Archivi del giorno: novembre 18, 2015

Il prefetto di Pesaro e Urbino nominato socio simpatizzante dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri

 

Pesaro e Urbino, 18 novembre 2015 – Oggi il prefetto di Pesaro, dott. Luigi Pizzi, nel corso di un incontro tenutosi presso la sede della prefettura, ha ricevuto dall’ispettore regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri Marche, generale Tito Baldo Honorati, la tessera di “Socio Simpatizzante”. I rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri (ANC) hanno voluto anche donare al neo socio una raffigurazione in metallo della famosa carica di Pastrengo e il crest dell’associazione.

Al termine della breve cerimonia, l’autorità ha rivolto un sentito ringraziamento all’ispettore regionale ed ai rappresentanti dei circa 500 appartenenti all’Arma in congedo, nei confronti dei quali ha espresso la propria simpatia, oltre che sentimenti di orgoglio per la “nomina” e di condivisione dei valori propri da sempre dell’associazione.

Prima di concludere il prefetto Pizzi ha altresì rinnovato la stima verso l’Istituzione e l’apprezzamento per il lavoro svolto, rivolgendosi direttamente al comandante della legione “Marche” di Ancona, generale di brigata Marco Mochi, al comandante provinciale, tenente colonnello Marco Filoni, al comandante del reparto operativo,tenente colonnello Antonio Sommese, presenti alla cerimonia unitamente al numeroso personale in servizio ed in congedo dell’Arma della provincia.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
(Nucleo Informativo Cdo Prov. Pesaro e Urbino)

Polizia presenta il volume “Giuseppe Dosi. Il Poliziotto artista che inventò l’Interpol italiana”

Roma, 18 novembre 2015 – E’ stato presentato questa mattina presso la Scuola Superiore di Polizia  il libro “Giuseppe Dosi. Il Poliziotto artista che inventò l’Interpol italiana” a cura del Primo Dirigente della Polizia di Stato dott. Raffaele Camposano dedicato alla biografia di Giuseppe Dosi.

Giuseppe Dosi nacque a Roma il 18 dicembre 1891. Tentò giovanissimo la strada dell’arte, avvicinandosi al mondo del teatro, prima come attore e poi come sceneggiatore. Nel 1912 fu assunto come alunno delegato di P.S., ottenendo ben presto importanti incarichi anche in ambito internazionale. Per le sue doti di detective e per la sua proverbiale abilità nei travestimenti (ideò il cd. fregolismo detectivistico), fu incaricato di seguire molte indagini tra cui quelle riguardanti gli efferati delitti di alcune bambine, avvenuti a Roma tra il 1924 ed il 1927, dei quali fu accusato ingiustamente Gino Girolimoni.

Convinto assertore dell’innocenza di quest’ultimo, Dosi si ostinò a cercare altrove il vero colpevole, indisponendo i suoi superiori e provocando l’ostilità dei vertici del regime.

Trasferito fuori Roma, fu per un periodo sospeso. Considerato un soggetto pericoloso, fu dispensato dal servizio, arrestato e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli per poi essere recluso, fino al 1941, nel Manicomio Criminale di S. Maria della Pietà di Roma.

Dopo la liberazione di Roma del 4 giugno del 1944, su sua iniziativa, recuperò dalle fiamme ciò che restava dell’archivio della prigione delle SS di via Tasso, mettendolo a disposizione del Comando Alleato.

Assunto come Special investigator nel Counter Intelligence Corp (Cic), sarà il testimone d’accusa in molti dei processi per crimini di guerra commessi dai nazifascisti durante l’occupazione della Capitale. Nel 1946 fu decorato della Medal of Freedom. Reintegrato nell’amministrazione della P.S., fu nominato direttore dell’ufficio centrale di Polizia Criminale Internazionale che nel novembre del 1946 aderì alla Commission International de Police Criminelle/International Criminal Police Commission (C.I.P.C./I.C.P.C).

A Dosi si deve l’ideazione della sigla telegrafica Interpol. Come direttore della Interpol italiana si occupò di numerose problematiche di polizia internazionale. Di alcune di esse si fece portavoce anche come rappresentante dell’Italia all’ONU.

Nell’ottobre 1954 gli fu affidata l’organizzazione a Roma della XXIII Assemblea Generale dell’Interpol cui parteciparono 55 delegazioni di Polizia estere. Nel febbraio del 1956 fu posto in congedo da Questore per raggiunti limiti di età. Infaticabile

Anche dopo il collocamento a riposo, si occupò di investigazioni, fondando la Dosi Inchieste speciali. E’ deceduto nel 1981.

Il libro sarà scaricabile dalle prossime  settimane dal sito www.poliziadistato.it

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Fonte e immagini: Polizia di Stato


Fano: italiano si fingeva funzionario d’ambasciata per raccogliere fondi illecitamente. Polizia lo arresta

 

Pesaro e Urbino, 18 novembre 2015 – La Polizia di Stato di Pesaro e Urbino, in collaborazione con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale, ha arrestato un 39enne italiano residente a Fano, ritenuto responsabile dei reati di truffa e sostituzione di persona.

L’arrestato, che deteneva un tesserino e di una placca metallica falsi allo scopo di simulare l’appartenenza alla Forze dell’Ordine, accreditandosi quale “Commissario di Polizia” in servizio presso l’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito a Londra, con una lettera a firma dell’Ambasciatore, rivelatasi falsa, si fingeva incaricato della raccolta fondi, in favore della famiglia di un altro appartenente alla Polizia di Stato, anche questo in servizio presso l’Ambasciata, la cui figlia minore si sarebbe dovuta sottoporre ad un urgentissimo e costoso intervento chirurgico da effettuarsi negli Stati Uniti d’America, a causa di grave malformazione cardiaca.

Gli investigatori della Squadra Mobile hanno accertato che con le stesse modalità, il soggetto aveva già truffato nel pesarese somme per alcune centinaia di euro e si apprestava a consumare analoghe truffe, tra cui una per un importo complessivo di 20.000 Euro.

Pochi giorni fa una delle persone contattate dal truffatore, ritenendo anomala tale procedura di raccolta fondi, contattava l’Esperto per la Sicurezza dello SCIP presso l’Ambasciata italiana a Londra, il quale immediatamente attivava l’intervento dello SCIP e della Questura di Pesaro.

Attualmente l’indagato è agli arresti domiciliari e sono in corso ulteriori accertamenti per  verificare l’eventuale consumazione di altre truffe, realizzate con le medesime modalità.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato

 


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