Archivi del giorno: febbraio 14, 2018

Scuola ufficiali Carabinieri, inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018

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Roma, 14 febbraio 2018 – Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2017 – 2018 questa mattinata, presso l’Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni.

La cerimonia è stata aperta dal comandante della scuola, generale di divisione Angelo Agovino, che ha indirizzato il proprio saluto ai presenti illustrando le attività didattiche svolte dall’Istituto.

Ha quindi preso la parola il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri che ha ricordato come il 2017 abbia segnato un passaggio storico per l’Arma con l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, una manovra ”di integrazione, pianificata con cura e attuata con metodo“ che “già nel primo anno ha conseguito pienamente gli obiettivi di risparmio previsti dalle norme, peraltro con risultati operativi in sensibile crescita”. Un 2017 che ha visto inoltre l’approvazione dei provvedimenti di riordino dei ruoli e delle carriere delle Forze armate e di polizia.

Provvedimenti – ha proseguito il generale Nistri – che si inseriscono in un ampio intervento di aggiornamento del sistema di sicurezza nazionale per corrispondere al meglio alle trasformazioni della società e alla fluidità delle minacce, dal terrorismo alla criminalità organizzata, alla criminalità di strada. Adeguare lo strumento per dare, vista l’oggettiva diminuzione dei reati, anche più percezione di sicurezza in una società caratterizzata da una gratuita aggressività che dilaga in tutti gli ambiti sociali”.

La complessità della situazione sollecita l’Arma a verificare costantemente le proprie capacità, trovando solido ancoraggio nella capillarità del dispositivo territoriale, nelle scelte di specializzazione e nella coordinata sinergia con le altre Forze di polizia”. L’organizzazione territoriale è la “macchina molecolare” della sicurezza nazionale, ha continuato il generale Nistri. “Una rete di protezione che opera una vigilanza ininterrotta attraverso i propri presidi sul territorio. Una struttura duttile che consente di intervenire con immediatezza, per fronteggiare le situazioni che innalzano le criticità in specifiche aree del Paese”.

Stesso impegno ed efficacia vengono riservati ai settori di specialità, e tra tutti il generale Nistri ha voluto evidenziare lo sforzo dell’Arma per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro e per contrastare il “caporalato”. 

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L’Arma è una componente emblematica del sistema Paese anche fuori dai confini nazionali, nel quadro del più ampio impegno delle Forze armate italiane. Al momento circa 1.000 Carabinieri sono impegnati all’estero, sia a tutela delle sedi diplomatiche nazionali, prerogativa istituzionale, sia nelle missioni di pace e di sicurezza internazionali, ambiti nei quali l’Arma ha promosso il moderno concetto di “stability policing”, un insieme di strumenti per la gestione delle crisi “ospitati in un unico polo – la caserma “Chinotto” di Vicenza – dove operano il COESPU, l’EUROGENDFOR e il centro di eccellenza NATO sulla polizia di stabilità, sotto l’egida, rispettivamente, delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica”, ha ricordato il generale Nistri. “Un ruolo internazionale di primo piano che sarà svolto anche in specifici contesti di specialità quali la protezione dei beni culturali, con il progetto UNESCO “Unite4Heritage” – i cosiddetti “Caschi blu per la cultura” – e la salvaguardia dell’ambiente, proseguendo la collaborazione con la FAO per la protezione di parchi e foreste”.

Il generale Nistri, in ultimo, si è rivolto ai giovani Ufficiali Allievi, ricordando che “se c’è un impegno che riassume tutta la missione del Carabiniere, questo impegno è alimentare la fiducia nello Stato. L’Arma fa quello che fa perché è quello che è e diversamente non sarebbe: luogo della stabilità operosa, che custodisce la fiducia degli Italiani, perché vi corrisponde con l’esemplarità della condotta, individuale e collettiva. Ciascuno di voi, in ogni realtà, in ogni circostanza, impersonerà tutto questo, rappresentando molto più di sé stesso”.

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Ha preso quindi la parola il capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano sottolineando come l’Arma dei Carabinieri sia “un’Istituzione specificatamente italiana e componente essenziale del “Sistema Paese” nel quadro della sicurezza e difesa della nazione”. Rivolgendosi ai giovani ufficiali egli ha affermato: “Ben prima di ogni sofisticazione tecnologica o procedurale, i successi dell’Arma dipendono largamente dal suo capitale umano e voi sarete chiamati nel breve tempo a consolidare ulteriormente il prestigio e la credibilità di cui oggi godono le nostre Forze armate, in Patria e nel mondo, attraverso lo svolgimento dei vostri compiti istituzionali di sicurezza interna e di proiezione di stabilità all’estero”.

La mattinata si è conclusa con l’intervento del presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, che ha dichiarato aperto l’anno accademico 2017 – 2018 e, rivolgendosi ai giovani ufficiali, ha ribadito la straordinaria fiducia della Repubblica nell’Arma dei Carabinieri, nella consapevolezza di quanto abbia rappresentato e rappresenti per la Comunità nazionale e nel mondo. Il ruolo dell’Arma è “a 70 anni dalla Costituzione uno dei grandi simboli della Patria”.

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Fra le tante personalità presenti, Parlamentari, il vice presidente della corte costituzionale Giorgio Lattanzi, il ministro dell’Interno Marco Minniti, autorità di governo e diplomatiche, esponenti delle magistrature, il capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano e il segretario del Consiglio Supremo di Difesa generale Rolando Mosca Moschin, i vertici delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e delle agenzie di sicurezza, il presidente del Gruppo Medaglie d’Oro al V.M. generale Umberto Rocca, i presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali in congedo generale di corpo d’armata Libero Lo Sardo, l’ingegnere Francesco Scarpelli, ed esponenti degli organismi di rappresentanza dell’Arma.

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Fonti: Arma dei carabinieri - Stato Maggiore Difesa
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Roma: presentazione del libro “Cefalonia: il processo, la storia, i documenti”

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Roma, 14 febbraio 2018 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha aperto le porte alla presentazione del libro “Cefalonia: il processo, la storia, i documenti” del dottor Marco De Paolis, procuratore della Repubblica presso il tribunale militare di Roma, co-autore con la professoressa Isabella Insolvibile.

Inquadrato nell’abito della collana “I processi per i crimini di guerra tedeschi in Italia” di previsti sette volumi (di cui questo è il terzo) editi da Viella Editrice, il libro è dedicato ai tragici eventi di Cefalonia e nasce da un’iniziativa editoriale sponsorizzata dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, già Istituto Nazionale per la Storia del movimento di liberazione in Italia e finanziata anche dalla Regione Toscana.

La presentazione si è svolta nella Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito, con un dibattito nel quale hanno interagito oltre agli autori, il generale Claudio Graziano e il professore Enzo Fimiani, dell’università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti e Pescara, moderati dal dottor Gianluca Di Feo, vice direttore ed autorevole firma del quotidiano “Repubblica”.

Ogni evento storico, tanto militare quanto civile, rappresenta un imprescindibile insegnamento per poter progredire e procedere verso il successo, sia esso militare o della società” ha esordito il capo di SMD, “in tal senso, l’istituzione militare ha il dovere di farsi promotrice di iniziative volte a tramandare la memoria storica presso la società civile. Per questo motivo, abbiamo aderito volentieri alla proposta del Procuratore De Paolis di presentare questo prezioso volume”.

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Il recupero dei documenti nella fase giudiziaria ha contribuito a migliorare la conoscenza della storia grazie all’acquisizione di fonti inedite – dalle sofferenze dei familiari delle persone coinvolte nel tragico eccidio nasce lo sviluppo della cultura della pace che può contribuire anche alla nostra sicurezza” ha aggiunto il dottor Marco De Paolis.

Il professore Fimiani ha concentrato l’attenzione nell’ambito dei fatti di Cefalonia sostenendo che l’evento è figlio di un susseguirsi di vicende storiche in cui le decisioni dei comandanti sono da inquadrare nell’ambito del complesso scenario storico.

E’ stato possibile raccontare i fatti della strage di Cefalonia attraverso l’analisi di migliaia di documenti, tra questi molti inediti con la voce dei carnefici tedeschi” come ha aggiunto la professoressa Isabella Insolvibile nel sottolineare la straordinarietà del lavoro di indagine svolto.

Cefalonia è fondamentale nella storia militare e, più in generale, nella storia nazionale, perché rappresenta il primo atto della resistenza dei militari italiani, sebbene gli storici non siano ancora pienamente concordi sull’intera ricostruzione delle vicende avvenute nell’isola jonica” ha concluso il generale Claudio Graziano, che ha rivendicato la rilevante e imprescindibile opera delle Forze Armate nella resistenza e nella guerra di liberazione, ricordando anche gli oltre 600.000 internati militari italiani.

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Il volume

A seguito dell’armistizio, nel settembre 1943, sull’isola di Cefalonia si consumò il più grande massacro di soldati italiani della seconda guerra mondiale. Reparti tedeschi, perlopiù appartenenti alla 1^ Gebirgs-Division Edelweiss, sterminarono in pochi giorni migliaia di soldati italiani della divisione “Acqui”, eseguendo un ordine di Hitler. Consumata la strage di massa, gli ufficiali italiani superstiti furono uccisi in quello che è passato alla storia come “l’eccidio della casetta rossa”. La documentazione utilizzata per l’indagine e il processo (celebrato solo a settant’anni dall’evento), di cui nel volume si dà conto, fornisce materiale utile per chiunque voglia approfondire la conoscenza di un episodio cruciale della nostra storia: fonti italiane, tedesche e anglo-americane, relazioni degli organi investigativi e, soprattutto, verbali d’interrogatorio risalenti a differenti fasi d’indagine sono oggi un patrimonio a disposizione di tutti.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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