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Archivi del giorno: dicembre 12, 2018

Kosovo: cambio comando al contingente italiano l’8° rgt artiglieria terrestre “Pasubio” subentra al 5° rgt alpini

Peć/Peja (Kosovo), 12 dicembre 2018 – Dopo sei mesi di attività nella missione in Kosovo, il 5° reggimento Alpini cede il comando del Multinational Battle Group West al 8° reggimento artiglieria terrestre “Pasubio”.

Cerimonia per il passaggio di consegne tra il 5° reggimento alpini (Vipiteno – BZ) e 8° reggimento artiglieria Pasubio (Persano – SA) ieri mattina presso la base in Peć/Peja (Kosovo) denominata Camp Villaggio Italia.

L’8° reggimento artiglieria Pasubio subentra alla guida del Multinational Battle Group West della missione in Kosovo, unità multinazionale a guida italiana – composta da militari italiani, sloveni, austriaci e moldavi – garante della sicurezza nel settore occidentale del Paese.

Durante i sei mesi di mandato, il personale italiano ha svolto numerose attività operative in tutto il territorio del Kosovo, esercitazioni in un contesto multinazionale e molte attività CIMIC (Civilian Military Cooperation) atte a garantire un diretto ed immediato sostegno alla popolazione locale. Tra queste ultime attività meritano senz’altro di essere ricordate la donazione di un’incubatrice in favore del reparto di neonatologia dell’Ospedale Civile di Peć/Peja, e le numerose iniziative volte a sostegno di alcuni istituti scolastici, ovvero donazioni di materiale ed equipaggiamento e alcuni interventi di bonifica sanitaria messi appunto da personale specializzato del contingente italiano in Kosovo.

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La vicinanza tra i militari italiani e gli istituti scolastici è stata rimarcata dalla partecipazione di tre scolaresche alla cerimonia del cambio di comando, con gli alunni che hanno “colorato” la cerimonia militare sventolando tricolori italiani. Un altro ambizioso progetto CIMIC ha permesso di valorizzare le particolari caratteristiche tipiche di un reggimento alpino: grazie a qualificati istruttori, è stato infatti possibile condurre un addestramento in favore delle KSF e della Peć/Peja Mountain Rescue Team, mirato ad accrescere le capacità di queste organizzazioni nelle tecniche e procedure tipiche del soccorso alpino.

Il colonnello Ruggero Cucchini, comandante uscente del MNBG-W, ha voluto ringraziare tutto il personale alle sue dipendenze per gli ottimi risultati ottenuti in questi sei mesi di attività: nonostante la difficoltà legata alla distanza dai propri cari, i militari del 5° alpini hanno operato con dedizione e professionalità, assolvendo tutti i compiti a loro affidati dal comando superiore della missione KFOR, missione a guida NATO sotto egida ONU con il compito di garantire sicurezza e libertà di movimento all’interno del Paese.

Presente alla cerimonia anche il comandante di KFOR, generale di divisione Lorenzo D’Addario, il quale ha ringraziato a sua volta i militari del 5° alpini per l’importante contributo al progresso della missione ed ha rivolto i migliori auguri al personale dell’8° rgt artiglieria terrestre “Pasubio” – comandato dal colonnello Gianfranco Di Marco – per il prossimo mandato.

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Le bandiere del 5° Rgt Alpini e dell’ 8° Rgt Pasubio si incrociano quindi ancora una volta nel corso della storia: i due reggimenti infatti, operarono fianco a fianco già nel gennaio del 1943 in terra di Russia, e assieme forzarono la sacca di Nikolaevka, scrivendo delle epiche pagine di storia dell’Esercito Italiano. Il contesto oggi è decisamente cambiato, ma quel che è rimasto immutato è l’impegno e la dedizione con cui gli uomini e le donne di questi due reggimenti – e di tutti i reparti delle Forze Armate italiane – svolgono le proprie mansioni, tanto in Patria quanto all’estero.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ringrazia su Twitter l’operato dei nostri militari di Strade Sicure

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Roma, 12 dicembre 2018 – Riportiamo un Twitter scritto dal Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ieri in seguito l’attacco a una pattuglia di Strade Sicure.

Schermata 2018-12-12 alle 22.59.55Oggi un uomo di origini marocchine si è avvicinato a un mezzo dell’#Esercito dell’operazione “#StradeSicure” in postazione fissa in prossimità del #Vaticano e gli ha lanciato contro del liquido infiammabile. 
I nostri #soldati sono immediatamente intervenuti e hanno bloccato il soggetto prima che potesse tentare altro, ovvero utilizzare un accendino e innescare le fiamme. 
La mia #vicinanza ai due #militari, i miei complimenti per la prontezza e l’efficacia con cui hanno reagito. 
Ma lasciatemi anche dire che ognuno di noi, ogni singolo cittadino dovrebbe ringraziarli, perché quello di oggi è un episodio, come ce ne sono stati altri in passato, che esalta la straordinaria professionalità dei nostri #uomini e delle nostre #donne in #uniforme
Quando camminate in una strada, quando attraversate una piazza e vedete una pattuglia di “Strade Sicure” in servizio, fermatevi e ringraziateli. 
Passano giorno e notte a vigilare per la nostra #sicurezza, lo fanno impiegando ogni singola #energia, sacrificando il loro #tempo, i loro #spazi, a volte le proprie #famiglie. Sono lì perché ognuno di noi si senta più sicuro e per lo stesso compito che sono chiamati a svolgere, mettono a rischio la propria #vita
Ognuno di noi ha il dovere di dirgli #grazie. Io l’ho appena fatto, li ho chiamati al telefono pochi minuti fa. Iniziamo a farlo tutti, ogni giorno: grazie!”

Grazie anche da parte di MNFI ai nostri militari che vigilano tutti i giorni per la nostra sicurezza per le strade italiane.

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Fonte: Twitter del ministro della Difesa
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Afghanistan: Cimic, aviatori dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito fanno una donazione all’orfanotrofio di Herat

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Herat, 12 dicembre 2018 – Gli aviatori dell’Aeronautica Militare e dell’aviazione dell’Esercito del contingente italiano della missione in Afghanistan hanno donato scarpe e tessuti ai bambini dell’orfanotrofio Ansari di Herat.

Una donazione di scarpe e tessuti è stata effettuata a favore dei bambini dell’orfanotrofio Khaja Abdullah Ansari di Herat, ieri mattina presso la sede del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), comando multinazionale a guida italiana su base brigata “Pinerolo”  della missione NATO Resolute Support (RS), è stata effettuata  

In particolare, grazie alla generosità degli aviatori dell’Aeronautica Militare e dell’aviazione dell’Esercito del contingente italiano è stato possibile acquistare circa duecento paia di scarpe invernali e tessuti, per confezionare federe e copriletto, consegnati ai piccoli meno fortunati in una giornata di festa e di svago con i militari italiani.

Questo gesto di solidarietà è nato in seguito ad una specifica richiesta della Direttrice dell’Orfanotrofio in occasione della donazione di circa duecento completini invernali effettuata dal Contingente Italiano la scorsa settimana.

La direttrice dell’Istituto ha ringraziato sia gli aviatori del contingente italiano di Herat, per la solerzia dimostrata nel rispondere all’esigenza palesata in tempi brevissimi per il bene dei piccoli ospiti, sia il popolo italiano che da sempre è vicino alle esigenze della popolazione afgana più sfortunata.

Il supporto alla popolazione, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili della società, è una delle attività che si affianca a quella principale di addestramento consulenza ed assistenza alle Forze di Sicurezza afghane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi, focus degli advisors italiani nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS), e viene realizzato sia in maniera diretta con progetti individuati e condotti dal contingente nazionale, sia facilitando la distribuzione di aiuti umanitari provenienti da organizzazioni benefiche nazionali.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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Presentato alla FAO il calendario CITES 2019 dell’Arma dei Carabinieri

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Roma, 12 dicembre 2018 – Il Calendario CITES 2019 dell’Arma dei Carabinieri è stato presentato presso la FAO oggi pomeriggio. Presenti all’evento il direttore generale Josè Graziano da Silva, il rappresentante permanente italiano presso le Organizzazioni delle Nazioni Unite a Roma ambasciatore Pierfrancesco Sacco, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri e il generale di corpo d’armata Antonio Ricciardi, comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, .

Il servizio CITES dell’Arma dei Carabinieri sovrintende alle attività previste dalla normativa nazionale e comunitaria di attuazione della convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche in pericolo di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973 e ratificata con legge n.874 del 19 dicembre 1975.

Il Calendario CITES, finalizzato a promuovere nel grande pubblico la consapevolezza dell’importanza della biodiversità, propone immagini di alta qualità e dal forte potere attrattivo, ritraenti alcune specie simbolo del dramma della minaccia di estinzione. Attorno a queste, una serie di informazioni in ”pillole” sul grado e la natura della minaccia in natura, su alcune curiosità che le distinguono, su quanto il servizio CITES dell’Arma ha fatto e fa per tutelarle in Italia e nel mondo. Nel tempo il prodotto editoriale ha riscosso apprezzamento nel mondo scientifico, tra gli addetti al settore, tra i giovani e presso il grande pubblico e per questo ha ottenuto nel 2014 il riconoscimento del segretariato generale CITES di Ginevra che, in occasione del World Wildlife Day, lo ha citato tra i dieci progetti di comunicazione più importanti a livello mondiale.

Il tema del Calendario CITES 2019 è “La Cooperazione Internazionale contro il Traffico di Specie Protette“, a testimoniare la fondamentale importanza della cooperazione tra Stati per combattere i crimini contro le specie selvatiche.

Il loro commercio illegale è ancora oggi uno dei traffici illeciti più importanti al mondo, dopo quello di droga, armi ed esseri umani ed è un fenomeno per sua natura transnazionale che per essere contrastato richiede la collaborazione di organismi, autorità, organizzazioni governative e non, per la raccolta delle informazioni, la loro disseminazione, lo scambio di esperienze, di tecniche investigative e di intelligence.

Importante la cooperazione tra organizzazioni governative internazionali quali la FAO, l’Unione Europea e le Nazioni Unite con le loro agenzie specialistiche, l’UNICRI (Ufficio ricerche su crimini e giustizia dell’ONU), l’UNODC (Ufficio Droga e Crimini dell’ONU), l’UNEP (Programma Ambiente ONU). In ambito comunitario, fondamentale è il lavoro quotidiano svolto per l’applicazione della CITES dalla Commissione UE e da Europol.

Oltre alla partecipazione del Segretariato CITES e dello ICCWC (Consorzio internazionale per la lotta ai reati contro le specie selvatiche), quest’anno il Calendario ha visto la collaborazione – in rappresentanza di centinaia di autorità estere che collaborano quotidianamente con l’Arma nel settore – delle polizie di Brasile, Svezia, India e Spagna, delle autorità competenti nel contrasto al “wildlife traffic” di Israele, Repubblica Ceca, Portogallo, India e USA e degli organismi internazionali quali Interpol, CITES, Unione Europea, Organizzazione Mondiale delle Dogane, e ancora il Lusaka Agreement tra paesi africani (LATF) e la FAO.

Il Calendario CITES dei Carabinieri rappresenta un’opportunità significativa per la sensibilizzazione del grande pubblico e la diffusione della cultura sui temi della conservazione. Per questa ragione per il 2019 si è deciso, grazie al contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, autorità nazionale di gestione CITES, di incrementare in modo consistente il numero di copie pubblicate, al fine di promuovere un’azione diffusa di educazione ambientale anche presso gli Istituti scolastici.

Nel corso della presentazione si è tenuta pure una tavola rotonda sulla protezione della biodiversità moderata dalla giornalista Licia Colò. Vi hanno preso parte tra gli altri Paolo Aielli, Amministratore Delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (che anche quest’anno ha fornito la propria collaborazione per la stampa e la grafica) e Maria Carmela Giarratano, direttore generale per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell’Ambiente.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Incontro al vertice dell’Osservatorio Nazionale sui Furti di Rame presso a sede della Polizia Criminale

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Roma, 12 dicembre 2018 – Si è tenuta, presso la direzione centrale della Polizia Criminale, la riunione dell’Osservatorio Nazionale sui Furti di Rame, organismo presieduto dal vice direttore generale della Pubblica Sicurezza e direttore centrale della Polizia Criminale, prefetto Nicolò D’Angelo.

Fanno parte dell’Osservatorio rappresentanti delle Forze di Polizia, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, di Confindustria, di Ferrovie dello Stato Italiane s.p.a., di Enel s.p.a., di Telecom Italia s.p.a., di Vodafone Italia s.p.a, di Wind-Tre s.p.a. e di Anie (Federazione nazionale imprese elettrotecniche e elettroniche).

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Durante l’incontro è stato evidenziato che il numero dei furti di rame nei primi 10 mesi del 2018 ha fatto registrare, a livello nazionale, un decremento del 13,4% rispetto all’analogo periodo precedente, confermando il trend positivo rilevato negli ultimi anni. 
È stata esaminata anche la problematica dei furti di altri componenti metallici, come le c.d. “batterie tampone”, in uso alle società partner dell’Osservatorio, utili ad assicurare la trasmissione del segnale delle stazioni radiobase in caso di black out elettrici. Questo fenomeno criminoso, già all’attenzione delle Forze di polizia, continuerà ad essere monitorato da un apposito sottogruppo di lavoro, presso il Servizio Analisi Criminale, dalla composizione mista.

image003Il vice capo della Polizia ha, infine, sottolineato che l’interscambio informativo tra la componente pubblica e quella privata dell’Osservatorio, che agisce secondo il principio della “sicurezza partecipata”, costituisce il punto di forza per la prevenzione e il contrasto dei suddetti fenomeni criminali dai risvolti, talvolta, anche transnazionali.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Carabinieri del ROS individuano sequestratori dell’italiano Federico Motka nelle mani dei terroristi dello Stato Islamico (IS) per 14 mesi (video)

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Roma, 12 dicembre 2018 – Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del R.O.S. stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Roma su richiesta del “Gruppo antiterrorismo“ della locale procura distrettuale, nei confronti di alcuni appartenenti all’organizzazione terroristica Stato Islamico (IS), gravemente indiziati di associazione con finalità di terrorismo internazionale e sequestro di persona a scopo di terrorismo.

Le indagini hanno consentito di individuare il gruppo criminale autore del sequestro del cittadino italiano Federico Motka, rapito in Siria nel marzo 2013 e rimasto nelle mani dei terroristi dello Stato Islamico (IS) per 14 mesi.

MOTKA Federico, unitamente al cittadino britannico HAINES Cawthorne David, entrambi dipendenti dell’ONG francese ACTED (Acronimo di “Agence d’Aide à la Coopération Technique et au Développement”, organizzazione non governativa francese, con sede a Parigi), fu sequestrato nei pressi del campo profughi di Atmeh, in Siria, non distante dal confine con la Turchia, mentre, a bordo di un veicolo dell’ONG (condotto da un dipendente locale di ACTED, loro interprete), si dirigeva presso la sede di quest’ultima, ubicata in una guest-house di Atmeh, provenienti da una località a sud-est di Aleppo.

Il connazionale, giunto in Siria l’8 marzo 2013, fu sequestrato intorno alle 17:00 del 12 marzo 2013 da un gruppo di jihadisti, armati di fucili mitragliatori, i quali, dopo aver bloccato il mezzo su cui viaggiavano il MOTKA ed il HAINES, li aveva caricati nel bagagliaio di un fuoristrada, trasportandoli presso il primo dei luoghi di detenzione, ubicato a circa due ore di viaggio dalla località del rapimento.

Nel corso della lunga prigionia, MOTKA Federico fu in contatto con numerosi ostaggi provenienti da svariati Paesi europei ed extracomunitari, condividendo periodi di detenzione con alcuni rapiti assurti tragicamente agli onori della cronaca, come i giornalisti statunitensi FOLEY James Wright e SOTLOFF Steven Joel, trucidati nel corso di barbare esecuzioni pubblicate da Stato Islamico e diffuse sui media internazionali, nonché il fotografo e corrispondente di guerra britannico John CANTLIE, noto per essere stato costretto a svolgere il ruolo di reporter dello Stato Islamico, tutt’ora irreperibile.

David HAINES, rapito insieme al MOTKA, venne decapitato a settembre 2014 da EMWAZI Mohamed.

I 14 mesi di detenzione, durante i quali tutti gli ostaggi vennero sottoposti ad un regime detentivo durissimo con episodi di crudeltà disumana, furono scanditi da 11 trasferimenti in altrettanti luoghi di prigionia distribuiti nella parte settentrionale della Siria all’epoca sotto il progressivo controllo di Stato Islamico (si vedano le cartografie e le immagini riportato nel video allegato).

Le indagini hanno consentito la completa ricostruzione delle fasi del sequestro e l’identificazione di molti carcerieri, anche attraverso una estesissima cooperazione giudiziaria e di polizia attivata tra i Paesi europei interessati, il tutto arricchito dal contributo dall’Intelligence italiana.

Il provvedimento è stato emesso nei confronti delle seguenti persone:

  • DAVIS Aine Leslie (nome di battaglia – n.d.b. – Abu Saleh), nato nel Regno Unito nel 1984;
  • KOTEY Alexanda Amon (n.d.b. Abu Seed), nato nel Regno Unito nel 1983;
  • ELSHEIKH El Shafee (n.d.b. Abu Aisha), nato in Sudan nel 1988, cresciuto nel Regno Unito;
  • NEMMOUCHE Mehdi (n.d.b. Abu Omar), nato in Francia nel 1985, detenuto in Belgio;
  • ALILOU Soufiane (n.d.b. Abu Jihad), nato in Belgio nel 1993, detenuto in Belgio;
  • BENGHALEM Salim (d.b. Abu Mohamed), nato in Francia nel 1980; di costui si sono perse le tracce mesi addietro ed è verosimile che egli abbia trovato la morte in quel Paese nel corso delle operazioni belliche.

In particolare nell’ampio gruppo di rapitori, è stata identificata una cellula formata da jihadisti anglofoni, soprannominati dagli ostaggi “the Beatles” (composta da DAVIS Aine Leslie, KOTEY Alexanda Amon, ELSHEIKH El Shafee e EMWAZI Mohamed), i più violenti tra i sequestratori, autori di torture e violenze immotivate, ed un gruppo di jihadisti francofoni costituito, tra gli altri, da NEMMOUCHE Mehdi (Autore della strage compiuta al Museo Ebraico di Bruxelles il 24 maggio 2014.), LAACHRAOUI Najim (Uno dei suicidi dell’attentato all’aeroporto di Bruxelles, in Belgio) il 22 marzo 2016.), BENGHALEM Salim e ALILOU Soufiane. EMWAZI, nome di battaglia Abu Mughareb, è noto alle cronache internazioni come l’autore di numerose decapitazioni, soprannominati “Jihadi John”, di origini Kuwaitiane, deceduto in Siria il 12.11.2015.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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