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Archivi del giorno: dicembre 11, 2018

Esercito, primo meeting sulla comunicazione a palazzo Cusani di Milano, in diretta sul social

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Milano, 11 dicembre 2018 –  In diretta sul social Facebook il primo meeting organizzato dall’Esercito Italiano sulla Comunicazione.
https://www.facebook.com/EsercitoItaliano/videos/589336648217187/?notif_id=1544522302550636&notif_t=live_video

Nel vasto ed eterogeneo mondo della comunicazione, dinamico e mutevole, la rete di contatti professionali è fondamentale ai fini del continuo progresso ed aggiornamento di tematiche, procedure, trend e narrative; in tale ottica un meeting tra i professionisti del settore si presenta come un’occasione per incontrarsi e confrontarsi, scambiandosi opinioni ed esperienze.

L’iniziativa, si propone di creare momenti d’incontro tra militari e civili che attraverso la condivisione di esperienze comuni, progetti e prospettive future riescano a costruire un filone narrativo in grado di coinvolgere ed incuriosire un pubblico di settore e di creare le premesse per nuove reciproche collaborazioni. 

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L’evento si sviluppa in tre giornate articolate in conferenze tematiche, tavole rotonde, workshop, attività espositive e momenti sociali in cui militari e civili insieme affrontino i principali temi dell’attuale scenario comunicativo, con specifica attenzione al mondo mediatico ed ai settori della stampa, TV, radio e social web, nonché a campi affini quali marketing, sport, storia, ecc.

In particolare, sarà occasione per: 

  • condividere con il pubblico esterno e gli operatori di settore gli elementi principali, le tendenze e le prospettive dell’attuale panorama comunicativo in cui opera l’Esercito Italiano; 
  • armonizzare i riferimenti e gli orientamenti tra gli addetti della comunicazione; 
  • promuovere iniziative e collaborazioni; 
  • alimentare le relazioni esterne con i principali operatori di settore ponendo gli aspetti salienti e le peculiarità dell’Esercito come opportunità comunicative per reciproche collaborazioni. 

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Il meeting, totalmente organizzato dall’Esercito Italiano, è rivolto a: 

  • operatori, personalità ed esperti civili dei settori attinenti al mondo della comunicazione (testate stampa/radio/tv, sport, organizzazioni governative e non, grandi aziende/gruppi, ecc.); 
  • professori/ricercatori/studenti universitari del settore;
  • militari/civili che ricoprono incarichi nell’ambito della Pubblica Informazione e Comunicazione/Uffici stampa, del marketing, della storia militare e dell’editoria di settore; 
  • militari/civili impiegati in attività non specificamente comunicative, ma comunque attinenti (sport, cerimoniale, psicologia organizzativa, ecc.).

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Concetto fondamentale che si evince dalle testimonianze degli ospiti intervenuti, è la tutela della fonte salvaguardando chi opera in teatri operativi da parte di chi opera a contatto con le Forze Armate, scremando anche le notizie da diffondere.

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Fonte: Stato Maggiore Esercito
Immagini estratte dalla diretta
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Monster Frozen, Paolo Venturini delle Fiamme Oro sfiderà con la corsa il posto più freddo del pianeta

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Roma, 11 dicembre 2018 – E’ stata presentata ieri presso la Sala Europa dell’Ufficio Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia a Roma l’impresa sportiva denominata “Monster Frozen”, il primo tentativo di corsa nel luogo più freddo del pianeta: Jacuzia.

A cimentarsi nell’impresa di correre a temperature di oltre -60° sarà Paolo Venturini, assistente capo della Polizia di Stato ed atleta del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, il quale sarà accompagnato da due medici del dipartimento di Medicina dello Sport dell’Università di Padova, un traduttore, un accompagnatore e una troupe televisiva italiana, oltre al coinvolgimento di esperti in medicina del freddo dell’Università di Yakutsk.

Svolgere attività sportiva in condizioni climatiche estreme offre la possibilità, infatti, agli esperti della medicina dello sport di testare le reazioni del corpo umano, aprendo così nuovi spazi per la ricerca scientifica.

Le difficoltà principali derivano dal fatto che il respirare aria così fredda provoca il congelamento delle prime vie respiratorie, problemi ai denti ed agli alveoli polmonari. Non esiste altresì abbigliamento tecnico da running per proteggere da temperature così estreme, quindi si è provveduto alla realizzazione di nuovi capi o adattarne quelli già esistenti.

La sfida è prevista dal 17 al 22 gennaio, periodo in cui l’atleta correndo proverà ad unire i villaggi di  Tomtor e Ojmjakon, luoghi che detengono il record del freddo.

Per monitorare e certificare le temperature che verranno affrontate, Venturini indosserà uno speciale termometro che trasmetterà dati via radio ad un computer che certificherà a livello mondiale le temperature ed altri parametri medici.

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Fonte e immagine: Polizia di Stato
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Terminata l’esercitazione interforze Mangusta 2018

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Roma, 11 dicembre 2018 – Conclusa con successo nei giorni scorsi l’esercitazione interforze Mangusta 2018 svolta nelle aree addestrative della Toscana.  In campo oltre mille paracadutisti della Folgore con unità specialistiche ed operative dei  Carabinieri Paracadutisti del reggimento Tuscania, specialisti delle trasmissioni e della guerra elettronica, nuclei cinofili, assetti dell’Aeronautica Militare, ed unità di paracadutisti statunitensi. 

La “Mangusta”, la tradizionale esercitazione della Brigata Paracadutisti Folgore, ha previsto la contrapposizione sul campo di due  unità avversarie per testare le capacità acquisite dai propri paracadutisti nella concezione e nella conduzione delle operazioni, a seguito di aviolancio,  in ambienti operativi non permissivi per la conquista e la tenuta di posizioni strategiche e per consentire l’afflusso delle Forze Alleate in uno scenario di crisi.

L’esercitazione ha simulato l’immediato intervento della NATO con l’invio di un contingente multinazionale che ha conquistato l’aeroporto occupato da forze ostili con l’aviolancio di una prima aliquota impegnata in una “Forcible Entry Operation”, ovvero un’operazione avioportata che ha lo scopo di “preparare il terreno” per l’entrata in Teatro dei successivi scaglioni di forze.

Questa fase dell’esercitazione  ha visto mettere in campo tutte le risorse sia in termini di attività difensive che offensive, anche tramite l’impiego delle unità specialistiche del Reggimento Paracadutisti Genio guastatori,  nonché nelle più tipiche delle attività della Folgore ovvero l’ interdizione e la contro-interdizione d’area mirate al massimo controllo del territorio. L’infiltrazione dei Paracadutisti della Folgore, è avvenuto tramite aviolanci con la tecnica della caduta libera e della navigazione aerea a paracadute aperto e mediante l’impiego di battelli per le infiltrazioni via mare .

Durante l’intera esercitazione si sono susseguite attività di aviolancio di CDS (Container Delivery System) per rifornire e per consegnare equipaggiamenti alle truppe dispiegate sul terreno tramite l’impiego di velivoli sia ad ala fissa che ad ala rotante dell’Aviazione dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare volte ad implementare la capacità di proiezione dall’aria delle Forze Armate italiane.

Di fondamentale importanza il ruolo svolto dalle unità dei nuclei cinofili impiegati con i propri cani per il controllo del territorio,  nonché dagli assetti delle trasmissioni e della guerra elettronica che hanno giocato un ruolo fondamentale anche con le attività di  “ingaggio radar” verso gli assetti di volo sia italiani che statunitensi.

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L’esercitazione rappresenta un’eccellente opportunità e un significativo ritorno per la Difesa in termini di interoperabilità e integrazione con le Forze Armate straniere e di massimizzazione del valore addestrativo per via del realismo dello scenario e per l’impiego dei vari assetti specialistici nazionali ed internazionali nonché  per l’aggiornamento delle capacità professionali, tecniche e tattiche del personale delle Forze Armate appartenente alle diverse specialità.

Oltre ai reparti della brigata Paracadutisti Folgore hanno partecipato all’esercitazione:

  • l’Aeronautica Militare con la 46° brigata aerea,
  • l’Arma dei Carabinieri con 1° reggimento Carabinieri Paracadutisti “ Tuscania” ed il nucleo cinofili di Firenze,
  • l’Aviazione leggera del’ Esercito con 7° reggimento Vega e 1° Reggimento Antares,
  • il reggimento Granatieri di Sardegna,
  • 33° reggimento Guerra Elettronica,
  • 13° Battaglione Aquileia, Centro Militare di Veterinaria,
  • 11° reggimento Trasmissioni, 16° Airwing,
  • 121° reggimento Artiglieria Controaerei, 
  • unità Statunitensi della 1-91 CAV, US AIR National Guard.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Ventennale della costituzione del Comando Operativo Vertice Interforze (COI)

Roma, 11 dicembre 2018 – Si è svolta il 7 dicembre la cerimonia dei vent’anni di costituzione del Comando Operativo di Vertice Interforze presso l’ex aeroporto militare di Centocelle “Francesco Baracca”.

Il generale Enzo Vecciarelli è intervenuto alla cerimonia dei vent’anni di costituzione del Comando Operativo di Vertice Interforze, “braccio operativo” dello Stato Maggiore della Difesa,  ricordando come “il percorso di rafforzamento della dimensione interforze, orientato verso l’unicità e l’unitarietà del comando è stata una scelta di successo. Questo è l’unico approccio possibile alla gestione delle operazioni, ove le singole forze armate fondono le loro precipue capacità in uno sforzo corale, sistemico e sinergico. Solo operando in maniere interforze e interagenzia possiamo mantenere il nostro vantaggio competitivo e concettuale nella pluralità e poliedricità degli odierni scenari operativi, siano essi di tipo convenzionale, tipicamente militari, oppure di concorso alla società civile anche con un approccio duale volto ad incrementare la resilienza nazionale”.

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Nel corso della cerimonia, il generale Vecciarelli ha incontrato una rappresentanza di soldati, marinai, aviatori, carabinieri e personale civile della Difesa, rivolgendo loro un messaggio di saluto e di ringraziamento per l’importante lavoro che viene effettuato quotidianamente. In particolare, il capo di Stato Maggiore della Difesa ha espresso la propria soddisfazione per i risultati fino ad ora conseguiti dal COI, risultati che consentono agli uomini e alle donne delle Forze Armate, impegnati in operazioni, di conseguire con efficacia gli obiettivi operativi prefissati e di riscuotere, sempre e in ogni circostanza, riconoscimenti e apprezzamenti per il loro operato.

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Il COI, costituito il 10 dicembre del 1998,  ha anche l’ importante funzione di direzione e di coordinamento degli interventi delle singole Forze Armate in caso di emergenze e calamità naturali sul territorio nazionale, in concorso alla Protezione Civile e agli Enti e alle Agenzie governative a ciò preposte, e il compito di sviluppare le metodologie per la simulazione degli scenari strategici ed operativi, nonché di contribuire all’elaborazione della dottrina della NATO e delle altre Organizzazioni Internazionali di cui il nostro Paese è parte.

Pianificare, coordinare e condurre operazioni interforze, multinazionali e nazionali, sono i compiti principali del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), articolazione attraverso la quale il capo di Stato Maggiore della Difesa esercita le funzioni di comandante operativo delle Forze Armate, che oggi celebra i venti anni dalla sua istituzione.

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L’Italia è impegnata in 40 missioni di cui 38 internazionali in 24 Paesi, con circa 6.500 militari di Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri impegnati nelle operazioni internazionali e circa 7.200 impegnati nelle operazioni nazionali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Al CoESPU la cerimonia di apertura della sessione LIVEX dell’esercitazione OSCE per il contrasto alla tratta degli esseri umani

 

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260px-Logo_CoESPUVicenza, 10 dicembre 2018 – Cerimonia di apertura della 4^ esercitazione internazionale OSCE questa mattina presso il Centro di Eccellenza dei Carabinieri per le Stability Police Units (CoESPU).

Esercitazione per contrastare la tratta di esseri umani lungo le rotte migratorie.

L’iniziativa è rivolta a una platea costituita da Signori Procuratori della Repubblica, Forze di Polizia, Giornalisti, Ispettori del Lavoro, appartenenti alle Organizzazioni Non Governative (NGO) e funzionari dei Servizi Sociali provenienti da 26 diversi Paesi.

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L’obiettivo dell’esercitazione OSCE è di rafforzare le loro capacità nella tempestiva individuazione delle vittime di tratta lungo le diverse direttrici migratorie, con particolare enfasi nei confronti dello sfruttamento sessuale e quello lavorativo, promuovendo in particolare un approccio multi-agenzia, fondato sul rispetto dei diritti umani.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
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