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Archivi del giorno: febbraio 10, 2014

Libano: a Tibnin conferita la cittadinanza Onoraria ai Caschi Blu italiani

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Shama (Libano), 10 febbraio 2014 – Continuano le attività del CIMIC Italiano nel Libano del Sud. Tra le attività di cooperazione civile e militare dei Caschi Blu italiani in favore della popolazione del Libano del Sud, si è svolta, nei giorni scorsi, presso la Municipalità di Tibnin, la consegna di due progetti di Cooperazione Civile Militare (CIMIC) finanziati con fondi nazionali, per un valore complessivo di 40.000 € (Euro).

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I due progetti consistono nella realizzazione di un muro di contenimento stradale nei pressi di una  scuola municipale e in una cisterna di acqua potabile, dotata di un sistema di purificazione delle acque.

Al Comandante dei Caschi Blu italiani, su base Brigata Granatieri di Sardegna, Generale di Brigata Maurizio Riccò, e al Colonnello Mauro Arnò – responsabile del CIMIC del contingente italiano, accolti presso il Municipio di Tibnin, sono state conferite le cittadinanze Onorarie in riconoscimento del grande ed apprezzatissimo impegno profuso dal Contingente italiano, nel corso degli anni, per sostenere lo sviluppo e il benessere della popolazione locale.

Al termine della breve ma significativa cerimonia, le Autorità intervenute si sono recate sui luoghi di sviluppo dei progetti per la scopertura delle targhe commemorative a testimonianza dei sentimenti di amicizia e fratellanza che legano l’Italia al popolo libanese.

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Fonte:
 contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna

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Il ministro della difesa Mario Mauro in India per stare al fianco dei fucilieri di marina

Il ministro della difesa Mario Mauro, in India per stare accanto ai due militari nella giornata dell’udienza davanti alla corte suprema spostata da oggi a martedì 18 febbraio: accusa terrorismo è inaccettabile.

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La mia visita a Nuova Delhi è un monito per ricordare che il Governo italiano reputa inaccettabile, illogico e fortemente contraddittorio, fare ricorso a una legislazione antiterrorismo e antipirateria per inserire in un quadro di giudizio due persone che si battevano contro il terrorismo e la pirateria”.

È quanto ha affermato il ministro della difesa Mario Mauro, volato in India per essere  vicino ai “suoi uomini” in una fase delicata del processo che li riguarda. La corte suprema di New Delhi – incaricata di esaminare il ricorso italiano sulla vicenda dei due militari, – ha fissato una nuova udienza per martedì 18 febbraio dopo che la Procura generale ha presentato un’ipotesi di accusa basata sulla Legge anti-pirateria (Sua Act), in una versione che non prevede la richiesta di pena di morte. Ipotizzando, cioè un’accusa per violenze in base ad un articolo della legge che comporta fino a dieci anni di carcere.

Solo un tribunale italiano potrà pronunciarsi in modo sensato sulla vicenda che vede coinvolti Massimiliano Latorre e Salvatore Girone” ha spiegato il ministro, evidenziando inoltre che l’assenza dopo ben due anni dei capi di imputazione nei confronti dei Fucilieri di Marina va contro lo stato di diritto e la correttezza di rapporti tra due democrazie sovrane.

Per il ministro Mauro, il nuovo rinvio della Corte Suprema mostra la fragilità del sistema giudiziario indiano che solo ora si rende conto dell’infondatezza delle accuse formulate dalla Procura.

Il Governo italiano non deve essere condizionato da visioni pessimistiche o ottimistiche – ha aggiunto – ma deve essere determinato, gridare forte, far sentire la sua voce, chiamare a raccolta l’unione europea e le alleanze politiche di cui fa parte perché nel mondo sia chiaro che si sta consumando un’ingiustizia”.

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Fonte e foto: Ministero della Difesa


Cerimonia di saluto per il corpo di reazione rapida della NATO a comando italiano rientrato dall’Afghanistan

Il sottosegretario di stato alla difesa, on. Gioacchino Alfano, ha preso parte questa mattina alla cerimonia di saluto al personale del NRDC – ITA (Nato Rapid Deployable Corps-Italy) rientrato recentemente dalla missione in Afghanistan.

Solbiate Olona (VA), 10 febbraio 2014 – Alla cerimonia, che si è svolta nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, hanno preso parte il capo di stato maggiore della difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e il capo di stato maggiore dell’esercito, generale di corpo d’armata Claudio Graziano.

Nel suo intervento, il sottosegretario alla difesa si è complimentato con il generale di corpo d’armata Giorgio Battisti (che il 22 gennaio 2013 aveva assunto l’incarico di capo di stato maggiore del comando ISAF) e i suoi uomini, che in terra afghana hanno operato con professionalità, competenza e versatilità.

 “Grazie al vostro impegno – ha detto il sottosegretario – ci sono tante persone che non vogliono più rinunciare alla democrazia”.

Il sottosegretario Alfano ha rivolto inoltre un commosso e riconoscente pensiero a quanti hanno sacrificato la vita per il bene comune nelle operazioni a supporto della pace.

Rivolgendosi alle famiglie dei militari, il sottosegretario ha aggiunto: “Siate fieri ed orgogliosi di quanto i vostri cari hanno fatto per la pace, la sicurezza e la solidarietà in quella terra lontana geograficamente, ma oggi, anche grazie a loro, più vicina a noi per standard di vita e tutela dei diritti umani”.

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Fonte e foto: Ministero della Difesa


Contro i crimini d’odio un master per le Forze di Polizia

Workshop su progetto TAHCLE (Training Against Hate Crimes for Law Enforcement) a cura dell’OSCE/ODIHR e OSCAD

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Roma, 10 febbraio 2014 – I reati ispirati dall’odio – hate crimes – costituiscono un aspetto recente, ma assai importante, dei rapporti tra tutela dei diritti umani e sicurezza (interna ed internazionale) essi, infatti, non sono solo una grave violazione delle libertà individuali ma rappresentano una minaccia al diritto di sicurezza del singolo e della società tutta.

I fenomeni di violenza non emergono dal nulla. Essi sono spesso il tragico atto finale di un processo che comincia con la deviazione e l’intolleranza sociale, passa attraverso la discriminazione e si conclude con la violenza.

La violenza motivata dall’odio produce un impatto devastante sulle vittime, incrementando un clima di paura, un senso di sfiducia e il fenomeno della mancata denuncia da parte della vittima. L’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha promosso un importante progetto formativo, realizzato con l’OSCEODIHR su “La prevenzione e il contrasto dei crimini d’odio” – un ciclo di seminari specificamente dedicati alla realtà italiana, arricchiti da una preziosa componente europea del progetto.

A partire da questa mattina, presso la Scuola Superiore di Polizia e presso la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, gli allievi approfondiranno i diversi aspetti della questione grazie alle competenze e all’autorevolezza dei docenti dell’ODIHR. Il progetto formativo, denominato “Training Against Hate Crimes for Law Enforcement” (TAHCLE) consentirà lo sviluppo delle conoscenze e dell’expertise degli operatori attraverso l’apprendimento dei metodi più efficaci per far fronte ai crimini d’odio.

Si tratta di un programma che mira ad approfondire ogni aspetto dei crimini ispirati dall’odio, ad aumentare le competenze di Polizia e Carabinieri, ad incrementare le capacità di interazione con le comunità delle vittime e a creare fiducia reciproca tra i diversi attori.

Un ruolo cruciale, in questo contesto, è quello delle Forze dell’Ordine che devono possedere una formazione specifica e approfondita.

Il Prefetto Francesco Cirillo

Il Prefetto Francesco Cirillo

È questa la strada intrapresa dall’Osservatorio quando, il 29 maggio 2013, il Prefetto Francesco Cirillo – Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale, in qualità di presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) – ha siglato, con l’Ambasciatore Janez LENARČIČ, Direttore dell’ufficio ODIHR (Office for Democratic Institutions and Human Rights) dell’OSCE, un protocollo di intesa per la partecipazione del Dipartimento della P.S. al programma formativo, finanziato dall’OSCE, denominato TAHCLE (Training Against Hate Crimes for Law Enforcement).

Il Prefetto Cirillo ha dichiarato: “Le discriminazioni non hanno confini e dovunque impediscono alle vittime di vivere! Un’efficace attività di prevenzione e di contrasto di ogni forma di discriminazione e di incitamento alla violenza necessita di  un approccio globale e di forme di cooperazione che consentano lo scambio di buone prassi e la condivisione di esperienze e competenze delle principali organizzazioni internazionali “di settore” come l’OSCE e, in particolare, l’ODIHR.”.

Secondo una logica formativa del tutto innovativa, sono stati organizzati incontri, preparatori e propedeutici all’avvio dell’attività formativa, tra i docenti dell’ODIHR e gli investigatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nonché organizzazioni della società civile, necessari per acquisire maggiori elementi di conoscenza in merito ai vari casi concreti, alle  “buone prassi” adottate e alle criticità riscontrate.

Ciò è stato indispensabile per valutare la portata dei fenomeni di violenza motivati dall’odio, conoscere più approfonditamente le attività poste in essere per far fronte al fenomeno , individuare i possibili margini di miglioramento e, in tal modo, “personalizzare” il modulo formativo.

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Fonte: Polizia di Stato
Foto: © Monica Palermo


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