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Archivi del giorno: luglio 1, 2014

Commemorazione della battaglia del Checkpoint Pasta, per non dimenticare…

DSC_8631 MP_001Roma, 1 luglio 2014 – Domani ricorre il 21 anniversario della battaglia del Checkpoint Pasta di Mogadiscio, in Somalia, dove persero la vita 3 soldati italiani e 36 vennero feriti, tra cui la il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare e il 1° Maresciallo Luogotenente paracadutista Giampiero Monti, Medaglia d’Argento al Valor Militare, attualmente in Somalia. In ricordo dell’accaduto domani verrà inaugurato il Monumento ai Caduti, donato dall’ANPdI della Lombardia alla caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, cerimonia a cui presenzierà il tenente colonnello Paglia.

A Mogadiscio si svolgerà la cerimonia commemorativa del tragico evento del 2 luglio 1993, ed è previsto un collegamento con Solbiate Olona, durante il quale saranno ricordate le fasi della battaglia. Come ha dichiarato Paglia “Ricordare i nostri caduti é un dovere di civiltà, e soprattutto pone l’accento su come sia sbagliato abbandonare le missioni quando non sono ancora terminate. Ciò provoca enormi disagi e problemi e non è un caso che a distanza di 20 anni i parà sono ritornati nella terra somala e sono ancora lì.

Quel giorno persero la vita: Andrea Millevoi, sottotenente del reggimento Lancieri di Montebello, Medaglia d’Oro al Valor Militare (MOVM) alla memoria; Stefano Paolicchi, sergente maggiore del 9º Reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin, Medaglia d’Oro al Valor Militare (MOVM) alla memoria; Pasquale Baccaro, caporale di leva al 186º Reggimento paracadutisti Folgore, Medaglia d’Oro al Valor Militare (MOVM) alla memoria. (MNFI)

Onore e rispetto!

 

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Lezioni di difesa sul campo per la LUISS in Kosovo

image008Roma, 1 luglio 2014 –  Dieci studenti della LUISS School of Government, accompagnati dal direttore generale dell’Ateneo, Giovanni Lo Storto, sono volati in Kosovo, utilizzando voli logistici già pianificati,  questa mattina per visitare il Comando NATO Kosovo Force e ricevere dal suo Comandante, il generale divisione italiano Salvatore Farina, una lezione direttamente sul campo sul ruolo della difesa in uno degli scenari internazionali più significativi.

Il gruppo LUISS, dopo l’atterraggio a Pristina si è trasferito via bus alla base Film City dove hanno avuto luogo alcuni incontri con i vertici militari dell’Alleanza e rappresentanti dell’Unione Europea.

Questa iniziativa è il primo passo di un’inedita collaborazione, quella tra la LUISS School of Government e lo Stato Maggiore della Difesa italiana, il quale offre agli studenti una significativa opportunità per acquisire una conoscenza specifica nel settore della Difesa. Un proficuo scambio di conoscenze ed esperienze tra le due parti, con la possibilità di partecipare ai master della School of Government per gli ufficiali, e per gli studenti LUISS di essere coinvolti direttamente nelle attività delle Forze Armate, o di contribuire con lavori di ricerca.

Questa apertura da parte dello Stato Maggiore della Difesa e la missione in Kosovo sono un’iniziativa inedita”, ha dichiarato il Dg LUISS Giovanni Lo Storto, “che si inserisce però nel solco che stiamo tracciando qui in università, dove lavoriamo quotidianamente per dare la possibilità ai nostri studenti di acquisire esperienza e conoscenza pratica, grazie al contatto con tutte le realtà post universitarie: aziende, istituzioni, organizzazioni e da oggi anche le Forze Armate.”

È un’opportunità – ha sottolineato l’Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, Capo Ufficio Generale del Capo di SMD, che ha accompagnato gli studenti in Kosovo – che serve a far capire come operano le Forze Armate a livello nazionale ed internazionale e come si interfacciano con la società civile in un’ottica interforze ed inter agenzia. La Difesa ha da tempo aperto alle collaborazioni con più Università in vari settori per favorire la conoscenza reciproca tra i futuri vertici di enti pubblici/ privati e delle Forze Armate.”

I dieci studenti partecipanti provengono da tre differenti master della LUISS School of Government, quello in International Public Affairs, diretto da Sergio Fabbrini, quello European Studies, diretto da Giovanni Orsina, e quello in Parlamento e Politiche Pubbliche, diretto da Nicola Lupo.

Io ho scritto la mia tesi triennale proprio sul Kosovo e adesso avere la possibilità di andare sul campo è fantastico!”, racconta Licia Gallo, studentessa del Master in Parlamento e Politiche Pubbliche. “Potrò visitare i luoghi, conoscere le persone e le dinamiche che finora ho solo potuto studiare sui libri: onestamente non vedo l’ora.”

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Fonte: Stato Maggiore della Diifesa


Il forte odore non tradisce il “fiuto” dei carabinieri. Arrestato giovane coltivatore

Sant’Antioco (CI), 1 luglio 2014 – Ieri sera i militari della stazione locale, al comando del maresciallo Antonio Manicone, hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti D.P., un 27enne di S. Antioco, celibe, operaio, coltivatore diretto a tempo perso.

Durante un normale servizio di perlustrazione effettuato da una pattuglia dei locali carabinieri il giovane è stato fermato a bordo della sua macchina nei pressi del ponte d’accesso a S. Antioco.

Il ragazzo, che era molto tranquillo e non esternava alcun segno di nervosismo, è stato sottoposto alla normale attività di controllo con verifica dei documenti. Ma appena i militari hanno messo il “naso” all’interno della vettura, hanno subito sentito un fortisissimo odore di marijuana che li ha subito convinti a portare il ragazzo in caserma, dove è stato sottoposto a perquisizione.

Il giovane, nel corso dell’attività di polizia giudiziaria, è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente tipo marijuana suddivisa in 2 buste di cellophane del peso complessivo di gr. 114, nascosta nel cassetto della macchina, 1 coltello con evidenti tracce di stupefacente sulla lama, 1 bilancino di precisione, 1 rotolo di carta argentata utilizzata per il confezionamento delle dosi di stupefacente e 200,00 euro suddivisi in banconote di piccolo taglio, ritenute provento della pregressa attività di spaccio.

La sostanza stupefacente, il denaro e il materiale utilizzato per l’attività di spaccio sono stati sequestrati.

L’uomo, dopo essere stato trattenuto presso le camere di sicurezza della compagnia, questa mattina è stato portato presso il tribunale di Cagliari dove sarà giudicato con rito per direttissima, come disposto dall’autorità giudiziaria. (MNFI)

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale carabinieri di Cagliari)


Arrestato per furto, processato per direttissima, viene messo in libertà

Mozzate (CO), 1 luglio 2014 – Ieri pomeriggio i Carabinieri della Stazione di Mozzate hanno arrestato in flagranza di reato un diciannovenne senegalese S.S., regolare in Italia e residente a Carbonate con l’accusa di rapina aggravata.
Attorno alle ore 16,00, il giovane senegalese, all’interno della stazione ferroviaria della Stazione di Mozzate, dopo aver avvicinato due giovani ragazzi di anni 15 della zona, li ha minacciati di morte, riuscendo così a farsi consegnare da entrambi una banconota da 10 euro e ha tentato di rapinare anche il cellulare a uno dei ragazzi, non riuscendoci grazie alla pronta reazione della vittima.
Il rapinatore, a questo punto, essendo riuscito nel suo intento, seppur di sicuro al di sotto delle aspettative, si è dileguato velocemente a piedi in direzione del centro cittadino di Mozzate, facendo perdere temporaneamente le sue tracce.
Le due giovani vittime, impaurite, sono riuscite però a chiedere aiuto ad un passante, che ha chiamato il 112, che ha inviato sul posto una pattuglia della Stazione Carabinieri di Mozzate che in quel momento era impegnata proprio in un servizio di contrasto alla microcriminalità.
I militari sono intervenuti nel giro di pochi minuti e, dopo avere sommariamente ascoltato le vittime e la descrizione fisica del loro rapinatore, sono riusciti a rintracciarlo, poco dopo, all’interno di un parco pubblico non molto distante dalla stazione ferroviaria; rintracciato e identificato, il rapinatore è stato accompagnato presso gli uffici della Stazione Carabinieri, ove, al termine degli accertamenti di rito, con esito positivo alla perquisizione personale, che ha permesso di rinvenire la somma di denaro poco prima sottratta ai giovani, è stato arrestato con l’accusa di rapina.
Il senegalese è stato quindi trattenuto all’interno delle camere di sicurezza in attesa della celebrazione del giudizio con rito direttisimo, che si è svolto questa mattina presso il Palazzo di Giustizia di Como. All’uomo è stato convalidato l’arresto e inflitta la pena, sospesa, di anni uno di reclusione ed euro 300,00 di multa; il senegalese è stato quindi messo immediatamente in libertà.
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Fonte: Arma dei Carabinieri (Comando di Cantù)

Traffico di migranti (video): indagati dalla DDA di Palermo cittadini africani per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

 

Palermo, 1 luglio 2014 – La Polizia di Stato di Palermo ha eseguito, nelle province di Agrigento, Catania, Milano, Roma e Torino, 9 decreti di fermo e notificato 5 informazioni di garanzia, in stato di libertà, emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di 14 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, nonché di favoreggiamento dell’immigrazione e della permanenza clandestina, aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio malavitoso.

Le indagini, condotte dalle Squadre Mobili di Palermo ed Agrigento coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, furono avviate dopo il tragico naufragio avvenuto il 3 ottobre 2013, nei pressi di Lampedusa e nel quale persero la vita almeno 366 migranti, hanno consentito di ricostruire, anche attraverso mirate attività tecniche, la struttura organizzativa e le dinamiche criminali di un pericoloso sodalizio malavitoso transnazionale, composto da soggetti eritrei, etiopi e sudanesi, che ha favorito, traendone ingenti profitti economici, l’immigrazione illegale di diverse centinaia di connazionali.


(nel video il testo delle intercettazioni telefoniche)

Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi figurano un cittadino etiope e uno cittadino sudanese, ritenuti, da tempo, tra i più pericolosi e importanti trafficanti di migranti. In particolare, è emerso che quest’ultimo aveva il ruolo di raccogliere a Khartoum (Sudan), una consistente parte di migranti che venivano trasferiti, spesso con modalità vessatorie, a Tripoli (Libia), dove l’altro, dopo averli tenuti “segregati” in diverse abitazioni, di cui ha la disponibilità, li faceva imbarcare su natanti fatiscenti diretti verso le coste siciliane.

Le investigazioni hanno consentito, altresì, di individuare una cellula della medesima associazione criminale, composta da cittadini eritrei operanti in Italia, in particolare nelle province di Agrigento e Roma, che favoriva la permanenza illegale di migranti clandestini sul territorio nazionale e ne agevolava il successivo espatrio, sempre illegalmente, verso altri Paesi dell’Unione Europea, in particolare Norvegia e Germania, o del continente americano, tra tutti il Canada.

Nel corso delle indagini sono emersi, inoltre, precisi riferimenti alle continue violenze fisiche e alle reiterate torture che hanno subito numerosi migranti, nonché ai ripetuti stupri, anche di gruppo, cui sono state sottoposte diverse donne.

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Fonte: Polizia di Stato

 


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