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Archivi del giorno: luglio 8, 2017

Carabinieri e Bioparco di Roma, inaugurato il Museo Ambiente e Crimine

La struttura, unica in Europa, ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui reati che deturpano l’ambiente

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Roma, 8 luglio 2017 – È stato inaugurato ieri, alla presenza del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, del presidente della Fondazione Bioparco di Roma Federico Coccìa e del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, il Museo Ambiente e Crimine (M.A.CRI.) realizzato dal Comando Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare Carabinieri (CUTFAA) e dal Bioparco di Roma.

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La struttura è stata intitolata al grande etologo e scienziato Danilo Mainardi, per il suo prezioso contributo allo studio del comportamento animale e alla diffusione della cultura del rispetto e della salvaguardia della natura. 

Il museo, unico nel suo genere in Europa, ha l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico su diverse tipologie di reati, da quelli che deturpano il patrimonio ambientale, a quelli perpetrati nei confronti della specie protette, nonché sui reati commessi nell’ambito del settore agroalimentare. Basti pensare che, nel primo semestre 2017 il CUTFAA ha effettuato sul territorio nazionale circa 234.800 controlli che hanno riguardato le aree protette, le discariche, il settore della salute ed agroalimentare, la flora e la fauna (antibracconaggio, commercio specie in via d’estinzione, maltrattamento, caccia, zoo, circhi, etc.), incendi, illeciti contro la pubblica Amministrazione.

La struttura è divisa in sezioni: incendi, inquinamento e rifiuti, bracconaggio, taglio illegale delle foreste, CITES (Convenzione che regolamenta il commercio internazionale di specie di flora e fauna in via di estinzione), maltrattamento animale, sicurezza in montagna, sicurezza agroalimentare e tecniche investigative mettendo in risalto gli strumenti di cui dispone lo Stato per combattere simili forme di illegalità.

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Sono grato all’Arma dei Carabinieri e al Bioparco di Roma per il lavoro fatto, in quanto la salvaguardia della biodiversità è una grande responsabilità per tutti” – afferma il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina – “l’accorpamento dei Forestali con i Carabinieri dimostra come lo Stato e le istituzioni possano crescere in professionalità“.

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 “Quello che l’Arma assume oggi è un impegno importante e prestigioso, che porteremo avanti con determinazione e nel migliore dei modi” – ha evidenziato il generale Del Sette – “un’ulteriore attestazione di come il lavoro iniziato con l’accorpamento del primo gennaio stia funzionando”.

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Il presidente Coccìa ha posto l’accento sull’alto valore educativo dell’iniziativa: “con  la realizzazione del Museo abbiamo rivolto una particolare attenzione ai fruitori finali, i bambini, affinché possano comprendere e conoscere da vicino le tematiche ambientali”.

IL PERCORSO DI VISITA

Il MACRI si sviluppa su circa 400 metri quadrati in cui sono stati ricreati numerosi contesti ambientali che rappresentano i fenomeni criminali e i danni prodotti sull’ambiente.

Il percorso è corredato da pannelli in italiano e inglese che offrono per ogni argomento una spiegazione chiara, arricchita da dati e curiosità.

Nell’area dedicata al tema dell’inquinamento ambientale e agli incendi sono presenti esemplari vivi di avocette (uccelli dal curioso becco all’insù), sovente vittime dell’inquinamento delle zone umide, e testuggini marginate, in rappresentanza di tutti gli animali vittime degli incendi boschivi.

Nella parte centrale della struttura si trovano le teche espositive dedicate alla CITES e contenenti, tra gli altri, esemplari imbalsamati, parti e prodotti derivati di animali, confiscati e custoditi dal Servizio CITES dei Carabinieri Forestali, che vengono esposti e mostrati al pubblico per la prima volta. I reperti provengono dalle innumerevoli operazioni di polizia giudiziaria effettuate dal personale del Sevizio CITES negli ultimi venti anni, sia sul territorio nazionale che internazionale. In prossimità delle teche sono illustrati i più importanti fenomeni criminali ai danni delle specie protette, obiettivo principale dell’attività di contrasto condotta dal Servizio attraverso i suoi uffici dislocati sul territorio e presso le dogane (traffico illegale di avorio, pelli e pellicce, trofei, medicina tradizionale, conchiglie, etc..). Altre teche sono dedicate al bracconaggio, al reato di maltrattamento animale, alle agromafie, agli inquinamenti, alla sicurezza in montagna col servizio METEOMONT, e contengono gli strumenti di cattura più utilizzati nella caccia illegale. Altre ancora espongono gli strumenti di cui dispone l’investigatore della natura nella sua attività di indagine, che vanno dalle tecniche di laboratorio forense al laboratorio mobile del CUTFAA Carabinieri, dal Metodo delle Evidenze Fisiche per l’individuazione del punto di innesco di un incendio boschivo, al criminal profiling, dalle tecniche di identificazione delle specie protette, alla collaborazione internazionale (Interpol, Europol, etc.). È inoltre presente una saletta audio-video dove sono proiettati filmati che spiegano le varie attività svolte dal CUTFAA Carabinieri a difesa degli ecosistemi.

Uno spazio è dedicato alla promozione della nuova rivista ambientale dell’Arma dei Carabinieri #Natura che tratta le tematiche della tutela della biodiversità, del paesaggio, del patrimonio culturale e della sicurezza agroalimentare.

Chiude il percorso un’area dedicata all’educazione – in cui sono presenti materiali didattici utilizzati dell’educazione ambientale e alla legalità – e ai bambini, che possono farsi fotografare posizionando il viso in corrispondenza di un foro, creato su una sagoma in forex, che ritrae, quasi a dimensioni naturali, l’investigatore della natura (ovvero l’immagine di un Carabiniere Forestale).

In diversi punti del Museo è inoltre possibile consultare in maniera interattiva un totem con touchscreen ed uno schermo, anch’esso tattile, mediante i quali visionare immagini, filmati e presentazioni afferenti ai diversi crimini ambientali e alle tematiche affrontate nel percorso di visita.

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© All rights reserved
Fonte: Arma dei Carabinieri - Immagini: Ph. Monica Palermo
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Intervento tempestivo dei militari dell’esercito nella metropolitana di Roma, rinvenuti due chili di marijuana

Straniero  bloccato  dai militari dell’Operazione Strade Sicure e arrestato dalla Polizia di Stato.

Militari dell'Operazione Strade Sicure con gli stupefacenti sequestrati (2)

Roma, 8 luglio 2017 – È accaduto nella tarda serata di giovedi, alla fermata metro C “Pigneto”, nel corso di un controllo da parte di personale dell’Esercito appartenente al raggruppamento Lazio-Umbria-Abruzzo, che opera sotto il comando della brigata Granatieri di Sardegna nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”.

All’uscita da un vagone della metropolitana l’atteggiamento elusivo di un cittadino extracomunitario che trasportava uno zaino ha attirato l’attenzione dei militari, in servizio presso il 1° Reggimento Granatieri, che vigilavano sulla banchina. I granatieri hanno approfondito il controllo e invitato il giovane ad aprire lo zaino, rinvenendo così  2,125 chili di marijuana.

Militari dell'Operazione Strade Sicure con gli stupefacenti sequestrati

Immediato l’intervento di una pattuglia di agenti della Polizia di Stato del commissariato di Castro Pretorio che, raccolta la segnalazione dei militari, hanno proceduto all’arresto e al sequestro della sostanza stupefacente. Condotto al commissariato di Trevi Viminale, il giovane, dopo gli accertamenti identificativi di rito, è stato trasferito presso il carcere di Regina Coeli in attesa di comparire dinanzi all’autorità giudiziaria.

Con la qualifica di agente di Pubblica Sicurezza, il personale dell’Esercito viene impiegato in sinergia con le Forze di Polizia nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, che ha avuto inizio il 4 agosto 2008 per la vigilanza dei siti sensibili, comprese le principali fermate della metropolitana della Capitale.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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