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Archivi del giorno: ottobre 2, 2014

Mare Nostrum: sequestro peschereccio, grande soddisfazione del capo di SMD per l’eccellente lavoro della Marina Militare

 

Roma, 2 ottobre 2014 – Il capo di stato maggiore della difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha espresso grande soddisfazione per i risultati dell’operazione condotta dal personale e dai mezzi della Marina Militare impegnati nell’operazione Mare Nostrum, che ha portato al sequestro di un peschereccio e al fermo di 16 scafisti: “Esprimo la mia grande soddisfazione per l’eccellente risultato di questa operazione che ha consentito di condurre nelle mani della giustizia altri mercanti di morte”.

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa
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Mare Nostrum: marina militare, sequestrate due navi e fermati 16 scafisti. Determinante l’intervento del sommergibile Prini

 

Catania, 2 ottobre 2014 – In nottata, al termine di una complessa ed articolata operazione di sorveglianza, la Marina Militare ha effettuato il sequestro di un peschereccio, con sedici scafisti a bordo dediti al traffico di migranti.

È stata una operazione della Marina Militare, in stretto coordinamento con la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania, che ha portato il pattugliatore Borsini e la fregata Maestrale ad intercettare e sequestrare, nel corso della notte tra 1 e 2 ottobre, due “navi maggiori” dedite al traffico di esseri umani ed allo stesso tempo salvare centinaia di migranti e porre in stato di fermo 16 scafisti di sedicente nazionalità egiziana.

Particolare importanza ha rivestito l’operazione svolta dal sommergibile Prini che ha raccolto  informazioni determinanti per l’autorità giudiziaria per il contrasto al traffico di esseri umani via mare. (video)

Nave Borsini e nave Maestrale, che controllavano a distanza i movimenti delle due navi, appena hanno rilevato che il peschereccio aveva abbandonato lo yacht con il carico di esseri umani, sono intervenute per assicurare alla giustizia i trafficanti di esseri umani e allo stesso tempo soccorrere i migranti lasciati in balia del mare mosso.

Un team di fucilieri della Brigata Marina San Marco, imbarcato su nave Borsini, ha preso il controllo del peschereccio mentre nave Maestrale ha tratto in salvo 304 migranti (23 donne e 63 minori).  Le imbarcazioni e i 16 scafisti saranno condotte ad Augusta e consegnate alle autorità giudiziarie.

Il contrasto alle organizzazioni criminali che lucrano sulla vita dei migranti ha consentito fino ad oggi di assicurare alla giustizia oltre 300 scafisti e 6 “navi madre” utilizzate per l’illecito traffico mentre sale a 144.000 il numero di uomini, donne e bambini tratti in salvo nelle acque del Mediterraneo centrale.

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Fonte: Marina Militare


Libano: i caschi blu italiani installano una pompa per l’acqua al villaggio di Mahrunah

Shama, 1 ottobre 2014 – I caschi blu di UNIFIL hanno realizzato ed inaugurato un progetto per l’approvvigionamento d’acqua in favore della municipalità di Mahrunah, villaggio situato nel Libano del Sud, area dove operano i militari del contingente italiano.

L’opera è il risultato della collaborazione tra i tecnici del CIMIC (Civil Military Cooperation) della Joint Task Force Lebanon, la municipalità di Mahrunah che ha provveduto alla trivellazione del pozzo, e i caschi blu italiani che hanno eseguito l’installazione dell’impianto. La pompa è stata donata da una ditta specializzata con sede in provincia di Verona.

Alla cerimonia di inaugurazione dell’opera erano presenti il colonnello Alessandro Sciarpa, in rappresentanza del Comandante del Sector West di UNIFIL, il dottor Mauro Brugnara, manager della società donatrice della pompa, rappresentanti delle autorità locali e numerosi cittadini. Il sindaco di Mahrunah, Mustafà Wehbi, ha ringraziato l’Italia e il contingente di UNIFIL per la realizzazione dell’impianto, esprimendo la propria gratitudine per la costante attenzione e il sostegno in favore della popolazione del villaggio.

L’assistenza alla popolazione locale e il sostegno alle istituzioni locali sono tra i compiti principali assegnati ad UNIFIL dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate Libanesi, compiti che i militari della Brigata Ariete, svolgono qui con impegno, professionalità e trasparenza.

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Fonte: contingente italiano in Libano

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