore Ovest, per i trasporti tattico-logistici da e per l’ALT di Beirut, funzionali al supporto del contingente nell’area di responsabilità. La complessa macchina della logistica si inserisce pertanto in un sistema molto articolato e complesso e deve sempre essere aderente, senza soluzione di continuità, nell’assolvimento del mandato e nella ricerca dell’implementazione della Risoluzione 1701/2006 delle Nazioni Unite, fondamento giuridico della Missione UNIFIL.

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Fonte e immagini: UNIFIL
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Esercito: termina l’esercitazione “Eagle Eye” organizzata e condotta dal rgt Piemonte Cavalleria

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Roma, 13 maro 2019 – L’esercitazione “Eagle Eye” organizzata e condotta dal reggimento “Piemonte Cavalleria” si è conclusa dopo alcune settimane di intenso addestramento.

L’attività ha avuto lo scopo di sperimentare le capacità di un reparto di cavalleria nell’esplorazione tattica e su terreni compartimentati a favore delle Truppe Alpine. Il reggimento infatti è l’unità esplorante della brigata alpina “Julia” .

Assieme allo schieramento di un posto comando con capacità di pianificazione dell’impiego di un gruppo tattico esplorante in ambiente con ridotta mobilità, l’addestramento ha interessato anche assetti del genio, dell’artiglieria e della terza dimensione.

L’esercitazione di distaccamento esplorante, che ha visto i militari di “Piemonte Cavalleria” svolgere attività di ricognizione, avvicinamento e combattimento con  azioni di fuoco delle componenti leggere e delle  blindo pesanti “Centauro”, ha coinvolto anche alcuni veicoli cingolati BV 206 dell’8° reggimento alpini, così da fornire la necessaria mobilità agli esploranti in zone particolarmente difficili da raggiungere.

I velivoli del 5° reggimento “Rigel” hanno permesso l’infiltrazione di un posto di osservazione avanzato (POA), lo sgombero di un ferito operando in coordinamento con il nucleo JTAC (Joint Terminal Attack Controller) del 3° reggimento artiglieria terrestre della Brigata.

Un team ACRT (Advanced Combat engineer Reconnaisance Team) del 2° reggimento genio guastatori ha effettuato la ricognizione e bonifica di un itinerario  a favore di alcune unità di manovra coinvolte (in sede esercitativa) dall’esplosione di un IED.

Il comandante delle Truppe Alpine, generale di corpo d’armata Claudio Berto, accompagnato dal comandante della “Julia” generale di brigata Alberto Vezzoli, ha assistito alla fase condotta dell’attività a fuoco complimentandosi per l’integrazione raggiunta tra i reparti ed il livello addestrativo mostrato.

04 cte truppe alpine e cte Julia

Presenti all’attività anche il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini ingegnere Sebastiano Favero, e il  presidente delle sezione ANAC di Trieste Fabio Tognoni.

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Fonte e immagini: COMTA
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Conclusa l’esercitazione “Dynamic Front 19” in Germania

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Grafenwöhr (Germania), 13 marzo 2019 – Conclusa l’esercitazione Dynamic Front 19 presso l’area addestrativa del 7th Army Training Command dell’Esercito degli Stati Uniti a Grafenwöhr in Germania.

Circa 3.200 militari provenienti da 27 nazioni sono stati impiegati nell’Esercitazione “Dynamic Front 19” che ha avuto luogo presso l’area addestrativa del 7th Army Training Command dell’Esercito degli Stati Uniti a Grafenwöhr in Germania.

L’Italia ha partecipato schierando una batteria obici (6 pezzi) PzH 2000 I, tre Lince (adottati come posto di osservazione e comando) e due shelter dell’8° reggimento artiglieria terrestre “Pasubio” (impiegati come direzione dell’esercitazione), con il supporto del 132° reggimento artiglieria corazzata “Ariete” e del comando Artiglieria. In tutto sono state utilizzate 360 granate di cui 60 illuminati.

Obiettivo dell’esercitazione: incrementare il livello di prontezza operativa e di interoperabilità tra unità di artiglieria di diversi calibri e di diverse nazionalità e integrare il supporto di fuoco congiunto in un ambiente multinazionale sia a livello operativo che tattico. In particolare, l’esercitazione ha visto impiegati 62 obici, 24 piattaforme di lancio e 9 radars provenienti dai diversi paesi partecipanti.

I mezzi hanno erogato fuoco congiuntamente per testare in un ambiente “live” l’interoperabilità a livello tattico del sistema di Comando e Controllo integrato Artillery Systems Cooperation Activities (ASCA), al fine di individuare eventuali limiti operativi e ricercare soluzioni tecniche e procedurali condivise.

La particolarità del comprensorio di Grafenwöhr è quella di offrire una vasta area addestrativa in cui vengono riprodotti scenari operativi realistici, con un terreno difficile e con particolari condizioni climatiche, che mettono alla prova la capacità di resistenza di uomini e mezzi. La complessa e minuziosa fase di pianificazione dell’operazione di intervento in area di crisi, ha consentito di conseguire gli obiettivi addestrativi. Un traguardo importante raggiunto grazie all’intenso periodo di amalgama durante il quale, i partecipanti hanno avuto la possibilità di condividere le rispettive esperienze e di incrementare l’integrazione fra il personale delle varie nazioni fino ai livelli ordinativi più bassi.

La ricerca dei massimi livelli di interoperabilità consente di individuare soluzioni idonee alle sfide contemporanee, contribuisce ad elevare il livello di prontezza delle forze ed a creare uno strumento militare flessibile ed idoneo ad operare in ogni contesto.

Alla Dynamic Front 19 hanno partecipato unità e/o osservatori provenienti da: Azerbaigian, Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Ucraina e Regno Unito. 

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Fonte e immagini: COMFOP Sud
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Rientra dall’Afghanistan la squadra a contatto del 184° TLC “Cansiglio” di Treviso

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Treviso, 13 marzo 2019 – E’ rientrata ieri dal teatro operativo afghano la squadra a contatto composta da personale del 184° battaglione di sostegno TLC “Cansiglio” di Treviso.

In particolare, la squadra  di tecnici è intervenuta per ripristinare la piena efficienza di alcuni apparati delle telecomunicazioni in uso alla forza multinazionale di stanza in Afghanistan nell’ambito dell’operazione “Resolute Support”. 

Il 184° battaglione di sostegno TLC “Cansiglio” è un organo esecutivo di sostegno per le unità della Forza Armata dislocate nell’area Centro – Nord, alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito, e provvede al mantenimento e rifornimento dei complessi delle trasmissioni sia in Patria che nelle operazioni  all’estero.

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Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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Monica Palermo

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