Archivi del giorno: maggio 6, 2016

Esercito: a 5 militari la medaglia al valore in occasione del 155° anniversario della costituzione EI

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Roma, 6 maggio 2016 – Si è celebrato il 3 maggio il 155° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. La cerimonia si è tenuta presso l’ippodromo militare Pietro Giannattasio di Tor di Quinto, alla presenza di autorità civili, militari e religiose.

Durante la celebrazione il capo di Stato Sergio Mattarella ha insignito 5 militari della medaglia al valore dell’esercito. Eccoli elencati di seguito.

155_ann_EI_MP_DSC_6536Tenente colonnello Raffaele Aruanno, di Bari, effettivo al Comando Operativo di Vertice Interforze. Per la sua missione svolta il 5 gennaio 2014 è stato insignito con la Medaglia d’Oro al Valor dell’Esercito, con la seguente motivazione: “Comandante di aeromobile, durante la fase di sbarco per l’infiltrazione di Forze Speciali italiane e afghane, veniva bersagliato da violento fuoco nemico. Con coraggio, lucidissima determinazione e a rischio della propria vita, si accertava in prima persona che nessuno dei militari sbarcati rimanesse sul terreno e manovrava il proprio elicottero, gravemente danneggiato, consentendo l’evacuazione dei feriti a bordo. Magnifica figura di pilota e Ufficiale che ha contribuito a dare lustro al Contingente nazionale e all’Esercito Italiano in un contesto di interforze e multinazionale”.

155_ann_EI_MP_DSC_6548Sergente Alessio Carducci di Viterbo effettivo al 3° Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali (REOS). Per la sua missione svolta il 5 gennaio 2014 è stato insignito con Medaglia d’Oro al Valor dell’Esercito, con la seguente motivazione: “Sottufficiale tecnico operatore di brodo in missione di volo per l’infiltrazione di Forze Speciali italiane e afghane, durante la fase di sbarco, subiva un attacco con armi portatili. Incurante dei proiettili che lo avevano appena lambito e di una copiosa e pericolosa perdita di olio idraulico che lo investiva in pieno sulla rampa, si esponeva a manifesto rischio della propria vita, trascinando fisicamente all’interno dell’elicottero i propri commilitoni. Mirabile esempio di Sottufficiale che ha tento alto il prestigio del contingente nazionale e dell’Esercito”.

155_ann_EI_MP_DSC_6558Caporale maggiore capo scelto Antonio Garzia, di Napoli, effettivo al 1° Reggimento AVES “Antares”. Per la sua missione svolta il 5 gennaio 2014 è stato insignito con la Medaglia Argento al Valor dell’Esercito, con la seguente motivazione: “Mitragliere di bordo di elicottero da trasporto, impiegato nell’operazione di infiltrazione delle Forze Speciali italiane afghane, nonostante l’aeromobile venisse bersagliato da pesante fuoco nemico, con coraggio e chiaro sprezzo del pericolo, forniva fuoco di copertura a protezione del lato sinistro del velivolo, mantenendo audacemente la posizione. Esperto militare che, esponendosi con il proprio temerario operato a manifesto rischio della vita, assicurava il reimbarco del personale dispiegato sul terreno, dimostrando altissima professionalità, ardimento e profondo attaccamento al dovere”.

155_ann_EI_MP_DSC_6569Capitano Fabio D’Andria della provincia di Potenza, effettivo al 4° Reggimento Genio Guastatori (Palermo). Per la sua missione svolta il 20 ottobre 2013 è stato insignito con la Medaglia di Bronzo al Valor dell’Esercito, con la seguente motivazione: “Comandante di Compagnia genio guastatori, nel corso di un pattugliamento congiunto con una unità dei   bersaglieri, a seguito di una imboscata reagiva efficacemente, coordinando il fuoco dei propri militari e mezzi e inibendo l’attacco diretto alle postazioni italiane. Con assoluto coraggio, disponeva i propri assetti sulla fronte e a tergo della colonna, consentendo all’intero dispositivo di riorganizzarsi e procedere in sicurezza all’esfiltrazione dall’area. Fulgida figura di Comandante che ha contribuito a dare ulteriore lustro e prestigio all’Esercito Italiano”. 

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Primo maresciallo luogotenente Davide Macrelli di Rimini, effettivo al 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”. Per la sua missione svolta il 22 settembre 2013 è stato insignito con la Medaglia di Bronzo al Valor dell’Esercito, con la seguente motivazione: “Sottufficiale del 9° Reggimento “Col Moschin”, alla testa di una aliquota di incursori italiani e di elementi delle Forze afghane, durante la bonifica di alcune abitazioni di un villaggio ove alcuni insorti si erano arroccati per sottrarsi alla cattura, con estremo coraggio dirigeva un’ardita ed efficace impresa mirata a contrastare la violenta reazione di fuoco degli ostili, contribuendo alla neutralizzazione della minaccia e alla cattura degli stessi. Magnifica figura di Sottufficiale che, con il suo pregevole operato, ha dato lustro alle Forze Speciali italiane nel contesto internazionale”.

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Fonte: Stato Maggiore dell'Esercito
Immagini: Ph. Monica Palermo
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Friuli 40 anni fa: un terremoto, molte le vittime, presenza dell’Esercito in aiuto alla popolazione

Udine, 6 maggio 2016 – Il 6 maggio 1976, un sisma del nono grado della scala Mercalli, con epicentro tra Gemona ed Artegna devastò un’area di circa 5500 chilometri quadrati tra le province di Udine e Pordenone:

Il bilancio sarà di 989 morti di cui 32 militari e 242 soldati feriti, 40000 sfollati, 20000 abitazioni distrutte e quasi 80000 danneggiate. L’intervento dell’Esercito fu immediato, di massa e soprattutto spontaneo: già dopo due ore dall’evento partirono le prime colonne di soccorsi e furono costituiti dei centri direzionali per la gestione delle attività. I militari si prodigarono giorno e notte senza risparmio di energia in interventi di recupero e sgombero feriti, tumulazione di salme, assistenza sanitaria e rifornimento viveri alle popolazioni colpite (distribuite oltre 70000 pasti al giorno)

La Forza Armata si trovò a fronteggiare un’emergenza di enormi proporzioni: furono allestite 17.872 tende per oltre 116.000 posti letto. Furono demoliti 2018 edifici pericolanti, effettuati 41 interventi con esplosivo per demolizione grandi manufatti; furono costruiti 118.000 mq. tra piazzali e strade, di 71 km di rete fognaria, 266 km di rete elettrica, 200 km di rete idrica, 110 km di marciapiedi e passaggi pedonali ripristinati 314 km di viabilità ricostruiti 8 ponti e oltre 1.800.000 mc. di macerie e 540 mc. di frane rimossi. L’intervento coinvolse in totale 14.144 soldati dell’Esercito, furono distribuiti 64 tonnellate di medicinali, 2.616 automezzi, 54 cucine da campo, 60 serbatoi d’acqua, e ben 64 elicotteri che furono utilizzati affinché interi agglomerati urbani non rimanessero isolati soprattutto dell’alta Carnia assicurando il necessario supporto logistico e morale agli sfollati. La popolazione friulana fu assistita anche dopo il sisma: i militari furono impiegati per coadiuvare i contadini nel lavoro dei campi per permettere alle economie colpite dalla catastrofe di ripartire.

L’intervento dell’Esercito in soccorso alla popolazione friuliana rappresentò e rappresenta il prodomo della nascita della protezione civile che da quelle macerie ebbe origine grazie all’opera del commissario straordinario per l’emergenza, Giuseppe Zamberletti.

Da non dimenticare il contributo e il supporto dato dalle forze armate straniere: svizzeri, tedeschi, austriaci, francesi, americani e canadesi di cui va ricordato il capitano pilota Ronald Mc Bride che durante un’operazione di soccorso precipitò con l’elicottero nella valle del torrente Leale nel comune di Trasaghis.

Nel suo intervento di soccorso alle popolazioni l’Esercito fu coadiuvato da assetti dell’Aeronautica Militare che assicurò il ponte aereo e della Marina Militare con due ospedali da campo e i rifornimenti via mare.

I cittadini non hanno mai dimenticato il contributo offerto dagli uomini con le stellette. “Il Friuli ringrazia e non dimentica” è il sentimento ancora presente e radicato in chi ha vissuto quei terribili momenti che nella tragedia hanno rinsaldato in maniera indissolubile il sentimento di profondo rispetto e fiducia della popolazione dei confronti delle Forze Armate.  Indimenticabile, qualche mese dopo il terremoto, la frase di uno studente di Gemona che sul suo quaderno aveva appuntato la seguente frase:  “io, quando viene il terremoto vado nella tenda dei militari così io, non ho più paura..”

L’Esercito per tenere vivo la memoria di quanti perirono in quell’immane tragedia e per trasmetterla alle nuove generazioni, ha lanciato, da giorni, sul suo sito web (www.esercito.difesa.it) un’iniziativa dal titolo “1976-2016: a 40 anni dal terremoto, il Friuli ricorda l’intervento dell’Esercito Italiano” dove chiunque puoi lasciare una testimonianza, una foto, un semplice pensiero e un ricordo di quei giorni pieni di umanità e di dolore.  (friuli1976.esercito@gmail.com)

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Fonte e immagine: Stato Maggiore dell'Esercito
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Ha preso il via il 29° Raduno Nazionale Artiglieri d’Italia con la consegna del medagliere dell’Arma

 

Conferenza stampa 5 maggio - Ph. Maurizio Bossi

Conferenza stampa 5 maggio – Ph. Maurizio Bossi

Darfo Boario Terme (BS), 6 maggio 2016 – La città di Darfo Boario Terme ha dato il benvenuto ufficiale agli Artiglieri d’Italia. Con la consegna del Medagliere dell’Arma al sindaco Mondini, si è avuto il primo atto ufficiale del XXIX Raduno Nazionale, alla presenza del presidente A.N.Art.I. generale Rocco Viglietta, del sindaco Ezio Mondini, del delegato regionale A.N.Art.I. Giordano Pochintesta, del colonnello Carmine Citarella, comandante del centro documentale di Brescia, e il tenente colonnello Ilario Zani, in rappresentanza del Comando Militare della Lombardia.

Il generale Viglietta, presidente nazionale, ha espresso il suo ringraziamento agli enti locali, per l’accoglienza e il sostegno ricevuti durante il lavoro di preparazione del Raduno, che, spiega “è un momento importante per rinnovare quello spirito di appartenenza all’Arma Artiglieria, che ha saputo scrivere pagine importanti della Storia nazionale. È importante essere a Darfo Boario Terme, poiché segna il ritorno in Lombardia, ma anche il ritorno dell’Artiglieria sulle cime dell’Adamello, che furono teatro di tante battaglie nel corso della Grande Guerra, e di tanti episodi di eroismo. Essere qui, a cento anni di distanza, è un modo per mantenere intatti quei valori di amor di Patria e di cameratismo, che ancora oggi si lavora per trasmettere alle giovani generazioni. Lavoro che passa anche attraverso momenti come il Raduno, il cui ricco programma è stato pensato per favorire al massimo grado l’incontro fra cittadini e Forze Armate, attraverso momenti di condivisione della memoria storica e di visite del territorio“.

Riprendendo le parole del generale, è intervenuto il sindaco della Città di Darfo Boario Terme, Ezio Mondini, il quale ha ricordato che “…in questo Raduno celebriamo la memoria, fondamento del presente e del futuro per rinnovare il processo vitale di crescita civile e sociale nato dalla solidarietà e dalla integrazione. Oggi, tutti noi, siamo chiamati a preservare, con responsabilità e coesione, gli irrinunciabili e vitali valori della libertà, dei diritti, della partecipazione”. Citando, poi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Sindaco ha continuato “…non dobbiamo avere paura della verità, perché senza la verità, senza la ricerca storica, la memoria sarebbe destinata ad impallidire e le celebrazioni rischierebbero di divenire un esercizio retorico. L’augurio, per tutti noi, è, quindi, di vivere questo Raduno come occasione di memoria e riflessione, nella gioia dell’incontro, all’insegna dell’amicizia.”

Nelle parole del delegato regionale A.N.Art.I. dottor Giordano Pochintesta, “Ogni ricorrenza associativa, come quella di un Raduno Nazionale, ci induce sempre a riflettere sulla nostra storia, facendoci tracciare una linea immaginaria che, partendo dai nostri giorni, ci trasporti, inevitabilmente, a quelle vicende del passato che, sublimate dal dolore, sono diventate, per le generazioni successive, una grande fonte di speranza”.

Il presidente della comunità montana e del BIM, Oliviero Valzelli, esprime “l’auspicio che questo Raduno offra occasioni di incontro e di confronto per ricordare le esperienze vissute e la storia scritta sulle montagne camune, in un’atmosfera di sincera amicizia, all’insegna della solidarietà”. Il presidente Valzelli continua sottolineando l’importanza di “tradurre e trasmettere, nei linguaggi vicini alle nuove generazioni, il grande patrimonio culturale che ci permette di rintracciare le radici personali all’interno delle testimonianze del passato e di costruire efficaci percorsi che giungano alla pace attraverso la tolleranza, il rispetto, la generosità. Valori che hanno sempre contraddistinto il nostro popolo”.

Fra gli appuntamenti di ieri le conferenze del pomeriggio presso la Casa della Memoria, “I forti della Grande Guerra”, del dott. Leonardo Malatesta, e “La guerra bianca in Adamello”, del presidente del Museo della Guerra Bianca in Adamello, sig. Walter Belotti. Oggi venerdì 6, gli omaggi ai Caduti nei comuni di Edolo e Temù, e sul Passo del Tonale. Il raduno entrerà nel vivo domani sabato 7, con l’inaugurazione della targa ricordo del XXIX Raduno nazionale presso il Museo degli Alpini. Nel pomeriggio, presso il Santuario della Madonna delle Nevi, si potrà assistere alla Santa Messa, celebrata dal vescovo ordinario militare per l’Italia, S. E. mons. Santo Marcianò, a suffragio dei Caduti di tutte le guerre.

Domenica 8, il Raduno vedrà il clou, con la cerimonia militare alla Stadio, dove renderà gli Onori una Batteria formata da un plotone del 121° rgt. Artiglieria c/a, e un plotone del rgt. Artiglieria a Cavallo “Voloire”, e saranno presenti le rappresentanze di altre Forze Armate e corpi militari, le associazioni d’Arma ospiti, e le autorità militari. Seguirà la tradizionale sfilata per le vie cittadine, ideale “abbraccio” fra popolazione civile e militari. Dopo il Rancio dell’Artigliere, l’Ammainabandiera segnerà al solenne conclusione del Raduno.

A conferire alla manifestazione un carattere internazionale, la presenza della Féderation National d’Artillerie francese, della delegazione ANArtI di Melbourne, e di rappresentanze associative austriache, svizzere e spagnole, per rafforzare la fratellanza d’armi e lo spirito di cameratismo in un’Europa fondata sulla pace.

Così il generale Viglietta in conclusione del suo intervento: “Fedeli al motto scelto per il XXIX Raduno ‘La memoria del passato ci guida al futuro’, sono certo che sapremo dare tutti una concreta dimostrazione ai più giovani del rispetto che nutriamo verso chi ci ha preceduto e si è battuto anche su queste terre, invitandoli a seguirci nell’attaccamento alle tradizioni e nel rispetto per le Istituzioni nazionali”.

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Fonte: ANArtI - Immagine: Ph. Maurizio Bossi
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