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Archivi del giorno: luglio 22, 2014

Il 61° Stormo impegnato nell’esercitazione “Recupero naufrago”

Accensione fumogeno di segnalazione

Lecce, 22 luglio 2014 – Recupero Naufrago, è l’esercitazione di soccorso in mare che si è svolta la scprsa settimana nello straordinario distaccamento di Lido Conchiglie (LE). Protagonisti, i piloti del 61° Stormo di Galatina (LE) che hanno simulato una situazione di emergenza dopo un lancio in mare aperto da un aereo in avaria. Per la Base aerea salentina l’appuntamento rientra nel ciclo di esercitazioni che periodicamente vengono organizzate presso gli stabilimenti balneari e che sono finalizzate all’addestramento degli allievi piloti.

Il recupero del naufrago

Oltre al personale navigante e specialista del 61° Stormo, ha preso parte all’esercitazione, anche un elicottero HH-139A dell’84° Centro Combat S.A.R. (Search and Rescue) di Gioia del Colle, dal quale si sono gettati in mare gli aerosoccorritori per agganciare e recuperare i “malcapitati”. Una volta in salvo, i “naufraghi” sono stati condotti nelle acque immediatamente antistanti la spiaggia e trasportati a terra a bordo di un gommone fornito dal 65° Deposito Territoriale di Taranto. Il tutto si è svolto sotto l’attenta supervisione del personale dell’Ufficio Sicurezza Volo della Scuola di Volo salentina.

Briefing di presentazione e lezioni teoriche sopravvivenza in mare

Per i bagnanti che si sono trovati ad assistere ad un evento insolito ma senza dubbio interessante, la simulazione ha avuto il sapore dello spettacolo, ma per il colonnello Sergio Cavuoti, comandante del 61° Stormo, “l’esercitazione ha rappresentato, senza dubbio, un importante strumento per preparare i piloti, soprattutto gli allievi, a tutte le emergenze, compresa quella di doversi lanciare da un aereo non più controllabile, cadendo in mare aperto con il proprio paracadute e dovendo sopravvivere, anche per qualche giorno, in un ambiente ostile e con il limitato materiale a disposizione. Inoltre, l’esercitazione è un momento addestrativo e di verifica anche per il personale del soccorso, sia aereo sia di terra, che mette alla prova le proprie capacità e l’efficienza dei mezzi nell’intervento in mare a favore di naufraghi o persone in difficoltà: l’attività di Ricerca e Soccorso dell’Aeronautica Militare, infatti, anche se primariamente rivolta agli equipaggi dei velivoli, molto spesso opera anche in favore della collettività”.

Il 61° Stormo è una Scuola di Volo la cui missione primaria è quella di provvedere alla formazione e all’addestramento al volo su aviogetti degli allievi piloti fino al conseguimento del Brevetto di Pilota Militare (fasi II e III), dei piloti militari che devono continuare l’addestramento “pre-operativo” (Lead In-to Fighter Training – fase IV), propedeutico all’immissione sugli assetti aero-tattici e dei piloti militari che devono svolgere le mansioni di “istruttore di volo”.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare

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L’Aeronautica Militare al Fly for Peace 2014

Taranto, 22 luglio 2014 – Nei giorni scorsi si è svolto l’Air Show, che ha visto la partecipazione di velivoli acrobatici, civili e quelli militari dell’Aeronautica Militare, che hanno dato vita a circa 3 ore di spettacolo in volo.

Diversi i velivoli con i quali l’Aeronautica Militare ha preso parte al Fly for Peace 2014, che si è svolto sul lungomare Dante Alighieri di Trapani: elicotteri del 15° Stormo CSAR (Combat Search and Rescue) di Cervia (Ravenna), velivoli Eurofighter, AM-X, C-27J e Tornado del Reparto Sperimentale di Volo di Pratica di Mare (Roma).

All’air show ha partecipato anche la Pattuglia Acrobatica Nazionale – Frecce Tricolori.

Il 37° Stormo di Trapani ha garantito il necessario supporto al rischieramento dei velivoli, sia militari che civili, che hanno partecipato all’Air Show, nonché la gestione del traffico aereo in stretto coordinamento con la componente civile dello scalo siciliano.

L’air show ha concluso ieri la manifestazione Fly for Peace che per tre giorni, da Trapani a Erice, ha inviato il suo messaggio di pace al mondo. Inviti alla pacificazione sono stati lanciati dal vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli e da quello di Mazara del Vallo Domenico Mogavero.

Fly for Peace è un progetto nato dal desiderio di promuovere il rispetto della dignità e dei diritti di ogni essere umano.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare


Afghanistan: militari italiani realizzano area addestrativa “C-IED” per la lotta agli ordigni esplosivi

Un Geniere dell'Esercito afgano in azione nell'area addestrativa “C-IED”

Un Geniere dell’Esercito afghano in azione nell’area addestrativa “C-IED”

I militari del Contingente italiano in Afghanistan hanno realizzato a Camp Zafar un’area addestrativa C-IED (Counter Improvised Explosive Device) nella quale le Forze di sicurezza afghane potranno esercitarsi nel contrasto agli ordigni esplosivi improvvisati.

Esercitazione di primo soccorso

Il progetto rientra nell’ambito delle iniziative promosse dal contingente italiano per lo sviluppo delle capacità militari delle Forze di Sicurezza Afghane (ANSF) e finalizzate all’acquisizione della loro piena autonomia, processo che sarà completato entro la fine del 2014.

In particolare, nell’area Counter IED i militari afghani potranno acquisire e perfezionare le conoscenze teorico-pratiche in materia di lotta agli ordigni esplosivi improvvisati.

L’area addestrativa comprende, infatti, una moderna aula multimediale in cui i militari afghani svolgeranno lezioni teoriche finalizzate all’acquisizione delle conoscenze necessarie per operare in sicurezza in un contesto caratterizzato dalla minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati.

Militari italiani e afghani dopo l'esercitazione

Le attività pratiche saranno invece svolte nella Striscia addestrativa C-IED (Counter Improvised Explosive Device): un’area appositamente allestita per l’individuazione e il riconoscimento delle varie tipologie di ordigni e per le esercitazioni di primo soccorso e sgombero di eventuali feriti.

Alla cerimonia di inaugurazione dell’area addestrativa erano presenti il comandante del contingente italiano in Afghanistan, generale Manlio Scopigno, e il comandante del 207° corpo d’armata dell’esercito afghano, generale Taj Mohammad Jahed.

L'inaugurazione dell'aula "C-IED"

L’inaugurazione dell’aula “C-IED”

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan

 

 


Uccisi circa 60 migranti e poi gettati in mare. Responsabili 5 cittadini extracomunitari. Arrestati dalla polizia (video)

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Messina, 22 luglio 2014 – Sbarco di domenica. Arrestati ieri 5 cittadini extracomunitari, dalla Polizia di Stato di Messina, con l’accusa di omicidio plurimo aggravato, presunti responsabili della morte di decine di persone, individuati grazie ai racconti agghiaccianti di chi è riuscito ad arrivare incolume.

Un palestinese, un arabo saudita, un siriano e due marocchini che, attraverso le indagini, compiute a tempo record dagli investigatori della Squadra Mobile, indicano come i presunti assassini di decine di profughi partiti dalle coste africane con i 561 arrivati a Messina domenica a bordo della Torm Lotte.
Le testimonianze tra chi su quel barcone c’era e ce l’ha fatta concordano sulle modalità con cui decine di profughi sono state ammassate all’interno della stiva del barcone e chiuse dentro.
È stata tolta la scala interna e chiusa la porta dall’esterno eliminando così l’unica presa d’aria alla stiva. In pochi minuti il calore è diventato insopportabile e l’aria irrespirabile a causa dei gas di scarico del motore. La disperazione ha spinto quindi i prigionieri a forzare la porta e salire in coperta dove si è consumata la tragedia.

In tanti raccontano dei cinque arrestati (tra cui un imbianchino, un operaio ed un commerciante), che, scegliendo a caso le vittime, già in coperta o emersi dalla stiva, uomini o donne che fossero, hanno ucciso un numero che si aggira intorno alle 60 persone, poi buttate in mare.
I sopravissuti hanno visto i corpi di connazionali, amici e parenti, accoltellati o storditi a mani nude, scomparire in mare. Impotenti perché minacciati a non muoversi, pena la stessa sorte.
I cinque arrestati, sbarcati in Sicilia, hanno provato a farla franca, nascondendosi tra i profughi accolti a Messina. Tre di loro hanno poi cercato di scappare ma sono stati bloccati dai poliziotti, pronti a partire con un biglietto in tasca del pullman per Milano.
Tre cittadini di nazionalità tunisina arrestati domenica per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono stati portati presso la casa circondariale locale.

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Fonte: Polizia di Stato


Felzarego 2014, esercitazione interforze. Gli Alpini si esercitano nel bellunese insieme ai militari della Marina e ai Carabinieri

-Military News from Italy-

Belluno, 18 luglio 2014 – Nel bellunese, sul complesso montuoso delle Torri del Falzarego, si è svolta nei giorni scorsi l’esercitazione alpinistica Falzarego 2014, a cui hanno preso parte 400 militari della brigate Taurinense e Julia, del Centro Addestramento Alpino, i ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti e equipaggi di elicotteri d’attacco A-129 Mangusta, di AB-205 e AB 412 dell’aviazione dell’esercito, che hanno verificato l’addestramento e le capacità di operare in perfetta sinergia in un ambiente difficile quale quello dell’alta montagna.

In sintesi, “Falzarego  2014” rappresenta l’atto conclusivo dell’attività svolta dagli Alpini per acquisire maggiore dimestichezza in un ambiente estremo quale l’alta montagna, e verificarne l’addestramento e le capacità ad operare in sinergia in un ambiente ostile.

Nel corso dell’esercitazione le Truppe Alpine si sono cimentate in attività volte ad accertare la preparazione raggiunta sia in campo tecnico alpinistico, sia in campo tattico/operativo, in operazioni complesse come il…

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