Archivi del giorno: settembre 20, 2018

Le cinque sfide dell’Esercito: il capo di SME illustra alle commissioni Difesa riunite le sue linee programmatiche

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Roma, 20 settembre 2018 –Siamo una Istituzione solida, sana e capace e una risorsa dalle componenti altamente specialistiche, sempre presente in Italia e all’estero vicina ai cittadini…”, con queste parole il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, ha aperto l’audizione di fronte alle commissioni Difesa di Camera e Senato in cui sono state illustrate le sue cinque linee programmatiche:

       Ringiovanimento, valorizzazione e benessere del personale;

       Capacità e sistemi all’avanguardia;

       Razionalizzazione ed efficientamento dello strumento;

       Addestramento e approntamento sostenibili;

       Caserme e basi moderne.

La Forza Armata che vede impiegati ogni giorno circa 19.000 soldati in attività di carattere operativo, necessita per quanto riguarda il personale, assoluta priorità della Forza Armata, di adottare una serie di misure finalizzate al ringiovanimento, possibilmente con l’immissione di ulteriori 10.000 giovani leve, valorizzandone e curandone il benessere individuale e familiare rispettando sempre la centralità della componente umana . In tale direzione sono da intendersi alcune misure adottate negli ultimi mesi come ad esempio l’incremento della disponibilità di alloggi di servizio, quale elemento essenziale per accrescere il livello di benessere del personale. 

Un’ulteriore priorità consiste nel poter disporre di progetti che sviluppino sistemi d’arma tecnologicamente avanzati e competitivi. In tal senso, occorre ridurre il grave gap capacitivo che compromette l’interoperabilità a livello interforze e multinazionale dell’Esercito. “Tenuto conto che il divario prestazionale, tanto nel contesto interforze quanto in quello internazionale, penalizza non solo l’output operativo dell’Esercito ma dell’intera Difesa – ha evidenziato il Generale Farina – ho chiesto in sede interforze che la quasi totalità delle risorse disponibili nel breve termine sul Bilancio Ordinario e sul “Fondo Investimenti” siano destinate all’Esercito. Questa condizione è necessaria se si vuole dare allo strumento militare terrestre lo stesso impulso ricevuto dalle componenti Marina e Aeronautica e, in tal modo, poterlo bilanciare e farlo ripartire. Peraltro, evidenzio che tali progetti sono tutti pronti alla produzione e sono stati sviluppati dal comparto industriale nazionale e la loro realizzazione porterebbe enorme beneficio sia in termini di prodotto interno lordo sia dal punto di vista occupazionale”.

Il processo di razionalizzazione ed efficientamento dello strumento, è stato indirizzato a preservare la componente operativa che oggi comprende oltre il 75% degli effettivi. “Pur continuando nello snellimento della struttura organizzativa – ha sottolineato il Generale Farina – l’elevato livello di impegno nelle missioni fuori area e in territorio nazionale richiede un potenziamento degli organici per alleviare il pesante  tournover”.

Altra linea programmatica è rappresentata dall’addestramento e dall’approntamento che costituiscono le attività necessarie ad assicurare un elevato standard di “prontezza operativa”, per le quali occorrono più risorse, mentre sono già in atto soluzioni volte a minimizzare l’impatto ambientale.

L’ultima linea programmatica riguarda la disponibilità di caserme verdi e basi moderne. Questa tematica è di estrema rilevanza e presenta notevoli criticità, in quanto impatta direttamente sulla sicurezza e il benessere del personale. Sul tema il Generale Farina ha poi aggiunto “stiamo perseguendo due linee d’azione; la prima volta ad alleggerire il patrimonio immobiliare … e la seconda realizzando grandi infrastrutture, caserme verdi, moderne, a basso impatto ambientale ed elevata efficienza energetica con aree servizi e sportive aperte alle popolazioni locali.”

Sono consapevole che le citate sfide non si potranno realizzare tutte nel breve termine, ma è altrettanto vero che occorre intervenire sin da subito se si vogliono ottenere gli effetti desiderati anche in futuro, dando vita a progetti di ampio respiro, assolutamente vitali per garantire la funzionalità e l’efficienza della componente terrestre. L’Esercito – conclude il Generale Farina – continuerà a operare, come ha sempre fatto, per la difesa e la sicurezza del Paese, tra la gente e per la gente nella piena aderenza ai principi e ai valori che contraddistinguono la sua azione, rispondendo, con gli strumenti di cui potrà disporre, agli impegni che sarà chiamata a sostenere. Perché, come il nostro motto cita, “Noi ci siamo sempre”, certi che saremo sempre in grado di migliorarci facendo “Di più insieme”.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Esercito
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Missione in Niger, quinto volo umanitario dall’Italia

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Niamey (Niger), 20 settembre 2018 – Si è svolta ieri sera, presso la base aerea di Niamey in Niger, la cerimonia di consegna alle autorità civili nigerine di circa cinque tonnellate di farmaci, presidi medici, tra cui un potabilizzatore d’acqua, tramite il Ministero degli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, inoltre, sono state donate al Ministero della Difesa nigerino 2000 zanzariere. Il materiale è stato trasportato su disposizione dello Stato Maggiore della Difesa con un aereo C 130J della 46° brigata aerea di Pisa, anche grazie al contributo fornito dalla Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) di Brindisi delle Nazioni Unite. Tale materiale è stato donato a seguito di una richiesta di supporto sanitario espressa dal Ministero della Salute Pubblica del Niger al fine di contrastare l’epidemia di colera che sta affliggendo la regione di Maradi.

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Alla cerimonia, organizzata dall’ambasciata d’Italia e dal personale militare della Missione bilaterale di Supporto nella Repubblica del Niger  (MISIN), hanno partecipato il Ministro della Salute Pubblica, Illiassou Idi Mainassara, altre Autorità civili e militari nigerine,  l’ambasciatore d’Italia in Niger Marco Prencipe ed il comandante della Missione, generale Antonio Maggi.

Il ministro della Salute Pubblica, Illiassou Idi Mainassara, durante l’intervento ha espresso parole di profonda gratitudine nei confronti degli italiani per aver contribuito con questa donazione ad assicurare uno specifico trattamento sanitario alla popolazione.

Grazie a tale donazione, coordinata dalla MISIN, sarà possibile assicurare le cure di base per migliaia di  persone oltre ad un trattamento sanitario specifico per le circa 3000 persone colpite dall’epidemia di colera, che ha provocato finora 57 decessi. 

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Approfondimento sulla missione in Niger

La missione in Niger è intesa a fornire supporto nella Repubblica del Niger, svolgendo i seguenti compiti:

  • supportare, nell’ambito dello sforzo internazionale per la stabilizzazione dell’area e il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio delle autorità nigerine e dei Paesi del G5 Sahel (Niger, Mali, Mauritania, Chad e Burkina Faso), lo sviluppo delle Forze di sicurezza nigerine (Forze armate, Gendarmeria Nazionale, Guardia Nazionale e Forze speciali della Repubblica del Niger) per l’incremento di capacità volte al contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza;
  • concorrere alle attività di sorveglianza delle frontiere e del territorio e di sviluppo della componente aerea della Repubblica del Niger.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Somalia, avviata la decima missione addestrativa italiana

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Gibuti, 20 settembre 2018 – Con l’arrivo a Gibuti di 208 componenti, di cui 4 donne delle Somaly Police Forces (SPF), è partita ufficialmente la missione addestrativa italiana bilaterale, la MIADIT Somalia, ormai giunta alla sua decima edizione.

La missione  nata da accordi bilaterali Italia-Somalia, Italia-Gibuti, affidata ad un team di militari specializzai dell’Arma dei Carabinieri, al comando del colonnello Giglio Vincenzo, si prefigge l’obiettivo di creare le condizioni per la stabilizzazione della Somalia e dell’intera regione del Corno d’Africa, mediante l’accrescimento delle capacità operative delle SPF ed il miglioramento dei rapporti bilaterali con la Repubblica di Gibuti, mediante l’addestramento delle Forze di Polizia gibutiane.

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Il ciclo formativo viene svolto presso le strutture dell’Accademia di Polizia e della gendarmeria gibutiana, in prossimità della base militare italiana di supporto, e prevede lezioni sia teoriche che pratiche in diversi settori, come nelle tecniche investigative, nella tutela ambientale, nell’antiterrorismo, con istruttori provenienti da Reparti altamente specializzati dell’Arma dei Carabinieri quali GIS (Gruppo Intervento Speciale) il 1° RGT Paracadutisti “Tuscania”, il RACIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche) il ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) il NOE (Nucleo Operativo Ecologico) ed il TPC (Tutela Patrimonio Artistico). Ad oggi sono state addestrati circa 1500 poliziotti somali e 850 gibutiani.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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