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Archivi del giorno: settembre 29, 2015

La Marina Militare al 55° salone nautico di Genova presenta il calendario 2016

Genova, 29 settembre 2015 – Dal 30 settembre al 05 ottobre la Marina Militare sarà presente a Genova alla 55ª edizione del Salone Nautico con assetti del tutto innovativi. Nello spazio espositivo dedicato alla Forza Armata saranno presenti, il Centro Mobile Informativo, mezzo altamente tecnologico adibito a mostra itinerante e uno stand espositivo, che al suo interno ospiterà il simulatore di plancia della fregata multiruolo Carlo Bergamini.

Giovedì 01 ottobre  alle ore 14.30, presso il Teatro del mare, verrà presentato il calendario 2016 della Marina Militare alla presenza del capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Si tratta di un’opera dedicata al mare e interamente realizzata dal personale della Marina: le navi, i sommergibili, gli elicotteri, gli aerei e le profondità del mare nostrum ma anche il mare dei sentimenti, delle passioni, delle speranze e della solidarietà. Un album corale, costruito sugli scatti inviati da chi il mare lo vive davvero: i nostri marinai che intrappolano attimi della propria vita e la restituiscono in una narrazione visiva in prima persona; ciò che resta dopo averlo sfogliato fino all’ultima pagina non è la singola foto è la Marina Militare e il suo ambiente naturale: i marinai, le navi e il mare.

Per l’intero periodo la nave scuola a vela d’epoca Capricia sosterà nel porto di Genova, all’interno del Salone Nautico. La presenza dell’Unità ha lo scopo di offrire un’occasione per conoscere la realtà delle barche a vela della Marina Militare nell’ambito dell’annuale appuntamento nautico.

Il calendario 2016 Marina Militare può già essere prenotato nella Home Page del sito Internet della Forza Armata www.marina.difesa.it.

Nave Capricia

Nave Capricia è un’imbarcazione a vela d’epoca, armata Yawl, costruita nei cantieri Bengt-Plym, in Svezia, su disegno del famoso studio di progettazione Sparkman & Stephens di New York, ideata per competere nelle regate oceaniche d’altura secondo la formula R.O.R.C.. 

Nel 1971 venne acquistata dall’avvocato Giovanni Agnelli,  che la tenne come sua barca personale fino al 1993 quando decise di donarla alla Marina Militare.

Da allora viene impiegata in attività di campagne addestrative a favore degli allievi ufficiali della Marina Militare, campagne di sensibilizzazione per il rispetto dell’ambiente e la diffusione di un’educazione marinara volta al rispetto e alla valorizzazione del mare, partecipando nel contempo alle regate di vele d’epoca del Circuito AIVE (Associazione Italiana Vele d’Epoca).

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Fonte e immagine: Marina Militare
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Corea: VI giochi mondiali militari, la delegazione italiana in partenza

Corea, 29 settembre 2015 – La delegazione italiana che parteciperà ai Giochi Mondiali Militari (GMM) è decollata oggi alla volta della Corea, paese ospitante di questa sesta edizione.

Gli 81 atleti italiani si confronteranno in 13 diverse discipline olimpiche e paralimpiche con oltre 4500 atleti, provenienti da più di 100 nazioni, in questo importante evento, organizzato dal Consiglio Internazionale dello Sport Militare (CISM), che vede nello sport un fattore fondamentale per la crescita di valori quali la vicinanza e l’amicizia tra i popoli. Il motto del Consiglio infatti, è “amicizia attraverso lo sport”.

Gli atleti italiani, di livello internazionale ed olimpico, in forza ai Gruppi Sportivi di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza, avranno il compito di portare in alto il Tricolore come hanno ben fatto gli atleti nelle precedenti edizioni.

Particolare attenzione sarà dedicata agli atleti paralimpici, novità assoluta di questa edizione: l’Italia porterà in gara 4 atleti con disabilità, di cui una donna, che gareggeranno nell’atletica e nel tiro con l’arco.

La cerimonia di apertura si terrà il 2 ottobre nella città di Mungyeong (Corea).

A tutti i 118 componenti della delegazione italiana, tra atleti, staff tecnico e dirigenti accompagnatori, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha inviato un  sentito “Forza ragazzi!”. “ I gruppi sportivi militari – ha aggiunto – sono un’eccellenza non solo per lo sport italiano ma per tutte le Forze Armate che in essi coniugano: impegno, spirito di sacrificio e preparazione fisica”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa

 


“Dalla Sicilia a El Alamein” il nuovo libro di Carlo Palermo, intervista all’autore

di Monica Palermo

Agrigento, 29 settembre 2015 – È uscito in libreria a luglio 2015 il volume Dalla Sicilia a El Alamein, (Edizioni Momenti), dello storico Carlo Palermo, nato ad Agrigento, classe ’66, laureato in legge e scienze politiche, appassionato studioso di storia militare, bibliotecario del comune di Realmonte (AG). E’ un volume di circa cento pagine con foto d’epoca di Ribera, la cittadina agrigentina natale di Emanuele e di Francesco Crispi, con foto d’epoca dei bersaglieri in Libia, e foto del sacrario e del loculo dove riposa Emanuele Macaluso.

Lo abbiamo intervistato.

Dott. Palermo ci parli di lei, di come è nata questa sua passione per la storia.

Ho un curriculm scolastico normale: scuole superiori, università, con la passione per la storia militare. Ho letto molto Petacco, De Felice,ecc. Come narrativa storica: Bedeschi, Dominioni, Rigoni Stern ed altri reduci. Ho letto libri acquistati presso l’ufficio storico Esercito italiano. Insomma ho letto tanto e ho 35 anni alle spalle di studi storici. Il primo libro che ho letto è stato “La pista della volpe” di David Irving, avevo solo 12 anni. Ho libri scritti da Rommel, Guderian ecc. Per anni ho ascoltato i racconti dei reduci di guerra. La storia è stata una passione che ho coltivato fin da bambino. Ero curioso di conoscere la vita dei grandi condottieri del passato come Annibale, Cesare, Napoleone, ecc. mi appassionavano i racconti dei reduci di guerra, stavo ore intere ad ascoltarli.

Come mai questo suo interesse per El Alamein?

Una volta un reduce di Alamein mi ha raccontato di aver conosciuto personalmente il generale Rommel. Sono rimasto affascinato dalla figura di questo condottiero tedesco, abile e astuto, che aveva fatto ammattire le truppe inglesi nel deserto africano. Da lì sono iniziate le mie ricerche sulla guerra nel deserto.

Come è nata l’idea di questo libro?

Con la lettura del libro “Alamein” scritto dal colonnello Paolo Caccia Dominioni, dove l’autore racconta l’episodio, avvenuto nel 1954, del ritrovamento della salma di Emanuele Macaluso, siciliano di Ribera (AG), bersagliere dell’8° reggimento bersaglieri divisione Ariete, morto ai primi di luglio durante la prima battaglia di Alamein. Questo fatto mi ha incuriosito, si trattava di un soldato nato nella cittadina agrigentina, non molto distante dal luogo dove abito io, circa una ventina di chilometri. Da allora ho avuto in mente sempre l’idea di andare ad Alamein a rendere omaggio ad Emanuele e conoscere la sua vicenda umana.

Quanto tempo ha impiegato per scrivere Dalla Sicilia a El Alamein?

Ho impiegato due anni tra ricerche, testimonianze e stesura della bozza. Attività svolta sempre nei momenti e nei giorni liberi.

E’ mai stato ad Alamein?

Si, ci sono stato. Sono stato più volte ad Alamein perché socio di ARIDO (Associazione Ricercatori Indipendenti Deserto Occidentale), Un’associazione di ricercatori storici che si occupano delle ricerche sulla battaglia di El Alamein.

La prima volta ci sono andato con i parà della Folgore in congedo. Lì ho conosciuto il leone della Folgore Santo Pelliccia.

Durante i miei viaggi a El Alamein ho visitato l’antica linea del fronte e il sacrario militare italiano. Quando sono entrato in quel “Olimpo degli Eroi” ho provato una forte emozione. Lì c’erano 5000 ragazzi che ci aspettavano, che mi hanno insegnato e ci insegnano tuttora, a tutti noi italiani, come si serve veramente l’Italia.

Per la prima volta in vita mia mi sono sentito orgoglioso di essere italiano. Una volta entrato, come se fossi guidato da una mano, da un’entità, non so spiegarlo bene, mi sono ritrovato davanti al loculo dove riposano i resti del bersagliere Emanuele Macaluso e istintivamente ho detto: “caro Emanuele, finalmente sono venuto a trovarti”.

Ma chi era il bersagliere Emanuele Macaluso?

Il bersagliere Emanuele Macaluso era un ragazzo sveglio ed intelligente, educato secondo i valori di una volta, “Dio, Patria, famiglia”, e i canoni rigidi delle famiglie siciliane del secolo scorso. Allo scoppio della guerra aveva rinunciato agli studi universitari per poter servire la Patria in armi. Sul fronte africano, col suo reggimento, aveva partecipato alle operazioni militari che vanno dal novembre del 41 fino al 6 luglio 1942, giorno della sua morte, comportandosi da vero bersagliere. Un testimone oculare ha raccontato che, Emanuele, assieme a pochi altri bersaglieri, si mimetizzava su un telo ricoperto di sabbia e al passaggio di un carro armato inglese, agganciava una mina sotto il mezzo nemico.

Ideali, senso del dovere, amore per la Patria, cosa rappresentano per lei? Al giorno d’oggi esistono ancora?

A mio avviso questi ideali sono i pilastri fondamentali di una nazione. Quando un popolo non crede più a questi valori è destinato alla deriva. Fortunatamente in Italia c’è tanta gente onesta, che però ha bisogno di certezze da chi guida la nostra nazione. Ci sono tanti cittadini italiani che servono l’Italia in armi e non, con abnegazione e professionalità. Dobbiamo prendere esempio da loro e fare bene ognuno la nostra parte.

Può farci un’anticipazione sul prossimo libro che scriverà?

Ho dei progetti in cantiere ma è presto per parlare di un prossimo libro.

Il libro si puo acquistare tramite librerie interne Ibs, Amazon. Oppure rivolgendosi alla Casa Editrice edizioni Momenti, di Ribera (AG).

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