Archivi del giorno: luglio 11, 2015

Padova: la Difesa al campionato italiano di para-archery

Ten. Col. Roberto Punzo del GSPD con il presidente della FITARCO, Mario Scarzella

Ten. Col. Roberto Punzo del GSPD con il presidente della FITARCO, Mario Scarzella

Padova, 11 luglio 2015 – Il Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD) consegue un altro significativo risultato nella promozione dell’attività sportiva per il personale della Difesa con disabilità, partecipando ufficialmente per la prima volta ai campionati italiani di para-archery, sulla distanza dei 70 metri.

A Padova, infatti, è iniziato questa mattina il XXVIII campionato italiano organizzato dalla Federazione Italiana Tiro con l’Arco (FITARCO) e il GSPD è presente con i suoi colori, a testimonianza concreta e fattiva della determinazione della Forze Armate a proseguire nella valorizzazione dello sport paralimpico, quale modo di pensare e di agire per la crescita della cultura della difesa e delle crescita sociale delle persone con disabilità.

Si tratta di una sfida culturale e sociale che il Ministro e lo Stato Maggiore della Difesa, in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), stanno portando avanti per il bene della comunità nazionale, sulla base di protocolli di intesa siglati a partire dal dicembre 2013, coerentemente ai valori che ispirano le Forze Armate, parte integrante della società civile italiana.

Il Ten. Col. Roberto Punzo del GSPD con la medaglia d'oro nel tiro con l'arco alle Paralimpiadi di Londra 2012, Oscar De Pellegrin.

Il Ten. Col. Roberto Punzo del GSPD con la medaglia d’oro nel tiro con l’arco alle Paralimpiadi di Londra 2012, Oscar De Pellegrin.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa

Herat, Afghanistan: brigata Julia e Confartigianato Udine per la formazione di nuovi artigiani

Brigata Julia e Confartigianato Udine per la formazione di nuovi artigiani ad Herat

Brigata Julia e Confartigianato Udine per la formazione di nuovi artigiani ad Herat

Herat, 11 luglio 2015 – La brigata alpina JULIA e la Confartigianato di Udine hanno presentato ieri un progetto di cooperazione che prevede lo svolgimento di alcuni corsi di formazione di base per artigiani a favore dei lavoratori afghani.

Un iniziativa che è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa, indetta dalla stessa Confartigianato a Udine, che ha visto il generale di brigata Michele Risi, comandante del TAACW – Train Advise Assist Command West, collegato in video conferenza con il dott. Tilatti, presidente dell’associazione friulana.

I corsi si svolgeranno presso la base italiana di Camp Area per riqualificare e facilitare il reinserimento nel tessuto socio-economico locale dei lavoratori afghani. Le attività didattiche e pratiche vedranno impegnati nel mese di agosto, in qualità di docenti, alcuni artigiani facenti parte della Confartigianato di Udine che insieme agli alpini della Brigata Julia condurranno dei corsi di falegnameria ed idraulica per il personale maschile e di estetica e parrucchiera per il personale femminile.

Il gen Risi con il governatore della provincia di Herat Mr Rahimi

Il gen Risi con il governatore della provincia di Herat Mr Rahimi

Questo progetto sostenuto dal governatore di Herat, dott. Rahimi, è inserito in un progetto di più ampio respiro volto a riqualificare e rivitalizzare l’economia della provincia partendo dalle imprese artigianali. In tale ottica nei mesi scorsi nella città di Herat si sono tenute alcune manifestazioni quali la Fiera dei Prodotti Locali e la Fiera del Lavoro dove centinaia di imprenditori hanno avuto la possibilità di mettersi in contatto con il lavoratori locali per discutere sulla apertura di nuove attività.

Il gen Risi con la direttrice del Department of Women Affairs di Herat Mrs Jamshidi

Il gen Risi con la direttrice del Department of Women Affairs di Herat Mrs Jamshidi

Dal gennaio 2015, la NATO ha cambiato la missione in Afghanistan trasformandola da una missione in cui le forze della coalizione concorrevano attivamente alla sicurezza ad una missione RS – Resolute Support, in cui le forze armate afghane sono le uniche responsabili della sicurezza del loro Paese mentre quelle della coalizione, tra cui il contingente italiano, mantengono il compito di assistenza all’Esercito ed alla Polizia Afghana.

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa

Bosnia, aeronautica militare: commemorazione dei Caduti del “Lyra 34”

La Presidente della Camera dei Deputati ha reso omaggio ai Caduti dell’Aeronautica Militare

Le autorità intervenute durante l'esecuzione degli inni nazionali

Le autorità intervenute durante l’esecuzione degli inni nazionali

Sarajevo, 11 luglio 2015 – Su una cima del monte Zec, ad ovest di Sarajevo, si è svolta il 9 luglio la cerimonia di deposizione delle corone di fiori al monumento alla memoria degli aviatori del Lyra34 dell’Aeronautica Militare, che caddero il 3 settembre del 1992 durante il conflitto in Bosnia Erzegovina (BiH). 

La cerimonia è stata presenziata dalla Presidente della Camera dei Deputati,  on. Laura Boldrini, accompagnata dall’ambasciatore d’Italia a Sarajevo, dott. Ruggero Corrias, insieme al Ministro della Difesa BiH, Marina Pendeš. Hanno partecipato, inoltre, l’addetto militare presso l’Ambasciata d’Italia a Belgrado, colonnello E.I. Paolo Pappalardo ed il SNR ITA (Senior National Representative) accompagnato dalla delegazione italiana impegnata nella missione Operation ALTHEA presso EUFOR HQ (European Union Force HeadQuarters) in Sarajevo di Camp Butmir BiH (Bosnia Erzegovina).

Il Monumento ai Caduti del Lyra34

Il monumento ai caduti del Lyra34

L’iscrizione, incisa nel granito del monumento a lettere cubitali, recita: “In memoria di Marco Betti, Marco Rigliaco, Giuseppe Buttaglieri e Giuliano Velardi Medaglie d’Oro al Valor Militare, Caduti perché vivano gli altri – Cieli BiH, 3 settembre 1992” e continuando, trascritto anche in lingua bosniaca-croata e serba: “La 46 ma Brigata Aerea, nel solco di un’eroica tradizione di guerra e pace, consacrata dal sacrificio degli equipaggi caduti nell’adempimento del dovere, ha scritto pagine di storie che costituiscono glorioso patrimonio di virtu’ militari che hanno dato lustro e prestigio all’Aeronautica Militare e all’Italia”.

IL velivolo G-222 della 46^ Brigata Aerea di Pisa, il Lyra 34, che trasportava aiuti umanitari destinati alla popolazione di Sarajevo sotto assedio, venne colpito da due missili terra-aria nei pressi della cima del Monte Zec dove persero la vita i due ufficiali ed i due marescialli.

La Presidente della Camera rende omaggio insieme ai medagliati

La Presidente della Camera rende omaggio insieme ai medagliati

Il contingente italiano a Camp Butmir Sarajevo, arrivato nel dicembre del 1995 con la forza di pace a guida Nato (IFOR/SFOR) per far applicare l’accordo di pace di Dayton, dal dicembre 2004 è stato ridotto significativamente, continuando ad operare nell’ambito della Forza europea di ricostruzione e stabilizzazione, EUFOR. L’Italia è presente con alcuni ufficiali e sottufficiali dell’Esercito e dell’Aeronautica militare sia nel comando dell’EUFOR sia nel quartier generale della NATO di Sarajevo. L’operazione EUFOR Althea in Bosnia Erzegovina, permette di migliorare  costantemente il livello di sicurezza generale, grazie anche al contributo dei militari italiani, avviando il Paese verso l’integrazione europea ed euro-atlantica.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa

Kosovo: gli italiani consegnano i materiali per la costruzione di una strada a Goradzeva

Arrivo nel villaggio di Goradzevac

Arrivo nel villaggio di Goradzevac

Pec/Peja, 11 luglio 2015 – Il contingente militare italiano su base 132° Reggimento Carri, di Cordenons (PN), inquadrato nel Multinational Battle Group West di KFOR, ha donato i materiali necessari al ripristino e alla messa in sicurezza di una strada a Goradzevac, villaggio a maggioranza serba nella municipalità di Pec/Peja. L’opera ha lo scopo di migliorare i collegamenti tra la zona agricola e la rete viaria principale, ed è stata finanziata dalla cooperazione civile – militare CIMIC.

Alla cerimonia di donazione oltre al comandante del Multinational Battle Group West, colonnello Ciro Forte e al sindaco e vicesindaco di Pec/Peja,  rappresentanti delle due principali comunità etniche del Kosovo, ha preso parte anche il comandante di KFOR, generale di divisione Francesco Paolo Figliuolo.

Il generale Figiuolo e il vicesindaco Petrovic

Il generale Figiuolo e il vicesindaco Petrovic

Il colonnello Forte ha sottolineato l’impegno italiano nel finanziamento del progetto, che si inserisce in un più vasto programma di attività che il Multinational Battle Group West porterà avanti nei prossimi mesi. I lavori permetteranno una maggiore mobilità agli abitanti di Goradzevac, agevolando l’accesso alle zone agricole adiacenti, con un potenziale incremento delle attività produttive. Faciliterà inoltre l’azione delle pattuglie della Kosovo Police e della KFOR, impegnate quotidianamente nel mantenimento di un ambiente stabile e sicuro e della libertà di movimento in tutto il Kosovo.

A margine della cerimonia, parlando con i giornalisti presenti, il COMKFOR ha sottolineato come “l’attività odierna è la testimonianza delle migliorate capacità di collaborazione tra le comunità del Kosovo. KFOR – ha continuato il generale Figliuolo – è sempre pronta a sostenere tali iniziative per migliorare le condizioni di vita della popolazione indipendentemente dalla appartenenza etnica o religiosa”.

Donazione alla casa famiglia di Klina

Donazione alla casa famiglia di Klina

Il progetto si presenta particolarmente innovativo poiché prevede che i lavori di ripristino vengano svolti autonomamente dalla comunità locale, con l’idea di far percepire maggiormente l’opera come patrimonio di tutto il villaggio. Per il Multinational Battle Group West la stretta cooperazione con gli abitanti permette di concentrare gli sforzi solo sull’approvvigionamento delle materie prime, conservando preziose risorse da utilizzare in futuro in ulteriori iniziative a favore delle popolazioni locali.

Due giorni fa il contingente italiano ha effettuato un’altra donazione a favore della “Caritas Umbria – Missione in Kosovo”.  Scaffalature, materiale d’arredo, stufe da esterni, materiale informatico e strumentazione elettronica, è stato consegnato ad una casa – famiglia nella municipalità di Klina in cui da 12 anni vivono 30 bambini,  a stretto contatto con i volontari italiani.

Il generale Figliuolo consegna un dono al sig. Petrovic

Il generale Figliuolo consegna un dono al sig. Petrovic

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Kosovo

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