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Archivi del giorno: settembre 18, 2014

Operazione Ulivo 99: carabinieri sequestrano 400kg di cocaina (video)

Reggio Calabria, 18 settembre 2014 – Alle prime luci dell’alba, in Gioiosa Jonica, Roccella Jonica, Caulonia Marina, Placanica, Vigevano, Torino e Cesena, oltre 150 Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e del gruppo di Locri, con il supporto del Gruppo Operativo Calabria e dei Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia, di unità cinofile e dei comandi arma territorialmente competenti, nonché di un elicottero dell’8° Elinucleo di Vibo Valentia, hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti di 7 soggetti, indagati per il reato di “associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti”. Contestualmente sono state effettuate ulteriori 15 perquisizioni locali presso fabbricati e terreni riconducibili agli indagati.

L’indagine, convenzionalmente denominata “Ulivo 99” (dal nome dell’account di posta elettronica utilizzati da uno degli indagati), è stata condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica e scaturisce dalle dichiarazioni rese formalmente nel 2012 da un collaboratore di giustizia, che hanno permesso di conseguire importanti elementi probatori in relazione all’esistenza di un sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti, operante a livello internazionale lungo l’asse Bolivia – Olanda – Romania – Santhià (VC) e Gioiosa Jonica, e che vede al vertice J. G., anche in qualità di principale finanziatore, S. A., quale organizzatore materiale, deputato all’acquisto, introduzione e trasporto dello stupefacente, con la fattiva collaborazione di T. D., A. R., V. M., B. P., D. G. A. ed altri cinque accoliti, tra i quali anche alcuni imprenditori nel campo del commercio di legnami. Tra gli associati, J. G., risulta elemento di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, operante sul Comune di Gioiosa Jonica, con storiche ramificazioni in Italia ed all’estero.

Le investigazioni, inizialmente mirate all’acquisizione di elementi di riscontro alle dichiarazioni rese dal collaboratore, hanno consentito di acclarare l’operatività dell’associazione con il sequestro di due ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo cocaina per un totale di quasi 400 chili: il primo, di 329,2 kg, avvenuto nel 2012 nel porto di Caacupemì (Paraguay) ed il secondo, di 70 Kg, effettuato il 17 aprile scorso presso il porto di Rotterdam (Olanda). In entrambi i casi, lo stupefacente veniva trasferito mediante container, che con partenza dal Sud-America, sarebbe giunto in Italia, seguendo rotte commerciali che comprendevano anche porti europei. Diverse le metodologie di occultamento della droga, nel primo caso era nascosta all’interno di assi di parquet, in cui venivano abilmente occultati i panetti di cocaina, mentre nel secondo caso la droga era stata inserita in piccoli spazi all’interno di profilati metallici, opportunamente richiusi.

Le indagini, condotte in collaborazione l’Agenzia delle Dogane – Ufficio Centrale Antifrode e con la Direzione Centrale Servizi Antidroga, vedono indagate complessivamente 12 persone.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Reggio Calabria)
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Poggio Mirteto: una targa commemorativa per Raimondo d’Inzeo, il generale dei carabinieri pluricampione olimpico e mondiale di equitazione.

Poggio Mirteto (RI), 18 settembre 2014 – Una cerimonia oggi in onore di Raimondo D’Inzeo organizzata dal Comune di Poggio Mirteto, insieme al 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo con la sua Fanfara.

Una targa commemorativa per il “Cavaliere leggenda dello sport italiano” è stata posizionata in Piazza Martiri della Libertà. Raimondo D’Inzeo (Poggio Mirteto, 8 febbraio 1925 – Roma, 15 novembre 2013) è stato un cavaliere italiano, ufficiale dei Carabinieri, laureatosi campione olimpico ai Giochi di Roma 1960 e due volte campione mondiale nel 1956 e nel 1960.

Raimondo e il fratello maggiore Piero D’Inzeo, anch’egli cavaliere e ufficiale di cavalleria con il grado di colonnello, sono stati i primi atleti a partecipare a otto edizioni consecutive dei Giochi olimpici, dal 1948 al 1976.

In campo internazionale, i due sono stati chiamati “i fratelli invincibili” dell’equitazione italiana. Hanno partecipato vittoriosamente a numerose gare in Italia e all’estero, e il loro punto di maggior gloria è stato quello raggiunto nei Giochi olimpici del 1960, a Roma, quando Raimondo conquistò la medaglia d’oro e Piero la medaglia d’argento nel Gran Premio di salto ostacoli.

È stato inoltre portabandiera azzurro ai Giochi della XIX Olimpiade di Città del Messico del 1968.

In totale ha conquistato un oro, due argenti e tre bronzi olimpici, a cui si aggiungono due ori, un argento e un bronzo mondiali.

Raimondo D’Inzeo, ufficiale dell’Arma dei Carabinieri fino al grado di colonnello, quindi generale di divisione del ruolo d’onore, nella sua carriera militare è stato comandante del Gruppo Squadroni “Pastrengo”, autore di numerosi caroselli storici dell’Arma dei Carabinieri e in seguito primo Comandante del Centro Ippico del 4o Reggimento Carabinieri a Cavallo e cavaliere italiano, specialista nella disciplina del salto ostacoli.

Cessata l’attività agonistica, è stato Presidente Onorario del 4o Reggimento Carabinieri a Cavallo.

Alla manifestazione commemorativa, hanno partecipato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Rieti, Colonnello Giovanni Roccia, unitamente ad una nutrita rappresentanza del Comando Provinciale dell’Arma CC e le autorità civili, militari ed ecclesistiche della provincia.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Rieti)

Palombaro day: i Comsubin si addestrano all’immersione con lo scafandro da palombaro

 

Varignano (SP), 18 settembre 2014 – Alle radici della professionalità e della capacità operativa degli uomini del Gruppo Operativo Subacquei vi è un arte antica, tramandata da oltre 160 anni dai palombari che si sono susseguiti nell’incarico di Istruttore alla Scuola Subacquei del Raggruppamento Subacquei ed Incursori Teseo Tesei.

La particolarità di questa tradizione è quella di vivere, in prima persona, ciò che i primi argonauti subacquei vissero nelle acque antistanti il porto di Genova nel luglio del 1849. Da quel momento ogni allievo palombaro, nel suo percorso formativo, ha dovuto imparare ad immergersi con l’apparecchiatura normale per acquisirne i segreti e le specificità, in maniera tale che potesse affrontare con la giusta consapevolezza i sistemi d’immersione più moderni. Questo particolare imprinting ha fatto sì che ciascun palombaro della Marina non dimenticasse questa affascinante e romantica apparecchiatura, all’interno della quale ha mosso i primi passi nel mondo della subacquea militare.

Per questa ragione, ogni anno, gli uomini che si sono distinti in molteplici operazioni (tra le quali si ricordano il Costa Concordia, la torre del porto di Genova, il naufragio del barcone di immigrati a Lampedusa e le innumerevoli bonifiche di ordigni esplosivi lungo tutto il litorale italiano) ritornano ad addestrarsi con lo scafandro da palombaro, per riassaporare i momenti della propria gioventù ed il senso di appartenenza a una delle specialità più antiche della Marina Militare.

Così in questa particolare giornata, denominata Palombaro day,  gli operatori di Comsubin, giovani e meno giovani, si sono immersi nelle acque del seno del Varignano con l’apparato normale per poi concludere la giornata brindando insieme al loro comandante, contrammiraglio Francesco Chionna che non si è sottratto all’immersione, nuovamente pronti ad affrontare le sfide che si potranno presentare nel prossimo futuro.

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Fonte: Marina Militare

Marina militare e ministero dell’ambiente: conclusa l’esercitazione “Ramogepol 2014”

 

Elba, 18 settembre 2014 – Si è conclusa ieri l’esercitazione antinquinamento internazionale, pianificata e condotta nelle acque a nord dell’Isola d’Elba, zona ecologicamente sensibile – santuario Pelagos – arcipelago toscano. Romagepol 2014 è frutto dell’accordo Ramoge, siglato nel 1976 tra Italia, Francia e Principato di Monaco, e rappresenta il simbolo di un nuovo approccio di conservazione dell’ambiente marino e introduce il concetto di cooperazione e di solidarietà sub-regionale. Scopo dell’esercitazione la lotta agli inquinamenti marini e costieri e la protezione della biodiversità.

La Marina Militare supporta il Ministero dell’Ambiente e la Protezione Civile nell’applicazione del piano operativo di pronto intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti causati da incidenti marini e per la direzione delle attività disinquinamento in alto mare durante l’emergenza, piano Ramogepol.

L’attività  ha coinvolto navi mercantili e militari, i mezzi navali del consorzio Castalia, i velivoli e gli equipaggi messi a disposizione dai tre Paesi firmatari dell’accordo Ramoge. Quest’anno, per il secondo anno consecutivo, presente anche la Spagna. L’Italia ha partecipato con il pattugliatore della Marina Militare Cassiopea e le motovedette e gli assetti aerei della Capitaneria di Porto. 

La Marina Militare esprime le sue capacità ed impiega i propri uomini e i mezzi svolgendo un importante ruolo nel sistema nazionale di contrasto all’inquinamento da idrocarburi, a salvaguardia delle coste e dell’ambiente marino 

 

 

 

SCHEDA NAVE CASSIOPEA

Nave Cassiopea è un Pattugliatore d’altura appartenente alle forze da pattugliamento per la difesa Costiera (COMFORPAT), prima della classe “Costellazioni”, è stata consegnata alla Marina Militare Italiana nell’ottobre 1989 ed il suo porto di assegnazione è Augusta. È stata impiegata durante la prima Guerra del Golfo (1991) per la sorveglianza delle piattaforme petrolifere a sud della Sicilia, ha effettuato operazioni antinquinamento nelle acque antistanti Genova (disastro HAVEN – Aprile 1991) e Livorno (disastro MOBY PRINCE – Aprile 1991), ha preso parte a numerose missioni di controllo dei flussi migratori sia in Adriatico (esodo albanese di fine anni ‘90) e sia nel canale di Sicilia (esodo popolazioni africane degli ultimi anni).

Nave Cassiopea ha effettuato, inoltre, supporto logistico ai cacciamine impegnati nel controllo degli accessi ai porti della ex-Jugoslavia durante l’operazione “Decisive Enhancement” (1996). Nell’estate del 2008 il Cassiopea ha effettuato operazioni di pattugliamento per il controllo del traffico mercantile davanti alle coste libanesi nell’ambito dell’operazione “UNIFIL”. Il pattugliatore Cassiopea è dotato di mezzi di contenimento per lo sversamento da idrocarburi  – panne pneumatiche –  recupero meccanico  – Skimmer Discoil – e stivaggio delle sostanze inquinanti  – con una capacità di 500 m3 –di aste per l’impiego di liquidi disperdenti e di un laboratorio per analisi chimico-fisiche degli inquinanti.

Nel corso degli anni l’Unità ha svolto, inoltre, numerose attività addestrative quali la Scuola Comando Navale e le diverse esercitazioni antinquinamento in collaborazione con il ministero dell’ambiente. Durante l’estate 2013 ha partecipato alla Campagna d’istruzione degli allievi della 2^ classe dell’Accademia Navale di Livorno. Terminata l’attività addestrativa, nel mese di settembre 2013, Nave Cassiopea ha fornito supporto alle operazioni di “parbuckling” della Costa Concordia all’isola del Giglio e, successivamente, per il recupero salme delle vittime del sinistro marittimo dell’isola dei Conigli (Lampedusa) in collaborazione con i Palombari del G.O.S..

Dall’Ottobre 2013 Nave Cassiopea fa parte dell’Operazione “MARE NOSTRUM” all’interno del dispositivo atto a fronteggiare l’emergenza umanitaria nello stretto di Sicilia. Il motto dell’Unità è “ADSUM”, parola latina che vuol dire “essere presenti, mostrarsi con coraggio” ed incarna a pieno ciò che è chiamata a fare Nave Cassiopea, missioni di pattugliamento, presenza e sorveglianza.

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Fonte: Marina Militare

Inugurato il gruppo ingegneria per l’aerospazio dell’aeronautica militare

 

Pratica di Mare (RM),18 settembre 2014 – Inaugurato questa mattina il centro di eccellenza per gli studi e la cooperazione civile/militare nel settore spaziale, presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare. A essere inaugurate sono state le strutture del Gruppo Ingegneria per l’Aero-Spazio (GIAS) del Reparto Sperimentale Volo. Alla cerimonia di inaugurazione delle strutture del GIAS, presieduta dal comandante del CSV, generale di corpo d’armata Fabio Molteni, hanno partecipato i rappresentanti di numerose realtà accademiche e del mondo industriale, dimostrando l’esigenza e la voglia di sinergia che necessita il mondo aerospaziale.

Il GIAS nasce in risposta agli indirizzi della politica spaziale ed aerospaziale della dell’Aeronautica Militare di esplorare e valutare le capacità offerte dal segmento spaziale della Difesa per l’utilizzo a supporto delle capacità operative irrinunciabili della Forza Armata di espandere la competenza ambientale dal tradizionale dominio aeronautico a quello aerospaziale (che si estende fino a 100 Km).

Formalmente costituito il 1 Luglio 2014, il GIAS rappresenta a tutti gli effetti una start-up di Forza Armata a forte vocazione tecnologica, improntata all’innovazione, fatta da giovani e con idee giovani. Ingegneri e specialisti tra i 25 e i 36 anni di età si sono già cimentati con successo in valutazioni tecnico-operative di sistemi satellitari, in attività allo stato dell’arte di modellazione e simulazione di voli sub-orbitali in Italia, in sperimentazioni di Space Surveillance and Tracking, consegnando di fatto capacità operative fruibili alla Forza Armata, offrendo promettenti prospettive di sviluppo.

Il comandante del Reparto Sperimentale Volo, colonnello Gianluca Ercolani, nell’officiare l’insediamento del GIAS nella sua nuova casa, ha voluto evidenziare come “la forte competitività nel comparto spaziale ed aerospaziale a livello internazionale richieda una capacità di presidio non occasionale ma istituzionale, che sia organizzata e sistemica” e, in tale contesto, “l’importanza che questa nuova realtà del RSV può rivestire per l’intero sistema Paese”. Rinnovando alla comunità accademica e a quella scientifica, così come all’industria, l’invito per una fruttuosa condivisione e comunione d’intenti, il colonnello Ercolani  ha concluso sottolineando come  “il GIAS si ponga l’obiettivo di essere abilitante per la cooperazione civile-militare, per concretizzare la ricerca accademica in sistemi ad utilizzo operativo, per creare nuove opportunità per lo sviluppo e la crescita della Nazione, in particolare nel palcoscenico europeo”.

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Fonte: Aeronautica Militare

Libano: lezioni di primo soccorso dei caschi blu italiani alla popolazione libanese

Shama (Libano), 17 settembre 2014 – Nei giorni scorsi, il personale sanitario inquadrato nel Gruppo Supporto di Aderenza (GSA) della Joint Task Force Lebanon ha svolto un corso di primo soccorso per la popolazione di Shihine, villaggio del Libano del Sud dove opera il contingente italiano di UNIFIL, costituito da militari della brigata Ariete.

L’attività, con lezioni teoriche e pratiche sulle principali nozioni medico-sanitarie e sulle tecniche d’intervento, è stata seguita da quindici abitanti di Shihine, i quali grazie alle conoscenze acquisite potranno prestare servizio di assistenza volontaria presso il locale ambulatorio.

Al termine del corso, il comandante del GSA colonnello Alessandro Sciarpa, insieme al sindaco del villaggio Hammoud Wissam, ha consegnato gli attestati di partecipazione ai frequentatori.

L’assistenza alla popolazione locale è uno dei compiti principali assegnati al contingente UNIFIL dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate Libanesi; compiti che i militari della Brigata ARIETE svolgono qui con impegno, professionalità e trasparenza.

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Fonte: contingente italiano Libano del Sud

Il comandante del Sector West di Unifil incontra i sindaci del comprensorio di Tibnin

Shama (Libano), 18 settembre 2014 – Il comandante del Sector West di UNIFIL, Generale Fabio Polli, ha incontrato nei giorni scorsi, presso la base MILLEVOI di Shama, i sindaci dell’area di Tibnin, località del Libano del Sud ove opera il contingente italiano, attualmente su base Brigata Ariete.

L’iniziativa, cui hanno preso parte i rappresentanti delle dodici municipalità del comprensorio di Tibnin, guidati dal Presidente Nabil Fawaz, si inquadra nell’ambito degli eventi finalizzati a rafforzare ulteriormente i buoni rapporti esistenti tra il contingente militare e le comunità locali, ed è stata anche l’occasione per un interessante scambio di informazioni, utile a pianificare futuri interventi nel campo della sicurezza e della collaborazione civile-militare in quell’area.

Il presidente Fawaz, nel corso dell’incontro, ha espresso parole di ringraziamento al generale Polli per la vicinanza e la costante attenzione del contingente italiano nei confronti della popolazione libanese.

L’assistenza alla popolazione locale è uno dei compiti principali assegnati ad UNIFIL dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate Libanesi, compiti che i militari della brigata Ariete svolgono qui con impegno, professionalità e trasparenza.

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Fonte: contingente italiano Libano del Sud

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