Archivi del giorno: luglio 21, 2014

Salerno: 40 militari della Brigata Bersaglieri Garibaldi gestiscono 2268 migranti, giunti in porto con una nave della Marina Militare

Salerno, 21 luglio 2014 – Dalle prime ore di sabato mattina, un dispositivo del Reggimento Cavalleggeri Guide (19°) di Salerno, della Brigata Bersaglieri Garibaldi, ha concorso alla sicurezza del porto di Salerno per la gestione di 2268 immigrati giunti con una nave della Marina Militare. 
L’intervento delle “Guide” in concorso alle Forze dell’Ordine è stato richiesto dalla Prefettura di Salerno al 2° Comando delle Forze di Difesa (2°FOD) di San Giorgio a Cremano (NA), che ha interessato il Comandante delle Guide (19°), Colonnello Diodato Abagnara, per schierare circa 40 militari con il compito di creare un sistema di vigilanza fissa e mobile per il controllo dell’area portuale.
L’impegno si è prolungato per l’intera giornata, al fine di completare le operazioni di smistamento e riconoscimento, nei centri di accoglienza più vicini, da parte delle Forze di Polizia ed assistenza da parte della Protezione Civile.

L’Esercito nella regione Campania è schierato per l’operazione Strade Sicure con circa 600 militari per contrastare la criminalità e con i pattugliamenti nella “Terra dei Fuochi” per contrastare e prevenire i reati ambientali, sempre in concorso alle Forze dell’Ordine e sotto la gestione del 2° FOD.

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Fonte e immagini: Comando delle Forze Operative Terrestri


Carabinieri, controllo del territorio e contrasto al fenomeno dello spaccio e del consumo di stupefacenti, nel frosinate

Frosinone, 21 luglio 2014 – Operazioni dei militari del Nucleo Operativo Radiomobile delle compagnie locali, nel corso di predisposti servizi tesi a contrastare il fenomeno dello spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nella provincia di Frosinone.

COMPAGNIA DI ALATRI

La scorsa notte i militari hanno segnalato alla Prefettura di Frosinone ai sensi dell’art. 73 del D.P.R. 309/1990 due giovani del luogo, trovati in possesso di 1,30 gr. di marijuana, che sono stati sequestrati.

Nella mattinata di oggi, a Vico Nel Lazio, i  militari del NORM coadiuvati da personale del Reparto Cinofili di Roma e della locale stazione Carabinieri, hanno arrestato in flagranza reato, un 26enne del luogo, responsabile di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il ragazzo, durante la perquisizione domiciliare operata con l’ausilio di un’unità cinofila, è stato trovato in possesso di 9 gr. di stupefacente del tipo cocaina già suddivisi in singole dosi e grammi, 134 gr. di hashish suddivisi in quattro involucri, di un bilancino di precisione, di materiale vario per confezionamento e la somma in contante di € 105,00 ritenuta provento dell’attività illecita. Il tutto è stato sequestrato dai militari (foto).

Inoltre, ad Alatri, la notte scorsa i militari hanno arrestato in flagranza di reato, un 23enne di nazionalità romena senza fissa dimora, responsabile di “concorso in tentata rapina impropria, violenza e resistenza” a pubblico ufficiale. L’uomo, insieme ad un complice, al momento sconosciuto, dopo aver forzato la porta d’emergenza, si è introdotto nei locali di un locale centro commerciale allo scopo di impossessarsi di materiale vario. Sorpresi dagli agenti dell’istituto di vigilanza privata “Metropol”, al fine di assicurarsi l’impunità hanno aggredito gli addetti alla vigilanza, scaricandogli addosso il contenuto di un grosso estintore, riuscendo a darsi alla fuga.

Nel frattempo sono intervenuti i carabinieri, che sono riusciti a rintracciare e a bloccare uno dei malfattori, che si era nascosto dietro una siepe nei pressi dell’ipermercato. Nel tentativo di sottrarsi all’arresto l’uomo ha aggredito i militari in servizio, che però ben presto sono riusciti a bloccarlo e ad arrestarlo.

COMPAGNIA DI CASSINO

A Cassino i militari del comando di Vallerotonda, in seguito a controlli di giovani residenti nel piccolo comune sospettati di far uso di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, coadiuvati dal personale della Stazione di Cassino, ha arrestato, per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio, un 20enne di Cassino.

Durante una perquisizione personale e locale dai militari dell’arma, il ragazzo è stato trovato in possesso di 10 gr. circa di foglie di marijuana già essiccate e frantumate, materiale vario per il confezionamento e inoltre 40 piante di cannabis, che coltivava nell’orto adiacente l’abitazione. Il tutto è stato posto sotto sequestro (foto). Espletate formalità di rito, l’arrestato è stato messo agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida che sarà celebrata nelle prossime 48 ore.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Frosinone)


DDA di Napoli, operazione Vanvitelli: sequestrati beni per 16 milioni di euro, emesse 9 ordinanze di custodia cautelare (video)

Napoli, 21 luglio 2014 – Ufficiali e agenti di polizia giudiziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, compagnia di Marcianise, dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta e della Squadra Mobile della Questura di Caserta, oggi hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere e di arresti domiciliari, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli, nei confronti di 9 indagati, su conforme richiesta dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di diversi imprenditori della provincia di Caserta tra i quali A. Grillo, già detenuto al regime di cui all’art. 41 bis o.p., per il delitto di concorso esterno nella associazione camorristica denominata clan Belforte.

Gli inquirenti, nel corso delle indagini sono riusciti ad acquisire gravi indizi dei reati, commessi dal 1995 al 2010, di riciclaggio, reimpiego di ingenti somme di denaro nonché fittizia intestazione di beni, tutti aggravati dalla finalità di aver agevolato il gruppo camorristico dei Belforte, operante in Marcianise (conosciuti anche come “Mazzacane”). Altre 13 persone risultano indagate.

L’operazione ha evidenziato come il clan dei Belforte, nonostante i diversi arresti e sequestri patrimoniali subiti negli ultimi anni, abbia ancora la capacità di rigenerarsi economicamente ed essere ancora pienamente operativo sul territorio.

L’ennesimo colpo al clan camorristico è stato possibile anche grazie all’apporto di vari collaboratori di giustizia che hanno rivelato, con puntuali e precisi riferimenti e dichiarazioni convergenti, l’enorme volume di investimenti effettuati dai Belforte nei diversi settori dell’economia apparentemente “sana”, primo fra tutti quello dell’edilizia.

Proprio in quest’ultimo campo che il clan ha posto in essere condotte illecite più consistenti, attraverso il reimpiego di massicce risorse economiche illecite derivanti dalle più disparate attività criminali, in vaste speculazioni edilizie realizzate con la compiacenza di imprenditori collusi e politici corrotti.

Le investigazioni, eseguite con perfetto coordinamento e divisioni di ruoli in maniera minuziosa dalle tre forze di polizia, attraverso attività di pedinamento ed osservazione e penetranti attività tecniche, hanno consentito di individuare a Marcianise, in località Macello, un imponente complesso residenziale, denominato Centro Direzionale Vanvitelli, direttamente riconducibile a soggetti vicini clan Belforte.

L’intervento edilizio, finanziato illecitamente fin dall’inizio dagli esponenti apicali del clan, fra i quali i fratelli Domenico e Salvatore Belforte, è stato attuato attraverso l’acquisizione e la demolizione di un vecchio opificio dismesso dalla società “Cavilfratta S.r.l.”, interamente sostituito dal nuovo ed imponente complesso immobiliare.

Gli accertamenti effettuati hanno inoltre consentito di appurare plurime condotte di rilascio di illegittime autorizzazioni edilizie, ad opera di tecnici e professionisti compiacenti, che hanno consentito l’esecuzione dell’opera edilizia.

Il massiccio utilizzo dei proventi illeciti del clan è stato accertato anche attraverso il monitoraggio di decine e decine di conti correnti intestati sia alle persone fisiche che alle società coinvolte nella realizzazione dei lavori e vicini al clan Belforte.

La delicata e difficile situazione in cui verte il clan, a seguito dei numerosi pentimenti di esponenti di spicco, che ne hanno minato dall’interno l’equilibrio affettivo economico, ha determinato il sodalizio criminale ad operare diverse alienazioni di immobili per eludere la confisca dei reimpieghi del patrimonio illecito, in particolare la vendita di alcuni locali, facenti parte del complesso “Vanvitelli”.

Tutti gli indagati sono stati oggetto di meticolosi accertamenti patrimoniali e finanziari, che hanno dimostrato la loro incapienza reddituale in relazione agli investimenti effettuati.

L’attività investigativa si è conclusa, oltre che con l’esecuzione delle ordinanze di cui sopra,anche con il sequestro preventivo di 213 tra appartamenti, garage e locali commerciali tutti facenti parte del Centro Residenziale Vanvitelli e di 11 unità immobiliari, 19 rapporti bancari, 2 società, 08 quote societarie, tutte riconducibili ai patrimoni personali degli indagati per un valore complessivo stimato in circa 16 milioni di euro.

Le indagini dell’operazione sono state coordinate da: dott. Giovanni Colangelo, procuratore capo; dott. Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto; dott. Giovanni Conzo, sostituto procuratore; dott. Luigi Landolfi, sostituto procuratore e dal dott. Annamaria Lucchetta, sostituto procuratore.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)
Le immagini sono tratte dal video


Genova: trovato un arsenale della 2 guerra mondiale in un giardino privato

Davagna (GE), 21 luglio 2014 – Venerdì scorso sono stati rinvenuti 85 ordigni, 2 mitragliatrici e numerosi caricatori della seconda guerra mondiale, in buone condizioni e dal potenziale distruttivo intatto, in un giardino privato a Davagna (GE) dagli specialisti del 32° Reggimento genio della Brigata Alpina Taurinense.
Erano stati segnalati solo due razzi e qualche caricatore, riemersi dal terreno durante dei lavori di scavo, ma gli specialisti dell’Esercito, intervenuti su richiesta della Prefettura di Genova, hanno scoperto un piccolo arsenale; un nascondiglio probabilmente partigiano che celava 29 bombe a mano DZE39, 56 razzi controcarro M6, 2 mitragliatrici e più di 5000 cartucce, tutto di fabbricazione statunitense.
Sono occorsi due giorni di lavoro per rimuovere in sicurezza il materiale, valutare la pericolosità di ogni singolo artifizio e trasportarlo presso la cava di Camaldoli (Forte Ratti), dove è stata individuata un’area idonea a distruggerlo per brillamento.
Per gli specialisti della Brigata Alpina Taurinense – che vantano una preziosa esperienza maturata anche nelle missioni all’estero – si tratta del 72° intervento dall’inizio dell’anno nell’ambito della bonifica del territorio da residuati bellici in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

Il 32° Reggimento genio guastatori costituisce la risorsa dedicata alla mobilità, contro mobilità, schieramento e supporto al combattimento della Taurinense; interviene quando richiesto in attività a supporto della popolazione in caso di calamità naturale ed è una delle 12 unità dall’Arma del Genio che hanno l’incarico esclusivo di bonificare il territorio nazionale dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi La Forza Armata grazie alla capacità “dual-role” dei propri reparti genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d’intervenire nei casi di pubbliche calamità ed utilità, in ogni momento, su tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale.

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Fonte e immagini: Comando per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito


Riversa tutta la sua rabbia sulla donna, la percuote con una catena, la minaccia con una mannaia. I carabinieri lo arrestano

Rieti, 21 luglio 2014 – Inizia tutto con una piccola discussione, tra un uomo e una donna, che poi degenera. Lui, un 33enne originario della Basilicata, ha scaricato tutta la sua rabbia e la sua violenza verso una donna rumena. Sono iniziati a volare calci e pugni, in preda alla rabbia l’uomo è arrivato a usare contro la donna anche una catena d’acciaio. La situazione degenera sempre più e lui inizia a minacciarla con una mannaia da cucina, costringendola a terra, senza dar tregua alle percosse fino a quando la donna non perde conoscenza. Le ruba il portafoglio con i documenti e 100 euro. La vittima finisce in ospedale.

I carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Rieti sono immediatamente intervenuti, e la donna, ricoverata in ospedale, appena ripreso conoscenza ha collaborato con i militari dando tutte le informazioni necessarie. Dopo accurate indagini gli uomini dell’arma sono riusciti a risalire all’assalitore che è stato immediatamente arrestato e portato al carcere di Rieti. Nella perquisizione della sua abitazione i militari hanno poi trovato la mannaia e la catena con cui ha colpito la donna, e la refurtiva.

La donna, vittima delle percosse e in preda a grande spavento, se la caverà con alcuni giorni di prognosi per abrasioni e contusioni multiple in tutto il corpo.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Rieti)


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