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Archivi del giorno: gennaio 10, 2015

Polizia: la storia del NOCS, come interviene, come avvengono le selezioni

NOCS

NOCS

Il NOCS (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) è un gruppo speciale della Polizia di Stato addestrato per portare a termine operazioni ad alto rischio, come la liberazione di ostaggi, le irruzioni in ogni ambiente per la cattura di criminali e terroristi, la protezione di alte personalità istituzionali italiane in particolari situazioni di pericolo e la tutela di personalità straniere in visita in Italia.
Gli operatori del reparto speciale, dunque, intervengono soltanto come unità di assalto, al termine dell’attività definita in gergo “info-operativa” svolta da altri uffici della Polizia.

Dotato di equipaggiamento speciale, il NOCS è articolato in team di pronto impiego in grado di intervenire, con il supporto di mezzi terrestri, aerei e navali, su tutto il territorio nazionale nell’arco delle 24 ore.

Le selezioni

Gli operatori della Polizia di Stato che vogliono entrare a far parte del reparto speciale devono avere, oltre al coraggio, la prontezza, il sangue freddo e una straordinaria preparazione atletica. Queste le doti indispensabili.

Pronti ad affrontare tempestivamente ogni situazione di emergenza, i NOCS devono dimostrare di possedere innanzitutto eccezionali requisiti dal punto di vista fisico. Prima di diventare combat ready, infatti, i candidati devono superare numerose prove tecniche. Qualche esempio? 5000 metri in 20 minuti e 100 metri in 14 secondi; 100 metri a nuoto; salto in alto di almeno 135 cm e salto in lungo di almeno 4 metri e mezzo; salita alla fune con la sola forza delle braccia e, naturalmente, una prova di tiro con la pistola a 15 e 25 metri.

Soltanto così è possibile resistere al duro addestramento giornaliero, impegnativo e diversificato, che consente di migliorare costantemente le tecniche di intervento.

Gli operatori del NOCS fanno della flessibilità la loro prima arma per superare le situazioni estreme. Abili tiratori scelti, conoscono perfettamente tutti i tipi di armi e di esplosivi, sono in grado di arrampicarsi sia sulla roccia che con le corde e sono pronti a lanciarsi in volo con il paracadute. Oltre ad essere esperti subacquei, vengono anche addestrati alla guida di diversi tipi di veicoli.

Irruzioni nella notte

È la notte la migliore amica dei poliziotti del NOCS. Fedeli al loro motto Silenziosi come la notte, i commandos si avvicinano all’obiettivo al segnale di assalto go, go, go.
Le squadre operative, dopo una lunga e paziente pianificazione della missione, possono entrare in azione con una fulminea discesa dal mezzo per l’assalto d’urgenza o tramite un avvicinamento silenzioso. Molto poco in questo tipo di operazioni può essere lasciato al caso. Senza dubbio esistono procedure operative standard per lo svolgimento delle attività, ma in genere vengono eseguite in caso di emergenza, quando non si ha il tempo per organizzare un piano di intervento complessivo. Altrimenti si elaborano ogni volta tutti i dettagli dell’intervento, perché nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata la metodologia operativa di ogni missione non può essere replicata una seconda volta.

Come si diventa un operatore del NOCS

Per entrare a far parte di questo reparto è necessario prima diventare un poliziotto attraverso un concorso pubblico.
I vincitori del concorso vengono assegnati presso i vari istituti d’istruzione, dislocati in diverse regioni italiane, per la frequenza del corso di formazione. Al termine del corso di formazione si procede all’assegnazione presso i vari reparti e specialità, secondo le necessità delle sedi sul territorio. Dopo aver acquisito la necessaria esperienza ed aver ampliato il proprio bagaglio professionale è possibile entrare a far parte di questo reparto, superando delle selezioni e partecipando a numerosi corsi di addestramento e specializzazione.

LA STORIA DEL NOCS

Gli anni di piombo

Negli anni ’70, i cosiddetti “anni di piombo”, quando l’emergenza del terrorismo cominciava a dilagare, ogni governo europeo decise di dotarsi di unità specializzate nella lotta all’eversione.

La polizia italiana, in seguito ad alcuni attentati avvenuti nel paese, tra cui l’attacco all’aeroporto di Fiumicino nel 1974, decise di costituire una squadra appositamente addestrata per il contrasto operativo ai terroristi.

Sotto la guida dell’allora questore di Roma Emilio Santillo venne così creato, proprio nel 1974, l’Ispettorato Generale per l’Azione contro il Terrorismo, sostituito l’anno seguente dal Servizio di Sicurezza (S.D.S.) nel 1975.

Le competenze di questo nuovo ufficio, però, rendevano necessario che oltre al supporto di intelligence si dovesse disporre anche di una squadra operativa. Per questa ragione venne decisa la nascita del “Nucleo Anticommando”, il primo embrione di reparto di intervento della Polizia.

Negli anni che vanno dal 1975 al 1977, l’Anticommando, il primo nucleo di personale ad altissima specializzazione, diede un fondamentale apporto alla lotta al terrorismo, rendendosi da subito protagonista di rilevanti azioni, prevalentemente contro i Nuclei Armati Proletari e gli estremisti di destra appartenenti ad “Ordine Nuovo”.

La riorganizzazione della sicurezza nazionale

La crescente pressione rivoluzionaria ed eversiva rese necessaria nel 1978 una completa revisione delle Organizzazioni di Sicurezza Nazionale.

L’unico Servizio di Informazione, il militare SIFAr (Servizio Informazioni Forze Armate) venne sostituito da due strutture, una con le “stellette”, il SISMi (Servizio Informazioni Sicurezza Militare) che di fatto ne raccolse l’eredità, ed il civile SISDe (Servizio Informazioni Sicurezza Democratica), affiancati da un organismo di coordinamento, il CESIS (Comitato Esecutivo Servizi di Informazione e Sicurezza). Un numero rilevante di funzionari del Servizio di Sicurezza fu inserito nel SISDe, mentre una componente più esigua del personale diede vita all’UCIGOS (Ufficio Centrale per le Investigazioni e le Operazioni Speciali) strutturato in quattro divisioni.

La nascita del NOCS

Il 24 ottobre 1977, l’allora ministro dell’interno, Francesco Cossiga, emanò una direttiva che prevedeva la costituzione di unità speciali antiterrorismo e potenziava le strutture nazionali anticommando, creando le “Teste di cuoio” nell’ambito delle forze di polizia.

È così, dunque, che nascono parallelamente il Gruppo d’Intervento Speciale (GIS) dell’Arma dei Carabinieri ed il Nucleo Operativa Centrale di Sicurezza (NOCS) della Polizia di Stato.

Il NOCS per il quale lo stesso ministro conia il motto Sicut nox silentes, è organicamente inserito nell’UCIGOS con il compito di intervenire a supporto dell’operatività delle DIGOS, rendendo così l’azione antiterrorismo più efficace e maggiormente adeguata agli scenari di quel particolare momento storico.

Nei suoi primi quattro anni di vita il NOCS, benché appena costituito, effettua centinaia di interventi e di irruzioni nei covi brigatisti ed in ogni situazione critica che richiede al fianco di abili investigatori anche uomini preparati ad affrontare qualsiasi difficoltà, nelle condizioni più imprevedibili di tempo e di luogo.

Sono sempre gli uomini del NOCS che aprono la strada e coprono le spalle agli agenti antiterrorismo delle DIGOS quando devono affrontare e catturare i più pericolosi latitanti di prima linea, dei NAR e delle brigate rosse.

Memorabile ed ormai una pagina di storia conosciuta anche a livello internazionale il blitz del NOCS che nel 1982 liberò a Padova il generale americano Dozier, rapito dai brigatisti rossi.

Chiusa la prima stagione del terrorismo con la vittoria dello Stato, l’UCIGOS che aveva contribuito al risultato con un ruolo di primo piano, perse il suo connotato di operatività diretta e fu trasformato nell’attuale direzione centrale della polizia di prevenzione. Non perse però il NOCS, il suo fiore all’occhiello, che rimane inserito nel servizio antiterrorismo, ma, ormai forte di una lunga e consolidata esperienza, continuò ad offrire il suo supporto specialistico a tutti i reparti investigativi della Polizia di Stato, raccogliendo brillanti successi anche sul fronte della lotta nei sequestri di persona.

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Fonte: Polizia di Stato
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Villa Literno: un ghanese appicca il fuoco a rifiuti speciali, arrestato dai carabinieri

carabinieriCaserta, 10 dicembre 2015 – Ieri mattina, un 38enne ghanese è stato bloccato ed arrestato dai carabinieri della stazione di Villa Literno subito dopo aver appiccato il fuoco a dei rifiuti speciali, di varia tipologia, giacenti all’interno di un campo agricolo nel comune di Villa Literno.

L’incendio, di modeste dimensioni, originato dalla combustione di rifiuti di varia natura in precedenza illecitamente sversati, ma che a causa della presenza di sterpaglia poteva assumere proporzioni ben più rilevanti, è stato immediatamente domato dai vigili del fuoco di Caserta intervenuti proprio su input dei militari dell’Arma. L’arrestato dovrà ora rispondere del reato di “combustione illecita di rifiuti”. Lo stesso al momento è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)

Aeronautica Militare: addestramento per biocontenimento

Pratica di Mare (RM), 10 gennaio 2015 – Concluso ieri il corso destinato agli operatori della Marina Militare, una delle eccellenze della difesa italiana che consiste nella formazione del personale sanitario per la gestione clinica e il trasporto dei pazienti infettivi svolta dall’Aeronautica Militare.

​A seguito del successo del trasporto dalla Sierra Leone del medico italiano di Emergency affetto dal virus dell’Ebola, prosegue l’attività formativa svolta dagli specialisti dell’Aeronautica Militare a favore degli operatori delle altre forze armate.

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Quindici operatori della Marina Militare hanno partecipato presso l’aeroporto di Pratica di Mare (Roma) al corso tenuto  dai membri dell’unità di isolamento aeromedico dell’Aeronautica Militare.

Il corso, suddiviso in lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, era incentrato su nozioni tecniche e procedure per l’uso dei sistemi di trasporto isolati, come le speciale barella adatta all’evacuazione tattica in biocontenimento di malati altamente infettivi.

Alla difesa italiana sono giunte anche numerose richieste giunte da Paesi esteri che desiderano acquisire le competenze e le capacità necessarie per gestire situazioni di trasporto in alto biocontenimento e nel  mese di gennaio l’Aeronautica Militare terrà il primo corso per la gestione ed il trasporto dei pazienti altamente infettivi a favore di una delegazione straniera, la Royal Netherlands Air Force.

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Fonte: Ministero della Difesa

Kosovo: conclusa l’operazione Orthodox White Christmas

Decane, 10 gennaio 2015 – Si è svolta due giorni fa, nei dintorni del monastero ortodosso di Decane, l’operazione Orthodox White Christmas condotta dal Multinational Battle Group West (MNBG W) comando a guida italiana su base 5° reggimento Alpini schierato in Kosovo per garantire alla celebrazione religiosa del Natale ortodosso un’adeguata cornice di sicurezza

Alla celebrazione religiosa del Natale ortodosso ha preso parte anche una rappresentanza italiana del Multinational battle Group West, a testimonianza del dialogo esistente tra il contingente e tutti i gruppi etnici e le confessioni kosovare.

Dal 1999 i soldati italiani fanno parte della missione KFOR che oggi, nell’ambito dell’operazione Joint Enterprise, vede la partecipazione di 31 Paesi, con un impegno complessivo di circa 5000 soldati.

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Fonte: contingente italiano in Kosovo

Addestramento congiunto dei caschi blu italiani con le forze armate libanesi

Libano, 10 gennaio 2015 – Addestramento congiunto tra militari italiani e libanesi. ​​Nei giorni scorsi, alcuni militari delle forze armate libanesi (LAF) hanno partecipato ad un’intensa fase di addestramento congiunto denominata Joint training activities, condotta dal personale del contingente italiano di ITALBATT, attualmente su base reggimento cavalleggeri guide (19°).

In particolare, l’attività era finalizzata all’insegnamento delle tecniche e delle procedure da adottare per il controllo della folla, in situazioni di pericolo e di minaccia per l’ordine pubblico.

L’addestramento si è sviluppato tra lezioni teoriche e pratiche che hanno consentito al personale di acquisire le conoscenze di base e le capacità di intervento anti-riot (anti sommossa).

Al termine dell’impegnativa settimana di lavoro, culminata con un’esercitazione conclusiva, il colonnello Angelo Malizia, comandante di ITALBATT, ha consegnato ai partecipanti un attestato di frequenza.

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Fonte: contingente italiano in Libano

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